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Shaft il detective

film del 1971 diretto da Gordon Parks
Shaft il detective
Shaft il detective.JPG
Una scena del film
Titolo originaleShaft
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1971
Durata100 minuti
Rapporto1,85:1
Genereazione, thriller, drammatico
RegiaGordon Parks
SoggettoErnest Tidyman (romanzo)
SceneggiaturaErnest Tidyman, John D.F. Black
ProduttoreJoel Freeman, David Golden
Produttore esecutivoJoel Freeman
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer, Shaft Productions
Distribuzione in italianoMetro-Goldwyn-Mayer
FotografiaUrs Furrer
MontaggioHugh A. Robertson
MusicheIsaac Hayes, J.J. Johnson
ScenografiaEmanuel Gerard
CostumiJoseph G. Aulisi
TruccoMartin Bell
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Shaft il detective (Shaft) è un film del 1971 diretto da Gordon Parks, con Richard Roundtree. Usato come modello per i film di blaxploitation, contiene elementi del filone noir.

Indice

TramaModifica

John Shaft è un investigatore privato afroamericano di New York. Egli non è ben visto dagli ambienti criminali del popoloso quartiere di Harlem ed è guardato con sospetto dalla stessa polizia. Gode tuttavia di una certa protezione da parte del tenente Androzzi, al quale più di una volta ha prestato aiuto nella soluzione di casi particolarmente difficili.

Dopo uno scontro con due gangster, in cui uno dei due rimane ucciso, viene portato dal superstite al cospetto di Bumpy Jonas, capo della mafia nera, il quale lo incarica di rintracciargli la figlia Marcy misteriosamente scomparsa. Shaft inizia le indagini su Ben "Lumumba", capo del movimento estremista delle Pantere Nere, che tuttavia risulta estraneo al rapimento. Il detective allora, d'intesa con Bumpy Jonas, decide di servirsi del capo estremista per affrontare i veri rapitori, individuati in una banda di mafiosi bianchi.

Shaft e "Lumumba" penetrano nel quartiere generale dei mafiosi e li debellano in uno scontro a fuoco violento, riuscendo a liberare la ragazza, ma il merito dell'operazione sarà attribuito al tenente Androzzi. Questi tuttavia dovrà affrontare quasi certamente gli scontri che seguiranno tra le bande mafiose.

ProduzioneModifica

Secondo alcune fonti[quali?], Shaft doveva originariamente avere come protagonista un detective bianco, ma, in seguito al successo di Sweet Sweetback's Baadasssss Song (1971), la sceneggiatura del film sarebbe stata riscritta e il cast ri-selezionato così da inserirsi nel nascente filone della cosiddetta blaxploitation. Il regista-sceneggiatore di Sweetback, Melvin Van Peebles.[1] affermò di avere letto il copione originale di Shaft prima che iniziassero le riprese, confermando tale versione; ciò appare quanto meno dubbio, dato che la base di partenza del film, il romanzo di Tidyman, ha come protagonista un detective nero e non uno bianco.

Soggetto e sceneggiaturaModifica

Il film è l'adattamento dell'omonimo romanzo di Ernest Tidyman; la sceneggiatura venne scritta dallo stesso Tidyman, coadiuvato da John D.F. Black, che lo aiutò a stenderla secondo i canoni cinematografici. Ernest Tidyman, bianco, prima di divenire uno scrittore di racconti, era un editor al New York Times. Vendette i diritti del libro alla produzione di Shaft, mostrandone alcune pagine allo studio (il romanzo non era stata ancora pubblicato). Tidyman venne onorato dalla NAACP per il suo lavoro sul film e sui libri di Shaft.

AccoglienzaModifica

Il film fu un successo al botteghino, con un totale di introiti di $ 12.000.000 mentre il budget era molto inferiore: $ 1.125.000. Vinse un Oscar per la miglior canzone per Shaft's Theme, composta da Isaac Hayes. Ricevette una nomination all'Oscar per la migliore colonna sonora.

CriticaModifica

Il personaggio di Shaft è un insieme di stereotipi sul detective: determinazione, arguzia e forza, tutti piuttosto pronunciati. John Shaft viene ritratto come un personaggio quasi sensuale, sicuro di sé, autorevole. Nel suo essere razionale, sicuro e dalla parte della giustizia, Shaft tende a smentire gli stereotipi ancora diffusi all'epoca, secondo cui i neri erano solo spacciatori, papponi o gangster.

In particolare, una scena enfatizza l'afrocentrismo di Shaft: il sergente Androzzi (un detective di polizia) paragona il colore della pelle di Shaft a quello di una penna Bic, dicendo «Non puoi essere così nero». Shaft replica, mentre tiene una tazza di caffè in mano, dicendo «Tu non potrai mai essere così bianco».

RiconoscimentiModifica

Nel 2000 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[2]

SequelModifica

Vennero realizzati due sequel: Shaft colpisce ancora nel 1972 e Shaft e i mercanti di schiavi nel 1973. Ai film venne affiancata una serie televisiva omonima con Roundtree nel ruolo di Shaft. La serie venne trasmessa dalla CBS tra il 1973 e il 1974.

Nel 2000, venne realizzato un ulteriore sequel con Samuel L. Jackson nel ruolo del nipote del detective John Shaft. In Shaft è presente anche Roundtree nel ruolo di John Shaft, detective privato, che prova ad avvicinare suo nipote.

Frasi classicheModifica

Spesso durante il film, Shaft chiama il governo statunitense "il governo delle anatre"; in un'altra scena, la simpatia di Shaft è enfatizzata quando un detective della polizia bianco, in strada, gli fa una domanda ("Dove vai, Shaft?"), alla quale lui risponde "To get laid" che può significare sia "a sdraiarmi per riposare" sia "a fare l'amore".

NoteModifica

  1. ^ "Baadasssss is back!", articolo sull'Observer, disponibile qui; ultimo accesso l'8 aprile 2007.
  2. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 27 dicembre 2000. URL consultato il 6 gennaio 2012.

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Collegamenti esterniModifica

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