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Per sgabello (francese, tabouret, derivato dal francese antico tabur) s'intende un sedile, di altezza varia a seconda dell'uso, a tre o a quattro gambe, con o senza lo schienale.

Indice

Descrizione e storiaModifica

In Toscana lo sgabello fa la sua apparizione nel Quattrocento. Lo sgabello completava l'arredamento, in funzione di poggiapiedi o di basso sedile. Era realizzato in legno di noce scuro, con i piedi scolpiti e con lo schienale dritto e intagliato. Sorretto da due supporti laterali, uniti da una fascia orizzontale, in un primo tempo era tuttavia privo di schienale. L'aggiunta dello schienale ha dato anche la possibilità di inserire uno stemma.

Un ruolo preciso lo sgabello lo acquistò alla corte di Luigi XIV di Francia: l'unica possibilità di sedersi, davanti al re e alla regina, era quella di avere il privilegio di uno sgabello, appositamente portato in loco da un domestico. Le duchesse avevano questo privilegio.

Tipi di sgabelloModifica

  • Sgabello da toletta. Imbottito, a volte ricamato e decorato con pizzi, è un accessorio indispensabile davanti al tavolo da toletta di una signora.
  • Sgabello da mungitura. Sgabello rustico, a volte con una sola o con due sole gambe, perché così è possibile inclinarlo. Realizzato anche a tre o a quattro gambe.
  • Sgabello da pianista. Regolabile in altezza, ruotandolo in un verso o nell'altro.
  • Sgabello da bar. Con lunghe gambe e poggiapiedi, per poter comodamente raggiungere l'altezza del piano del bar.
  • Sgabelli cubici di finocchiaccio. I fusti fioriferi della Ferula communis (detta volgarmente finocchiaccio o ferla), raccolti in estate sfioriti, privati delle ombrelle ed essiccati, sono usati per confezionare sgabelli resistenti e leggeri, chiamati "furrizzuoli" o "furrizzi" in Sicilia centrale, "freddizza" in Puglia e "furrizza" sul Gargano.
  • Sgabello da pugile. Messo dai secondi all'angolo del ring, durante le pause.
  • Sgabello da calzolaio.
 
Andrea Malfatti, Ragazzo seduto su sgabello (Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto)

Nell'arteModifica

DesignModifica

Nel cinema e in TVModifica

Galleria d'immaginiModifica

BibliografiaModifica

  • Nietta Aprà, Dizionario enciclopedico dell'antiquariato, Milano, Mursia, 1969, SBN IT\ICCU\NAP\0338753. Presentazione, revisione e integrazione a cura di Guido Gregorietti, passim.
  • Dizionario dell'antiquariato maggiore e minore, Roma, Gremese, 2002, SBN IT\ICCU\TO0\1149444. Sotto la direzione di Jean Bedel; edizione italiana a cura di Alcide Giallonardi, passim.

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