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Shadi Abdel Salam

regista, sceneggiatore e scenografo egiziano

BiografiaModifica

Shadi si forma tra Oxford e Il Cairo, dove frequenta l'Accademia di Belle Arti laureandosi nel 1955. Nel 1957 lavora come assistente alla regia del connazionale Salah Abu Seif. Tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni sessanta disegna la scenografia e i costumi di film sia egiziani come Al-Nâsir Salâh al-Dîn (1963) sia stranieri (Cleopatra, 1963; Il faraone, 1966).[1] L'incontro con Roberto Rossellini è fondamentale e induce Abdel a interessarsi sempre più alla storia antica del suo paese, sottoponendo al regista italiano il progetto di La mummia (al-Mūmiyāʾ) e ricevendone consigli nelle varie fasi della realizzazione. Nel 1968 viene nominato direttore del Centro per i film di documentazione del Cairo. Filmmaker d'avanguardia e militante, nel suo unico lungometraggio La mummia (realizzato tra il 1968 e il 1969 ma uscito nelle sale cinematografiche egiziane solo nel 1975: la produzione continuava a rimandarne la circolazione sostenendo che gli spettatori non l'avrebbero compreso) e nei successivi lavori - in cui spesso ha intrecciato le forme del documentario e della finzione, talvolta in maniera sperimentale - racconta il passato e il presente del suo popolo, dall'antico Egitto alla guerra con Israele.[2] Nel 1970, il suo cortometraggio El-Fallâh el-fasîh (titolo tradotto in The Eloquent Paesant) fu in concorso a Venezia, alla Mostra del Cinema[3]. Il progetto sul primo faraone egiziano monoteista, Akhenaton, al quale pensava dal 1976, è interrotto per la sua improvvisa scomparsa.[4]

RiconoscimentiModifica

FilmografiaModifica

RegistaModifica

SceneggiatoreModifica

  • 1952 Zaman al-ajab (L'epoca dello sbigottimento), regia di Hassan El-Imam, tratto da un testo di Shady Abdel Salam e El-Sayed Bedeir.
  • 1969 La mummia (al-Mūmiyāʾ), regia di Shadi Abdel Salam.
  • 1969 Al-Fallah al-fasih (Il contadino eloquente), regia di Shadi Abdel Salam.

ScenografoModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN65188641 · ISNI (EN0000 0001 2211 9238 · LCCN (ENnb2004302149 · GND (DE133178560 · BNF (FRcb165828006 (data) · WorldCat Identities (ENnb2004-302149