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EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, pusillus, deriva dal latino e significa "molto piccolo", in riferimento alla taglia di questi uccelli.

DescrizioneModifica

 
Maschio impagliato.
 
Femmina impagliata.

DimensioniModifica

Misura 10,5–13 cm di lunghezza, per 9,5-13,5 g di peso[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelletti dall'aspetto slanciato, con testa rotonda, corto becco conico, ali appuntite e coda dalla punta lievemente forcuta. Nel complesso, questi uccelli per la forma ricordano dei canarini, mentre per la colorazione possono essere scambiati per degli organetti molto scuri.

Il piumaggio è piuttosto variegato: testa, petto e dorso sono di colore nero, con fronte di colore rosso vivo (da cui il nome comune della specie), il sottocoda è bianco, ventre e fianchi sono bianchi con la parte centrale delle singole penne di colore bruno-nerastro, a dare un aspetto screziato al piumaggio, mentre le penne delle ali (ad eccezione delle remiganti, che sono nere così come la coda) sono nere con ampi orli bruno-ramati e grigio-biancastri.
Il dimorfismo sessuale è presente ma non evidentissimo, col maschio dalla colorazione più accesa per quanto riguarda i lipocromi (rosso frontale e dorato dorsale) rispetto a quanto riscontrabile nella femmina. In ambedue i sessi, il becco è nero, gli occhi sono di colore bruno scuro e le zampe sono di colore carnicino-nerastro.

BiologiaModifica

 
Esemplare al suolo in Kazakistan.
 
Esemplare si nutre nell'Uttarakhand.

Si tratta di uccelli dalle abitudini diurne, i quali all'infuori della stagione degli amori si muovono in stormi, spostandosi quasi continuamente alla ricerca di cibo ed acqua e mantenendosi fra i cespugli e l'erba alta.

Il canto di questi uccelli è una rapida sequenza di note, che ricorda quella dei fanelli.

AlimentazioneModifica

Il verzellino fronterossa si nutre perlopiù di piccoli semi raccolti al suolo o fra l'erba alta: oltre a questi, la sua dieta si compone anche di bacche, germogli, boccioli, foglioline. Raramente, questi uccelli si nutrono anche di insetti.

RiproduzioneModifica

La stagione riproduttiva va da aprile ad agosto: le coppie (si tratta infatti di uccelli monogami), tuttavia, si formano già durante l'inverno[3]. Generalmente questi uccelli portano avanti due covate l'anno, tuttavia le popolazioni del Turkestan difficilmente vanno oltre la singola covata[3].

Il nido, a forma di coppa, viene costruito dalla femmina a bassa quota, spesso fra i rami dei cespugli, avendo cura di posizionarlo però in luoghi inaccessibili (come pareti rocciose): esso si compone di fibre vegetali intrecciate, ed è ben imbottito internamente con lanugine e piumino. Al suo interno la femmina depone dalle 3 alle 5 uova, che essa provvede a covare per circa due settimane, venendo nel frattempo imbeccata dal maschio, che staziona di guardia nei pressi del nido.
I pulli, ciechi ed implumi alla schiusa, vengono accuditi da ambedue i genitori, e sono in grado d'involarsi attorno alle tre settimane di vita, pur allontanandosi dal nido in maniera definitiva solo attorno al mese e mezzo dalla schiusa.

Distribuzione e habitatModifica

 
Esemplare al bagno nei pressi di Niğde.
 
Esemplare al suolo nei pressi di Almaty.

Il verzellino fronterossa occupa un areale piuttosto ampio, che va dalla Turchia nord-occidentale al Caucaso meridionale, all'Uiguristan occidentale e al Tibet sud-occidentale, attraverso il nord dell'Iraq, l'Iran, il Turkmenistan meridionale, il Turkestan (Tarbagataj, Zungaria, Tien Shan), l'Afghanistan e le pendici meridionali della catena dell'Himalaya, dal Pakistan al Nepal. La specie tende a scendere di quota durante l'inverno e i giovani si disperdono compiendo spostamenti anche considerevoli durante l'autunno (con esemplari che giungono a svernare fino alle coste del Levante[3]), tuttavia il verzellino fronterossa non è una specie propriamente migratrice.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dai boschi submontani e montani a predominanza di pino, ginepro e betulla, con presenza di radure e aree cepsugliose, fino ad oltre i 2000 metri di quota.

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Serinus pusillus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.2, IUCN, 2018.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae, in IOC World Bird Names (ver 9.1), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ a b c d (EN) Red-fronted Serin (Serinus pusillus), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato l'11 maggio 2017.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Serinus pusillus, in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
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