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Sh2-82
Regione H II
Sh2-82.jpg
Sh2-82
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneFreccia
Ascensione retta19h 30m 15s[1]
Declinazione+18° 17′ 30″[1]
Coordinate galattichel = 53,6; b = +00,1[1]
Distanza3590[2] a.l.
(1100[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)9' x 9'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 1 2[3]
Dimensioni9,5 a.l.
(2,9 pc)
Caratteristiche rilevantivicina a Vulpecula OB4
Altre designazioni
LBN 129; Mol 104;[1] Avedisova 843
Mappa di localizzazione
Sh2-82
Sagitta IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 19h 30m 15s, +18° 17′ 30″

Sh2-82 è una piccola nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Freccia.

Si individua nella parte centrale della costellazione, in una regione della Via Lattea fortemente oscurata; si trova ad ovest del gruppo di stelle più brillanti facenti parte della costellazione, tanto che come riferimento può essere preso l'asterismo dell'Attaccapanni, posto circa 2° a nordovest. La nube può essere individuata e fotografata tramite l'utilizzo di filtri e ingrandimenti medio-forti. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade da giugno a novembre.

CaratteristicheModifica

Sh2-82 è una regione H II associata ad una nebulosa a riflessione; secondo le stime più accreditate la sua distanza è di circa 1100 parsec (3590 anni luce),[2] che corrisponde, nella sua direzione, al bordo interno del Braccio di Orione. La stella principale responsabile dell'eccitazione dei suoi gas è la stella azzurra di sequenza principale HD 231616, di magnitudine 10,11 e una classe spettrale B0.5V. All'interno della nube sono state individuate alcune sorgenti di radiazione infrarossa,[4] fra le quali una, catalogata come IRAS 19282+1814, coincide con un maser al metanolo, generato da una protostella profondamente avvolta nei gas.[5] Dalla nube provengono anche alcune emissioni nelle onde radio originate da sorgenti di piccolo diametro,[6] segno che al suo interno sono in atto processi di formazione stellare. Sh2-82 è stata catalogata col numero 843 nel catalogo delle regioni di formazione stellare redatto da Avedisova nel 2002.[7]

Ambiente galatticoModifica

Sh2-82 si trova a contatto con un gruppo di stelle giovani e massicce originatesi nella medesima nube molecolare, visibile alcuni gradi più a nord, entro confini della Volpetta; questo gruppo è stato riconosciuto come un'associazione OB e gli è stata assegnata la sigla Vulpecula OB4. L'associazione Vulpecula OB4 risulta essere assai poco studiata, sebbene si trovi ad una distanza notevolmente inferiore rispetto a tante altre associazioni OB ben note; a complicare gli studi sulle componenti stellari di quest'associazione si aggiunge il fatto che nella medesima linea di vista si possono osservare ben tre associazioni di stelle giovani, poste a distanze differenti: la più vicina, nonché una delle più disperse, è proprio Vulpecula OB4; a circa 2300 parsec si trova invece la regione di Vulpecula OB1,[8] la meglio conosciuta delle tre, mentre ad oltre 4000 parsec si trova Vulpecula OB2.[9]

L'associazione Vulpecula OB4 conta poche componenti accertate: la stella dominante è la supergigante bianca HD 187982; a questa si aggiunge la gigante blu BD+23 3759 e una manciata di stelle azzurre di sequenza principale e classe spettrale B. Nei pressi dell'associazione si osserva anche l'ammasso aperto NGC 6800, la cui età però, pari a circa 400 milioni di anni,[10] è una prova evidente del fatto che non abbia un'origine comune all'associazione.

Entro un raggio di poche decine di parsec da Sh2-82 vi è anche la supergigante rossa HD 185622, visibile come una stella di magnitudine 6,37 sul confine fra Freccia e Aquila; entro 200 parsec si trova invece il resto di supernova G65.2+5.7.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 29 giugno 2010.
  2. ^ a b c Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 29 giugno 2010.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 29 giugno 2010.
  4. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 30 giugno 2010.
  5. ^ Szymczak, M.; Hrynek, G.; Kus, A. J., A survey of the 6.7 GHz methanol maser emission from IRAS sources. I. Data, in Astronomy and Astrophysics Supplement, vol. 143, aprile 2000, pp. 269-301, DOI:10.1051/aas:2000334. URL consultato il 30 giugno 2010.
  6. ^ Reich, W.; Fuerst, E.; Haslam, C. G. T.; Steffen, P.; Reif, K., A radio continuum survey of the Galactic Plane at 11 CM wavelength. I - The area L = 357.4 to 76 deg, B = -1.5 to +1.5 deg, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 58, novembre 1984, pp. 197-199. URL consultato il 30 giugno 2010.
  7. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 30 giugno 2010.
  8. ^ Billot, N.; Noriega-Crespo, A.; Carey, S.; Guieu, S.; Shenoy, S.; Paladini, R.; Latter, W., Young Stellar Objects and Triggered Star Formation in the Vulpecula OB Association, in The Astrophysical Journal, vol. 712, nº 2, aprile 2010, pp. 797-812, DOI:10.1088/0004-637X/712/2/797. URL consultato il 29 giugno 2010.
  9. ^ Bernabei, S.; Polcaro, V. F., A search for peculiar objects in young open clusters. II. A new Be star, the optical counterpart of IRAS 19564+3224 and a new open cluster in Vulpecula, in Astronomy and Astrophysics, vol. 371, maggio 2001, pp. 123-132, DOI:10.1051/0004-6361:20010351. URL consultato il 29 giugno 2010.
  10. ^ Il logaritmo dell'età di NGC 6800 è pari a 8,59, vedi WEBDA page for open cluster NGC 6800

BibliografiaModifica

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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