Apri il menu principale

Shady Records

etichetta discografica statunitense

StoriaModifica

1999-2004: Fondazione e successoModifica

Nel 1999, dopo il successo dell'album The Slim Shady LP, Eminem ha l'occasione di fondare la propria etichetta dal nome Shady Records insieme al suo amico e manager Paul Rosenberg: i due trovano un punto d'incontro tra la volontà del primo di lanciare il proprio gruppo, i D12 a cui però l'etichetta di Dr. Dre (la Aftermath, con cui Eminem è sotto contratto) non è interessata, e da quella del secondo di lanciare un'etichetta tutta sua.[1]

Il primo lavoro che viene pubblicato (in collaborazione con Aftermath) è The Marshall Mathers LP, nel 2000, secondo disco solista di Eminem. Nel 2001 invece esce l'album di debutto dei D12, dal titolo Devil's Night.

Negli anni successivi Eminem si concentra sempre di più sulla produzione dei beat, cosa che lo porta a mettere sotto contratto altri rapper quali 50 Cent e Obie Trice.[1] L'attesissimo album di debutto di 50 Cent, Get Rich or Die Tryin' (uscito nel febbraio 2003, in collaborazione con Aftermath), è un successo planetario che vende più di tre milioni di copie nell'anno di uscita. Il disco d'esordio di Obie Trice, Cheers, è pubblicato nel settembre dello stesso anno e ottiene buoni riscontri.

I rapper del roster Shady Records compaiono anche nella colonna sonora del film 8 Mile e sui primi due capitoli della saga di mixtape Invasion, pubblicati da DJ Green Lantern, anch'egli entrato a far parte dell'etichetta.[1]

2004-2010: declinoModifica

Negli anni successivi, la Shady Records inizia a perdere terreno per via di vari fattori.

Il 2004 è da molti considerato l'inizio del declino artistico di Eminem, che a causa dell'abuso di sostanze stupefacenti appare lontano dai fasti del passato sia sul secondo disco dei D-12, D-12 World, che sul suo quarto lavoro solista, Encore.[2] Lo stesso rapper di Detroit è molto critico con sé stesso nel raccontare questa fase, dicendo che per colpa delle droghe ha perso circa 5 anni di carriera dal 2004 in poi[3]. Inoltre l'omicidio del amico Proof, membro dei D-12, di fatto porta allo sfaldamento del gruppo.[2][4]

50 Cent riesce a bissare il successo dell'esordio con il disco The Massacre e fonda la propria etichetta, la G-Unit records, ma le faide con altri rapper gli creano qualche problema: il suo contenzioso con Jadakiss porta all'allontanamento di DJ Green Lantern dalla Shady Records, mentre i rapporti burrascosi con The Game portano quest'ultimo a troncare i rapporti con la G-Unit Records appena esce il suo disco d'esordio.[2]

Alcuni nuovi artisti vengono inseriti nella scuderia, come Stat Quo, Cashis e Bobby Creek, mentre The Alchemist diventa il dj ufficiale di Eminem. L'intero collettivo compare sulla compilation del 2006 Eminem Presentes: The Re-Up, ma è il canto del cigno di questa prima era della Shady Records: tutti gli artisti, negli anni successivi, abbandonano l'etichetta, alcuni dei quali a seguito di rapporti burrascosi con Eminem e senza produrre alcunché di rilevante.[2]

2010-2017: Shady 2.0Modifica

Una volta abbandonate le droghe, nel 2010 Eminem annuncia di voler rifondare la Shady Records in occasione del lancio del suo disco Recovery. Inizia così a lavorare con il gruppo Slaughterhouse (formato da Joell Ortiz, Joe Budden, Crooked I), con Royce da 5'9'' e Yelawolf.[2]

Il nuovo corso dell'etichetta è ufficialmente presentato ai BET Awards del 2011, con la posse track 2.0 Boys a cui prendono parte tutti gli artisti del collettivo.[5] Nello stesso anno vengono pubblicati Hell: The Sequel dei Bad Meets Evil, duo formato da Eminem e Royce da 5'9'', e Radioactive di Yelawolf. L'anno successivo gli Slaughterhouse pubblicano Welcome to Our House.[2]

Nel 2013 escono Trunk Muzik Returns di Yelawolf e The Marshall Mathers LP 2 di Eminem, mentre l'anno successivo Eminem decide di lanciare la compilation Shady XV per celebrare i 15 anni dell'etichetta, composta da due dischi contenenti hit del passato e inediti.[6] Nel 2015 Yelawolf ottiene un ottimo successo con il disco Love Story.[2]

Negli anni successivi però sorgono nuovamente problemi interni all'etichetta: il rapporto difficile tra Eminem e Joe Budden porta a uno stallo nei lavori degli Slaughterhouse, che poco dopo si sciolgono, mentre Yelawolf annuncia che abbandonerà la Shady Records dopo la pubblicazione di Trunk Muzik III, decretando la fine della Shady Records 2.0.[2][7]

2017-presenteModifica

Eminem riesce a tenere in piedi l'etichetta inaugurando una terza era, mettendo sotto contratto Boogie, rapper di Compton, e i rapper di Buffalo Westside Gunn e Conway, membri del collettivo Griselda Records.[8] Nell'ottobre 2017 Eminem presenta i suoi nuovi artisti con un'esibizione ai BET Hip Hop Awards.[2] Il 25 gennaio 2019 Boogie rilascia il suo primo album sotto l'etichetta contenete featuring da parte di J.i.d., 6lack, Eminem e altri.

Artisti sotto contrattoModifica

DiscografiaModifica

Artisti Vari:

  • 8 Mile: Music from and inspired by the motion picture (2002)
  • More Music from 8 Mile (2002)
  • Eminem Presents: The Re-Up (2006)
  • Shady XV (2014)
  • Southpaw OST (2015)

Eminem:

  • The Marshall Mathers LP (2000)
  • The Eminem Show (2002)
  • Encore (2004)
  • Curtain Call: The Hits (2005)
  • Relapse (2009)
  • Recovery (2010)
  • The Marshall Mathers LP 2 (2013)
  • Revival (2017)
  • Kamikaze (2018)

D-12

  • Devil's Night (2001)
  • D-12 World (2004)

50 Cent:

  • Get Rich or Die Tryin' (2003)
  • The Massacre (2004)
  • Curtis (2007)
  • Before I Self Destruct (2009)

Obie Trice:

  • Cheers (2003)
  • Second Round's On Me (2006)

DJ Green Lantern:

  • Shady Time: Invasion pt. I (2002)
  • Invasion pt. II: Conspiracy Theory (2003)

Cashis

  • The County Hound EP (2007)

Bad Meets Evil

  • Hell: The Sequel (2011)

Yelawolf:

  • Radioactive (2011)
  • Trunk Muzik Returns mixtape (2013)
  • Love Story (2015)
  • Trial by Fire (2017)
  • Trunk Muzik III (2019)

Slaughterhouse:

  • Welcome to Our House (2012)

Boogie:

  • Everything for Sale (2019)

NoteModifica

  1. ^ a b c d Eminem's Shady Records: A Complete History Part 1, su HotNewHipHop. URL consultato il 23 agosto 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i Eminem's Shady Records: A Complete History Part 2, su HotNewHipHop. URL consultato il 23 agosto 2019.
  3. ^ (EN) Eminem lost 'five years' to drugs, su The Independent, 18 ottobre 2011. URL consultato il 23 agosto 2019.
  4. ^ (EN) The Eminem Cover Story: Dying To Live, su Vibe, 19 agosto 2010. URL consultato il 23 agosto 2019.
  5. ^ (EN) Watch the Uncut Version of Shady Records 2.0 Boys' Hip-Hop Awards Cypher, su Complex. URL consultato il 23 agosto 2019.
  6. ^ Eminem svela la tracklist del suo nuovo album “Shady XV”, su RapBurger, 30 ottobre 2014. URL consultato il 23 agosto 2019.
  7. ^ (EN) Shawn Grant, Yelawolf Announces the End of His Deal with Shady Records, su The Source, 16 agosto 2018. URL consultato il 23 agosto 2019.
  8. ^ (EN) Westside Gun and Conway, su Shady Records. URL consultato il 23 agosto 2019.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN158521561 · ISNI (EN0000 0001 0574 2802 · LCCN (ENno2005059772 · BNF (FRcb14287727c (data) · WorldCat Identities (ENno2005-059772