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Setzu
comune
(ITSC) Sètzu
Setzu – Stemma Setzu – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoFrancesco Cotza (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate39°43′21″N 8°56′18.3″E / 39.7225°N 8.938417°E39.7225; 8.938417 (Setzu)Coordinate: 39°43′21″N 8°56′18.3″E / 39.7225°N 8.938417°E39.7225; 8.938417 (Setzu)
Altitudine206 m s.l.m.
Superficie7,77 km²
Abitanti140[1] (30-9-2018)
Densità18,02 ab./km²
Comuni confinantiGenoni, Genuri, Gesturi, Tuili, Turri
Altre informazioni
Cod. postale09029
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111080
Cod. catastaleI705
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) setzesi
(SC) setzesus
Patronosan Leonardo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Setzu
Setzu
Setzu – Mappa
Posizione del comune di Setzu all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Setzu è un comune italiano di 140 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna, nella subregione storica della Marmilla. Faceva parte della XXV Comunità Montana della Giara. Partecipa per 244 ettari al territorio della Giara e le sue case sono le tipiche abitazioni contadine del Campidano note appunto come case campidanesi, con il portale d'ingresso sul cortile e di fronte l'abitazione con la «lolla». L'agricoltura era una delle maggiori fonti di sostentamento del luogo.

Indice

StoriaModifica

Zona popolata già in età antica, ancora oggi si possono ritrovare domus de janas e resti di torri nuragiche. Di rilevanza turistico archeologica dono proprio le domus de janas di Domu ‘e S'Orcu e Grutta sa Perda. Probabilmente conosciuta anche da fenici e punici.

Nel periodo Medievale appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Marmilla. Alla caduta del giudicato (1420) passò sotto il dominio aragonese, e fu incorporato nell'Incontrada di Marmilla, feudo dei Carroz conti di Quirra. Nel 1603 entrò a far parte del Marchesato di Quirra, feudo dei Centelles. Successivamente la signoria passò agli Osorio de la Cueva, che lo tennero fino all'abolizione del feudalesimo (1839) quando fu riscattato all'ultimo feudatario Filippo Osorio. Col riscatto dalla feudalità divenne un comune libero, amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Ha due chiese: la più importante è dedicata al suo patrono San Leonardo ed è una chiesa seicentesca con volta a botte, l'altra è dedicata a San Cristoforo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[2]

 

Lingue e dialettiModifica

La variante del sardo parlata a Setzu è il campidanese occidentale.

CulturaModifica

CucinaModifica

La gastronomia locale è rinomata per le carni, i funghi e le lumache.

EventiModifica

Feste e sagreModifica

  • Sant'Ignazio da Laconi (29, 30, 31 agosto)
  • Festa dell'emigrante (fine agosto, inizi settembre)
  • San Leonardo (6 novembre)
  • Sagra della fregola e de su pani indorau (19 agosto)

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Rosanna Pitzalis lista civica Sindaco [3]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Leonardo Congiu lista civica Sindaco [4]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Rosanna Pitzalis lista civica Sindaco [5]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Annarita Cotza lista civica Sindaco [6]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Annarita Cotza lista civica "Insieme per Setzu" Sindaco [7]
5 giugno 2016 - Francesco Cotza lista civica "Uniti per il Futuro di Setzu" Sindaco [8]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2018.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  4. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  5. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  6. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  7. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  8. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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