Sergej Vasilievič Maljutin

Autoritratto, 1918

Sergej Vasilievič Maljutin (Mosca, 4 ottobre 1859Mosca, 6 dicembre 1937) è stato un pittore, grafico e architetto russo.

BiografiaModifica

 
Ritratto di Elena Konstantinovna Malyutina, 1890, Galleria Tret'jakov
 
Ritratto di Dmitri Furmanov, 1922, Galleria Tret'jakov

Sergej Vasilievič Maljutin nacque a Mosca in una famiglia di mercanti,[1] ma trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Voronež, dove frequentò un corso di contabilità.[1]

Avvicinatosi all'arte studiò, seguendo gli insegnamenti di Illarion Michajlovič Prjanišnikov, Vladimir Makovsky e Yevgraf Sorokin, alla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca,[2] dal 1881 al 1886, dove ricevette premi per le sue opere,[3]inizialmente raffiguranti scene di genere ispirate dal mondo contadino o dalla politica, oltre che opere riguardanti eventi storici.[1][2]

Una volta terminati gli studi, si dedicò all'insegnamento,[2] all'Istituto Elisabetta di Mosca (1891-1893), alla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca (1903-1917) e allo Studio di arte libera statale (1918-1923).[3]

Maljutin divenne membro e aderì a numerosi movimenti e gruppi artistici, quali Mir iskusstva nel 1900, l'Unione degli artisti russi nel 1903, la Società d'arte moscovita nel 1923, la Società degli artisti realisti nel 1927, oltre che membro fondatore dell'Associazione degli artisti della Russia rivoluzionaria nel 1922.[3][2]

Collaborò per le scenografie del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo (1911-1913) e dell'Opera di Mosca.[3][1]

Maljutin illustrò le pubblicazioni di tradizionali fiabe russe (1890) e le opere di Aleksandr Sergeevič Puškin (1897, 1898, 1910, 1913).[3][1]

Come architetto progettò la Biblioteca Teremok a Talashkino (1901-1903), il Museo storico russo a Smolensk (1904-1905).[3][1]

Maljutin collaborò, disegnando manifesti, con l'Agenzia Russa del Telegrafo (1918-1921) e con il Sindacato dei Lavoratori dell'Arte Provinciale di Mosca (1919-1923).[3]

Si dedicò alla ritrattistica realizzando opere in uno stile realistico negli anni venti e anni trenta;[3] alcuni dei suoi ritratti più famosi sono a pastello (G. P. Perederij, 1919; N. D. Vinogradov, 1919), che si caratterizzarono per una maggiore originalità rispetto a quelli a olio.[2]

Contribuì a numerose mostre, dal 1881 con la Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca fino a quella degli Artisti del RSFSR nel 1934.[3]

Anche senza aderire ai modelli di arte popolare tradizionale, Maljutin valorizzò il patrimonio nazionale figurativo e divenne uno degli anticipatori della corrente russa dell'Art Nouveau.[1]

Opere principaliModifica

  • Ritratto di Elena Konstantinovna Malyutina, 1890, Galleria Tret'jakov
  • Autoritratto, 1918;
  • G. P. Perederij, 1919;
  • N. D. Vinogradov, 1919;
  • Ritratto di Dmitri Furmanov, Galleria Tret'jakov, 1922;
  • Ritratto di N. Gibner, 1922;
  • Ritratto di Ivan Rylsky, 1922;
  • Ritratto di A. Grigoriev, 1923.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g (RU) Малютин Сергей Васильевич (1859-1937), su artsait.ru. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  2. ^ a b c d e le muse, VII, Novara, De Agostini, 1966, p. 191.
  3. ^ a b c d e f g h i (EN) Sergei Malyutin, su rusartnet.com. URL consultato il 6 gennaio 2019.

BibliografiaModifica

  • (RU) Alina Abramova, Vita dell'artista Sergey Malyutin, Icona, Iskusstvo, 1978.
  • Alan Bird, Storia della pittura russa, Allemandi, 1990.
  • (FR) John Ellis Bowlt, Moscou et Saint Petersbourg 1900-1920, Hazan, 2008.
  • (RU) Galina Vladimirovna Golinets, Sergey V. Malyutin, in Antologia di artisti sovietici, 1987.
  • (FR) Andreï Ikonnikov, L'architecture russe de la période soviétique, Pierre Mardaga, 1990.
  • (FR) Peter Leek, La peinture russe du xviiie au xxe siècle, Parkstone, 1999.
  • Claudio Poppi, Elena Kislovskaja e Grigorij Goldovskij, Pittura russa e sovietica 1850-1945, Editoriale Giorgio Mondadori, 1994.
  • Vladimir Sarabianov, Engelina, Smirnova e Gennadij Vdovin, La pittura russa, Mondadori Electa, 2001.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN61396994 · ISNI (EN0000 0000 7987 2960 · Europeana agent/base/33142 · LCCN (ENnr91005202 · GND (DE141511346 · ULAN (EN500011242 · WorldCat Identities (ENlccn-nr91005202