Shabdrung

titolo usato per indicare o per riferirsi ai grandi lama del Tibet, in particolare a quelli appartenenti ad un lignaggio ereditario

Quello di Shabdrung (scritto anche Zhabdrung; tibetano: ཞབས་དྲུང, Wylie: zhabs-drung; italiano: "davanti ai piedi di") era un titolo usato per indicare o per riferirsi ai grandi lama del Tibet, in particolare a quelli appartenenti ad un lignaggio ereditario. In Bhutan, oggi, il titolo si riferisce quasi sempre a Ngawang Namgyal, fondatore dello stato bhutanese, o a una delle sue reincarnazioni successive.

Ngawang Namgyal (al centro), il primo Shabdrung

Ngawang NamgyalModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Shabdrung Ngawang Namgyal.

Il lignaggio risale fino al fondatore del Bhutan, Ngawang Namgyal, un grande lama del lignaggio Drukpa proveniente dal Tibet, primo a unire tutte le valli in guerra tra loro in un unico regno. Per questo motivo, oggi è venerato ed è considerato terzo per importanza nella scuola Kagyu del Buddhismo tibetano, dietro a Padmasambhava e ovviamente a Gautama Buddha.

Egli portò in Bhutan il doppio sistema di governo tibetano, una sorta di diarchia in cui il potere politico apparteneva al Druk Desi, coadiuvato da governatori locali e ministri noti come penlop, mentre quello religioso apparteneva al cosiddetto Je Khenpo, responsabile delle questioni relative alla vita monastica.

Tuttavia, dopo la morte di Ngawang nel 1651, il potere in effetti non passò a un successore, bensì fu spartito tra i penlop. Per evitare battaglie dinastiche e il ritorno all'epoca dei signori della guerra, la notizia della sua scomparsa fu tenuta segreta per ben 54 anni. Durante questo periodo furono promulgati diversi ordini in suo nome, mentre la sua assenza dalla vita pubblica fu giustificata con un prolungato ritiro spirituale. La morte di Ngawang Namgyal è oggi considerato un giorno di lutto nazionale in Bhutan, generalmente celebrato il decimo giorno del quarto mese nel calendario lunare.[1]

SuccessoriModifica

Tuttavia, ciò non bastò ad evitare i problemi di successione. Per neutralizzare le future incarnazioni dello Shabdrung, decisero di ricorrere a uno stratagemma, e di suddividere la reincarnazione dello Shabdrung in tre persone diverse: l'incarnazione dello spirito (Ku Trülku), l'incarnazione della mente (Thu tulku o Thugtrul) e l'incarnazione del discorso (Sung tulku o Sungtrul). Nonostante questi sforzo, però, il paese precipitò comunque nella guerra tra fazioni, non riuscendo a venirne a capo nei successivi 200 anni. L'incarnazione della mente finì per essere considerata come l'unica legittima erede dello Shabdrung.[2]

Ovviamente, questa situazione portò alle proteste ufficiali delle altre incarnazioni, che pure pretendevano di essere riconosciute. Quando nel 1907 fu fondata la moderna monarchia, Choley Yeshe Ngodub fu riconosciuto come incarnazione del discorso, e infatti servì come ultimo Druk Desi. Dopo la sua morte nel 1917, fu seguito da Chogley Jigme Tenzin.[3]. Il suo successore, non riconosciuto dal Governo del Bhutan, visse nel monastero di Tawang (in India), evacuato nel 1962 durante la guerra sino-indiana.[2]

Principali reincarnazioni dello ShabdrungModifica

Anno di nascita Anno di morte Nome Luogo di nascita Regno
1594 1651 Ngawang Namgyal[4] Ü-Tsang, Tibet 16161651

Shabdrung ThuktrulModifica

Reencarnazioni della mente dello Shabdrung.

Anno di nascita Anno di morte Nome Luogo di nascita Regno
reincarnazione non identificata[5][6] Göyul, sud del Tibet
0. 1689 1713 Kunga Gyaltshen [7] Merak Sakteng, Bhutan nord-orientale
1. 1724 1761 Jigme Drakpa I [8][9] Dranang, Tibet
2. 1762 1788 Chökyi Gyaltsen [10] Yarlung, Tibet
3. 1791 1830 Jigme Drakpa II [11] Bumdeling, Bhutan orientale
4. 1831 1861 Jigme Norbu [12] Gewog di Drametse
5. 1862 1904 Jigme Chögyel[13] Gewog di Drametse
6. 1905 1931 Jigme Palden Dorji[14] Dakpo Domkar, Bhutan orientale
7. ??? n/a
8. 1939 1953 Jigme Tendzin Chogay n/a
9. 1955 2003 Jigme Ngawang Namgyal n/a
10. 2003 Jigdrel Ngawang Namgyal n/a

Shabdrung SungtrulModifica

Reincarnazione del discorso dello Shabdrung.

Anno di nascita Anno di morte Nome Luogo di nascita Regno
1. 1706 1734 Chokle Namgyel [15][16] Distretto di Dagana
2. 1735 1775 Shākya Tendzin[17] Kabe, Bhutan occidentale
3. 1781 1830 Yeshe Gyeltsen[18] Thimphu, Bhutan occidentale 18071811
4. 1831 1850 Jigme Dorje[19] Distretto di Bumthang
5. 1851 1917 Yeshe Ngödrup [20] Distretto di Bumthang
6. 1919 1949 Jigme Tendzin[21]

Deposizione ed esilioModifica

Nel 1907, nel tentativo di riformare il sistema di governo, i penlop favorirono la nascita di una monarchia bhutanese guidata da Ugyen Wangchuck, con l'appoggio del Regno Unito ma contro quanto si auspicava il Tibet. La famiglia reale dovette affrontare alcuni problemi relativi alla sua legittimità nei primi anni, in quanto le reincarnazioni dei vari Shabdrung di fatto costituivano una minaccia. Secondo alcune fonti, il fratello dello Shabdrung Chhoki Gyeltshen (che era stato in India) nel 1926 sfidò Jigme Wangchuck per la successione al trono. Addirittura si crede che egli abbia incontrato Mahatma Gandhi per garantirsene il supporto contro il re. Lo Shabdrung Jigme Palden Dorji su isolato nel monastero di Talo e qui morì nel 1931, si crede per assassinio. È stato l'ultimo Shabdrung riconosciuto dal Bhutan; i successivi non hanno ottenuto alcun riconoscimento ufficiale.[2][22]

Nel 1962, Jigme Ngawang Namgyal (noto anche come Shabdrung Rinpoche tra i suoi seguaci) abbandonò il Bhutan per riparare in India, dove trascorse il resto della sua vita. I pellegrini bhutanesi fino al 2002 si sono recati a Kalimpong per fargli visita. Tuttavia, i flussi di visitatori si sono bruscamente interrotti dopo il 5 aprile 2003, quando egli morì in seguito ad un sospetto avvelenamento.[23]

NoteModifica

  1. ^ Holidays of Bhutan Spring/Summer, Far Flung Places & Bhutan Tourism Corporation, 3 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011.
  2. ^ a b c Leo E. Rose, The Politics of Bhutan, Ithaca, Cornell University Press, 1977, ISBN 0-8014-0909-8.
  3. ^ Yab Ugyen Dorji e Ashi Dorji Wangmo Wangchuck, Of Rainbows and Clouds: The Life of Yab Ugyen Dorji as Told to His Daughter, Serindia Publications, 1999, p. 13, ISBN 0-906026-49-0.
  4. ^ ngag dbang rnam rgyal, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  5. ^ Yoshiro Imeada (2013) p.23,33
  6. ^ Karma Phuntsho (2013) pp. 295–6
  7. ^ Yoshiro Imeada (2013) pp. 38–42
  8. ^ 'jigs med grags pa, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  9. ^ Yoshiro Imeada (2013) pp.55—8
  10. ^ chos kyi rgyal mtshan, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  11. ^ 'jigs med grags pa 02, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  12. ^ 'jigs med nor bu, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  13. ^ 'jigs med chos rgyal, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  14. ^ 'jigs med rdo rje, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  15. ^ phyogs las rnam rgyal, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  16. ^ Yoshiro Imeada (2013) pp. 44–5
  17. ^ shAkya bstan 'dzin, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  18. ^ ye shes rgyal mtshan, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  19. ^ 'jigs med rdo rje, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  20. ^ 'ye shes dngos grub, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  21. ^ 'jigs med bstan 'dzin, su TBRC, Tibetan Buddhist Resource Center. URL consultato il 9 maggio 2014.
  22. ^ Rongthong Kunley Dorji, My understanding of Shabdrung, in The Bhutan Today, 2003. URL consultato il 4 marzo 2009.
  23. ^ http://www.telegraphindia.com/1030415/asp/siliguri/story_1873174.asp

BibliografiaModifica