Servo di Dio

titolo della Chiesa cattolica
Frate Luigi Chmel, servo di Dio

Servo di Dio[1][2][3] è un titolo che la Chiesa cattolica assegna dopo la morte a persone che ritiene si siano distinte per «santità di vita», e per le quali è stato avviato il processo canonico di beatificazione. Il titolo successivo, se si ritiene che il Servo di Dio abbia mostrato particolare «eroicità delle virtù», è "Venerabile".

Non è da confondersi con servus servorum Dei ("servo dei servi di Dio"), che è uno dei titoli propri del Papa, introdotto da papa Gregorio I.

ProcedimentoModifica

È la prima fase del processo di canonizzazione, che si articola come segue:

  1. a livello diocesano viene aperto il processo di canonizzazione. La persona viene dichiarata servo/a di Dio e il postulatore, persona appositamente nominata dal vescovo, raccoglie documenti e testimonianze che possano aiutare a ricostruire la vita e la santità della persona. Obiettivo è quello di verificarne l'"eroicità delle virtù";
  2. conclusa la prima fase del processo, si attende dalla Congregazione per le cause dei santi il decreto in cui si dichiara la pratica delle virtù cristiane in modo eroico, o il martirio: a questo punto si può usare l'appellativo "Venerabile";
  3. infine si attende e si analizza un miracolo ottenuto per l'intercessione del Venerabile, accertato il quale egli viene dichiarato beato; dopo un secondo miracolo approvato si attribuisce il titolo di santo.

NoteModifica

  1. ^ servo, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 15 giugno 2020.
  2. ^ servo, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 15 giugno 2020.
  3. ^ servo, Nuovo De Mauro – Vocabolario online della lingua italiana. URL consultato il 15 giugno 2020. Ospitato su dizionario.internazionale.it.

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