Shinji Ikari

personaggio di Neon Genesis Evangelion
Shinji Ikari
Shinji Ikari.jpg
Shinji nell'episodio finale
UniversoNeon Genesis Evangelion
Nome orig.シンジ 碇 (Shinji Ikari)
Lingua orig.Giapponese
SoprannomeThird Children
Autori
StudioGainax
1ª app. inCapitolo 1
Voce orig.Megumi Ogata
Voci italiane
  • Daniele Raffaeli
  • Stefano Broccoletti (edizione Netflix di serie TV e The Feature Film)
SessoMaschio
Data di nascita6 giugno 2001

Shinji Ikari (碇 シンジ Ikari Shinji?) è il protagonista della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare in numerose opere tratte dalla serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretato dalla doppiatrice Megumi Ogata[1][2]. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Daniele Raffaeli nel doppiaggio originale[3] e a Stefano Broccoletti nel ridoppiaggio di Netflix[4].

Nella serie originale Shinji è un ragazzo quattordicenne orfano di madre che viene arruolato dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-01 e combattere, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati angeli. A causa di una serie di traumi emotivi vissuti durante l'infanzia ha sviluppato un carattere estremamente schivo e introverso[5], diventando profondamente insicuro e totalmente incapace di comunicare con il prossimo[6].

Shinji ha goduto di una vasta popolarità tra il pubblico e gli appassionati di animazione, figurando così in diversi sondaggi di popolarità e ottenendo numerosi riconoscimenti. Alcuni critici ne hanno biasimato l'eccessiva insicurezza e la tendenza ad affliggersi; altri invece ne hanno apprezzato il realismo e la complessa introspezione psicologica.

Creazione e sviluppoModifica

Nelle prime fasi progettuali di Evangelion il regista Hideaki Anno propose di inserire una ragazza simile ad Asuka Sōryū Langley nelle vesti di protagonista della serie. L'idea però suscitò le perplessità di Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie, che si dimostrò molto riluttante all'idea di riproporre un personaggio femminile nel ruolo di protagonista dopo le precedenti opere della Gainax Punta al Top! GunBuster e Nadia; lui stesso dichiarò: «Un robot dovrebbe essere pilotato da una persona preparata, che sia una donna o meno non fa nessuna differenza, ma non riesco a capire perché una ragazza dovrebbe pilotare un robot». Sadamoto chiese al regista di inserire un ragazzo nelle vesti di personaggio principale, declassando Asuka a coprotagonista[7]. Anno, accogliendo la sua proposta, propose due protagonisti maschi molto amici fra di loro, Tōji Suzuhara e Kensuke Aida, attingendo a piene mani dallo scenario del romanzo Ai to gensō no fascism di Ryū Murakami; solo in un secondo momento si decise per un solo protagonista maschile con due ragazze di accompagnamento[8]. Per il nome del personaggio Anno si ispirò a quello di due suoi conoscenti, e in particolare a quello del suo collega Shinji Higuchi[9], regista e animatore che contribuì alla realizzazione di diversi episodi di Evangelion[10][11]. Come cognome scelse invece la parola giapponese ikari (? lett. "àncora"), collegandosi così ai nomi di molti altri personaggi della serie, ispirati a termini del gergo nautico o a navi della Marina imperiale giapponese[12].

 
Per il nome di Shinji, Anno si ispirò al suo amico Shinji Higuchi (in foto)

Sadamoto disegnò il personaggio con un'ordinaria uniforme scolastica estiva e una camicia bianca, in modo da farlo sembrare «un tipo ordinario»[13]. Il progetto originale lo vedeva più maturo, robusto e meno introverso della versione finale; Shinji, in particolare, avrebbe dovuto essere rappresentato come un ragazzo molto studioso. La sua condotta scolastica, però, non sarebbe stata vista in luce positiva, ma come un segno di passività[14]. Come modello gli autori presero Nadia Arwol, protagonista della serie animata Nadia - Il mistero della pietra azzurra, anch'essa prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno. Il rapporto fra Shinji e Asuka infatti venne concepito sulla base di quello tra Nadia e Jean, coprotagonista maschile della serie[7]. A causa della particolare caratterizzazione di Shinji, privo dell'entusiasmo e del coraggio tipici dei protagonisti delle altre serie animate mecha, Sadamoto fu costretto a dare una «diversa interpretazione del concetto di eroe». In un primo momento cercò di creare un personaggio che attingesse, stando alle sue parole, «alla coscienza degli attuali appassionati di animazione». Nelle fasi iniziali, comunque, Shinji venne disegnato con un aspetto leggermente diverso rispetto a quello della versione definitiva. In una delle proposte iniziali, ad esempio, lo disegnò con i capelli lunghi, che avrebbero dovuto coprirgli il volto o svolazzare al vento nelle scene drammatiche, idea che venne poi giudicata insoddisfacente e accantonata durante la produzione della serie[15].

Il personaggio venne pensato come un fedele riflesso della personalità di Hideaki Anno[16]; stando alle sue stesse parole, Shinji diventò un limpido specchio della sua psiche, «sia dell'inconscio, sia della mia parte cosciente»[17][18]. Secondo Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia di Evangelion, mentre «Shinji è stato convocato da suo padre per pilotare un robot, Anno è stato convocato dalla Gainax per dirigere una nuova serie animata»[19]. Lo stesso regista dichiarò: «Shinji rappresenta l'attuale me stesso. Mi comporto come se avessi ancora quattordici anni; sono ancora infantile. In termini psicologici sono [ancora] nella fase orale. Sono un tipo orale-dipendente malinconico»[20]. Egli venne concepito, come molti altri protagonisti maschili creati dallo studio Gainax, con una personalità debole e insicura, così da rispecchiare la situazione di molti appassionati di animazione e il particolare contesto sociale giapponese[21], in cui molti padri di famiglia sono costantemente al lavoro e completamente assenti fra le mura domestiche[22]. Fu lo stesso Anno a decidere l'età del protagonista, riflettendo sull'eccessiva dipendenza familiare di alcuni ragazzi giapponesi:

(JA)

«主人公を14歳にした理由は、“子供以上、大人未満”だから。ひとりでも生きられるし、他人(※ひと)にすがっても生きられるんですよ。[...] そういうのも含めて、14歳は精神的には独立可能な年齢として、この作品のテーマに適当だと思います。»

(IT)

«La ragione per cui il protagonista della storia ha quattordici anni è che [a quest'età] non è né un bambino, né un adulto. Vive da solo, ma è legato alle altre persone. [...] Credo che a quattordici anni inizi a manifestarsi una certa indipendenza mentale, quindi mi è sembrato opportuno inserire questo [concetto] nella mia opera.»

(Hideaki Anno[23])

Nella terza puntata, inoltre, per poter spiegare meglio il carattere introverso del personaggio venne citato il concetto psicoanalitico del dilemma del porcospino, aggiunto in fase di sceneggiatura da Akio Satsukawa[24]. Nel primo episodio, invece, il regista inserì una scena in cui Shinji dice a se stesso «Non devo fuggire!», ispirandosi alla sua esperienza personale, e più nello specifico ai quattro anni di stallo artistico particolarmente difficili vissuti prima della produzione di Evangelion[25]. In quel periodo Anno avrebbe dovuto occuparsi di Blue Uru, sequel del film Le ali di Honneamise poi rimandato a tempo indeterminato. Il protagonista di Blue Uru, costantemente in fuga da un doloroso passato, si sarebbe ritrovato di fronte l'arduo compito di salvare l'eroina e affrontare le proprie responsabilità personali. Secondo Yasuhiro Takeda, uno dei membri della Gainax, grazie ad Aoki Uru Anno riuscì ad acquisire «la determinazione giusta per non fuggire dai problemi, e quanto visto in Evangelion potrebbe essere un semplice riflesso di quei sentimenti»[26].

DoppiaggioModifica

 
Shinji sulla copertina del primo DVD della versione italiana della serie

Il personaggio di Shinji fu interpretato dalla doppiatrice Megumi Ogata nella serie animata originale[3], nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion[27][28], nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion e in diversi videogiochi, come Meitantei Evangelion e Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[29][30]. Con il ruolo di Shinji, enumerato dalla stessa Ogata fra i «più memorabili» della propria carriera[31], la seiyū raggiunse un'elevata notorietà tra gli appassionati di animazione[32]. L'interpretazione le richiese notevoli sforzi e la provò sia fisicamente, sia psicologicamente[33]. Nel diciottesimo episodio della serie, ad esempio, Shinji grida e ansima per molti secondi mentre l'Eva-03 viene fatto a mezzi dal suo Eva-01, ragion per cui alla fine della sessione della puntata l'Ogata si sentì «dolorante in ogni parte del corpo»[34]: «Ogni volta che arrivava un nuovo copione, ogni volta che sfogliavo una pagina nuova, venivo lacerata da un nuovo dolore»[35]. Ulteriori difficoltà si presentarono con il doppiaggio di Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, seconda pellicola del Rebuild. Nell'ultimo giorno di registrazione la Ogata fu costretta a gridare ad alta voce per tutto il tempo, e alla fine della sessione crollò sul pavimento dello studio esausta. Mentre era seduta a terra Hideaki Anno si sedette sul pavimento al suo fianco; Anno la lodò per il lavoro svolto e le strinse la mano, ringraziandola sia per «aver mantenuto i sentimenti del personaggio invariati», sia per aver aggiunto «tredici anni della tua esperienza a questo nuovo Shinji»[36].

Il doppiaggio italiano del personaggio venne affidato a Daniele Raffaeli. Secondo il dialoghista italiano Gualtiero Cannarsi, curatore dell'adattamento della serie, doppiare Shinji presentò diverse difficoltà, e il suo ruolo fu assegnato a Raffaeli solamente dopo undici provini, «un'enormità persino per un prodotto cinematografico»[37]. In lingua inglese è doppiato da Spike Spencer[38] e, nella versione Netflix, Casey Morgillo[39], in lingua spagnola e catalana da Albert Trifol Segarra[40], da Víctor Ugarte nella versione latinoamericana[41], da Fabio Lucindo in portoghese, da Hannes Maurer in tedesco e da Donald Reignoux in francese[42].

BiografiaModifica

 
Shinji sulla copertina del primo filmbook della serie

Shinji Ikari nasce il 6 giugno 2001[43] come figlio unico di Gendō Rokubungi e Yui Ikari, brillante studentessa dell'Università di Kyoto e ricercatrice. Nel 2004 viene portato dalla madre nel centro di ricerca del Gehirn, il giorno di un esperimento per il collaudo dell'Evangelion 01. A causa di un incidente la donna scompare sotto gli occhi del figlio[44]. In seguito all'avvenimento Gendō lascia Shinji sotto la custodia di un conoscente e i due vivono separati per più di dieci anni[45][46]. Una volta compiuti quattordici anni Shinji viene richiamato dal padre nella città di Neo Tokyo-3 presso la base dell'agenzia speciale Nerv, di cui il genitore è il comandante in carica[47]. Il 22 giugno 2015 giunge nel quartier generale dell'organizzazione. Lo stesso giorno un essere mostruoso chiamato angelo attacca la città[48], mettendo in estrema difficoltà le forze armate delle Nazioni Unite. Per far fronte all'imminente minaccia a Shinji viene ordinato di pilotare un gigantesco mecha chiamato Evangelion, ma a causa del forte risentimento che nutre verso il padre rifiuta categoricamente di salire a bordo dell'unità. Gendō fa richiamare in sua vece la First Children, Rei Ayanami, gravemente ferita[49]; alla vista della ragazza dolorante Shinji accetta il proprio compito[50][51]. Il giovane viene dunque insignito del titolo di Third Children e gli viene affidata l'Unità 01, al cui interno è racchiusa l'anima di sua madre[52]. Dopo il combattimento si trasferisce definitivamente a Neo Tokyo-3, ma a causa delle discrepanze fra lui e suo padre va a vivere nell'appartamento del suo superiore, il capitano Misato Katsuragi[53], che diventa la sua tutrice legale[54].

Con il definitivo arruolamento nella Nerv iniziano a notarsi in lui alcuni cambiamenti a livello emotivo e psicologico[55], che lo spingono a stringere amicizia con alcuni suoi compagni di scuola[56], come Tōji Suzuhara e Kensuke Aida, e con le sue due colleghe Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley[57]. Dopo numerosi scontri il giovane incontra il Fifth Children, Kaworu Nagisa. Nonostante il breve tempo trascorso insieme i due giovani instaurano fin da subito un rapporto di intensa stima e affetto reciproci. Kaworu però rivela la sua identità di diciassettesimo e ultimo angelo, Tabris, intento a ricongiungersi con il primo angelo Adam, apparentemente custodito nel quartier generale della Nerv. Shinji rimane estremamente scosso dalla rivelazione e, ricevuto l'ordine di annientare Kaworu, si dirige al suo inseguimento con il proprio Evangelion 01[58]. Dopo aver scoperto che nel quartier generale della Nerv è custodito in realtà il secondo angelo Lilith Kaworu si lascia catturare dall'Eva-01, chiedendo all'amico di ucciderlo, cosa che Shinji compie solamente dopo una lunga esitazione[59][60]. Tormentato al pensiero di aver ucciso il compagno[61] egli comincia a interrogarsi circa il significato della vita e sui motivi che lo hanno spinto a salire a bordo dell'Eva e combattere. Mentre sta avvenendo il cosiddetto Perfezionamento dell'uomo, in cui tutte le anime degli esseri umani si fondono in un'unica coscienza collettiva, il ragazzo incomincia ad apprezzare il mondo reale e a piacersi[62]. In tal modo egli fa scoppiare la bolla che rappresentava il suo piccolo mondo. I personaggi riappaiono nella loro individualità e lo applaudono, congratulandosi con lui; Shinji, sorridendo, li ringrazia tutti[63].

Nel film The End of Evangelion, una volta salito a bordo dell'Unità 01 Shinji vede l'Eva-02 di Asuka ridotto a brandelli dai nove Mass Production Model, costruiti per volontà di un'organizzazione chiamata Seele. Sconvolto, il giovane urla in preda al panico e alla rabbia[64]. Le sue grida richiamano un'arma conosciuta come lancia di Longinus dalla Luna[65]. In seguito a questo avvenimento i nove Eva circondano e catturano lo 01 con il Third Children al suo interno, dando inizio al Perfezionamento dell'uomo[66]. A differenza di quanto previsto nei piani originali della Seele, però, il ragazzo si ritrova nella condizione di poter decidere il corso del Perfezionamento. Non temendo più di venir ferito dalle altre persone Shinji sceglie di vivere in un mondo in cui esistono anche gli altri, facendo fallire i piani dell'organizzazione. In seguito alla sua decisione l'Eva-01 si dirige verso lo spazio. Il giovane si risveglia infine su una spiaggia deserta con Asuka al proprio fianco[67].

PersonalitàModifica

(JA)

«シンジは普通の男の子。どこにでもいる、普通の男の子。それが普通でないシチュエーションの中に投じられる時……どういう風に動くんだろう。心が、体が、どういう風に震えるんだろう。いつもの役作りの時のように探ろうとしかけて、やめました。そして決めました。物語の中を、泳ごうと。»

(IT)

«Shinji è un ragazzo normale, il tipo di ragazzo che potresti trovare ovunque. Come avrebbe potuto reagire venendo catapultato improvvisamente in una situazione anomala? Come avrebbero tremato per la paura il suo cuore e la sua anima? Provai a immaginare queste cose come faccio per tutti i miei ruoli, ma poi mi fermai. E decisi che mi sarei semplicemente immersa nella storia.»

(Megumi Ogata, doppiatrice giapponese di Shinji[68])

Shinji è un ragazzo introverso, chiuso[69], con pochi amici e totalmente incapace di comunicare con il proprio prossimo[70]. Egli inoltre evita ogni tipo di contatto umano[71], in modo che non possa ferire gli altri o essere a sua volta ferito da loro[17][57]. Nelle sue limitate relazioni interpersonali invece adotta un atteggiamento passivo[72], che lo porta a subire senza alcuna determinazione la volontà altrui[73] e a chiedere scusa per qualunque cosa[74][75]. Anche il suo abbigliamento lascia pensare che egli non scelga i propri indumenti, ma che si limiti a indossare senza lamentarsi gli abiti che gli vengono forniti[76]. Il giovane comunque, in fondo al proprio cuore, cova un intimo desiderio di accettazione, restando però incapace di accogliere realmente l'amore di un altro essere umano[77]. Secondo Sadamoto: «[Shinji] è il classico tipo che vorrebbe fregarsene del parere degli altri, ma, alla fine, è molto interessato a quello che gli altri pensano di lui. È il tipo di personaggio che vorrebbe rinchiudersi nel suo stesso guscio»[15]. Hideaki Anno lo ha descritto come un «codardo», un ragazzo convinto di essere una persona «completamente inutile»[78][79] e indesiderata[80]. A differenza di quanto comunemente associato al concetto di eroe, nel corso degli eventi non evolve, non cresce, né diventa indipendente o maturo[81]. Nonostante il suo ruolo da protagonista e l'importante incarico assegnatogli combatte con grandissima riluttanza, manifestando emozioni negative e sentimenti molto lontani da quelli di un eroe, come collera, paura, e vulnerabilità[82]. La stessa doppiatrice originale del personaggio, Megumi Ogata, si è espressa sulla questione dicendo: «Shinji è un tipo davvero strano. Non si comporta come un normale personaggio di un cartone animato, ma parla in modo pacato e riservato, come se fosse stato improvvisamente catapultato in un mondo animato»[83]. Nonostante l'apparente atteggiamento rinunciatario, però, nasconde un lato egoista ed estremamente testardo; secondo Tsurumaki, infatti, egli è l'esatto opposto di ciò che appare superficialmente, e, stando alle sue parole: «[Shinji] non è né codardo e né indeciso; è ostinato e non presta mai veramente attenzione alle altre persone»[84]. Il suo carattere lo porta inolte a sottrarsi dal confronto con gli altri e a disobbedire agli ordini che gli vengono imposti[53]

 
«[Volevo] un personaggio freddo e senza ambizioni, il tipo di persona che vorrebbe suicidarsi ma che non se la sente di farlo. Volevo creare un personaggio malinconico che aveva rinunciato alla vita»
—Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie animata[15]

Tutte le paure del ragazzo vertono e hanno radice nella tormentata situazione familiare, più nello specifico nel conflittuale rapporto con la figura paterna. Gendō infatti è la fonte di un profondo conflitto interiore per il figlio[85]; fra i due intercorre un sentimento simile all'ostilità[86][87], ma, al di là degli attriti e della distanza emotiva, il ragazzo vorrebbe soltanto potersi fidare di lui, anche dopo molte delusioni e allontanamenti[88][89]. Per il piccolo Shinji l'abbandono del genitore è stata la fonte di un grande trauma emotivo, che ha contribuito ad alimentare il suo profondo senso di solitudine. Questo trauma lo ha portato a dubitare del valore della propria esistenza, avvilirsi e a ricercare una raison d'être (存在理由 sonzai riyū?, lett. "ragion d'essere") che gli permetta di vivere con le altre persone nel mondo reale[90].

Nel primo episodio della serie originale ripete a se stesso le parole «Non devo fuggire!», cercando di convincersi a salire a bordo dell'Eva e affrontare suo padre[91]. L'incitamento diventa una delle più tipiche esclamazioni del personaggio che, a causa della sua particolare personalità, è costretto a sforzarsi per raccogliere il coraggio necessario a compiere delle scelte difficili[92]. Con il tempo inizia a chiedersi ossessivamente quale sia il motivo che lo spinge a salire sull'Evangelion 01 nonostante la sofferenza e lo stress che comportano il ruolo di pilota[80]. Egli stesso, nel corso della ventesima puntata, ricorda di essere fuggito dal sito di sperimentazione nel quale sua madre perde la vita, episodio che fa nascere in lui l'idea di non dover fuggire dalle cose spiacevoli, che in realtà è soltanto un pensiero compulsivo[93] ed è da molti appassionati erroneamente interpretato come il tema principale della serie. Negli ultimi episodi, in particolare, in un flusso di coscienza di Shinji, Hideaki Anno aggiunse la frase «Se qualcosa è davvero dolorosa puoi anche fuggire», riflettendo la sua idea che «in alcune occasioni va bene fuggire». Credendo che «non si può vivere senza fare del male agli altri», il regista cercò di chiarire di non criticare aprioristicamente chi fugge, ma chi non sceglie fra fuggire o affrontare le cose spiacevoli e rimane in un perenne limbo; secondo lui: «Non è affatto vero che è sempre sbagiato fuggire. [...] Ma se non scegli nulla è come se fossi morto»[94]. Gli ultimi due episodi della serie animata si focalizzano infatti sul percorso e sulla psicologia del ragazzo, facendo il punto sulla sua esperienza di vita e sulle sue difficoltà relazionali[95]. Durante le puntate si chiede ancora una volta quale sia il suo più grande timore e la vera ragione che lo spinge a salire a bordo dell'Eva, confessando di aver paura di se stesso e di temere suo padre[96]. L'unica ragione per cui pilota lo 01, alla fine, è quella di ottenere l'affetto[97] e l'approvazione delle altre persone[98][99], senza nessun sentimento di idealismo o eroismo[100].

Versioni alternativeModifica

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo alternativo con una storia completamente differente rispetto alle puntate precedenti; nella realtà parallela Shinji vive con entrambi i genitori ed è un normale studente delle scuole medie[101][102]. La stessa caratterizzazione è rintracciabile nel videogioco Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[103]. Il personaggio compare anche nei vari spin-off della serie animata originale, in ruoli talvolta considerevolmente divergenti. Nel manga Neon Genesis Evangelion The Shinji Ikari Raising Project, ad esempio, viene presentato come un amico d'infanzia di Asuka e un lontano parente di Rei[104], mentre nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie classica, viene raffigurato, come nella serie classica, come un ragazzo timido e spaventato dall'idea di crescere, ma solare ed estremamente popolare tra gli studenti della sua scuola, la terza accademia municipale "Nerv" di Neo Tokyo-3[105][106]. Nel manga Evangelion - Detective Shinji Ikari i personaggi di Ryōji Kaji e Kaworu Nagisa vengono raffigurati come due investigatori privati a cui Shinji è costretto a rivolgersi, finendo per indagare su un misterioso caso di cronaca[107].

Ulteriori differenze vengono presentate nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. In Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance il ragazzo viene raffigurato nelle vesti di un individuo più coraggioso e aperto rispetto alla sua controparte originale[108], voglioso di crescere e di diventare più sicuro di sé[109]. Anche il rapporto fra Gendō e Shinji appare sensibilmente migliore. Malgrado nutra ancora del risentimento nei confronti del padre per averlo abbandonato da piccolo, il Third Children comincia a entrare in contatto con il genitore grazie alla spinta e agli incoraggiamenti di Misato e di Rei Ayanami[110]. Nella pellicola successiva, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, il ragazzo, risvegliatosi dopo quattordici anni dagli eventi del secondo film, scopre che le sue azioni hanno avuto drastiche conseguenze sul pianeta, che ha subito cambiamenti così violenti da essere diventato quasi inabitabile. Tutti i suoi conoscenti sembrano odiarlo rifiutandosi di spiegarne le ragioni e, per impedire al giovane di salire a bordo di un Evangelion, gli viene applicato un collare esplosivo con cui controllare i suoi movimenti[111]. L'unica persona con cui riesce a stringere amicizia è Kaworu Nagisa, che gli offre la possibilità di ricominciare da capo e di rimediare agli errori passati[112].

MangaModifica

 
Copertina del primo volume del manga raffigurante Shinji, l'Unità 01 e suo padre Gendō

Shinji, nel manga di Yoshiyuki Sadamoto, ha un carattere molto più testardo e forte; l'autore ha infatti cercato di rappresentarlo come un ragazzaccio, un giovane adolescente più ribelle dell'insicuro Shinji di Hideaki Anno. Com'è noto, nella serie classica il suo motto personale è «Non devo fuggire», mentre per la versione a fumetti il mangaka cambiò il tema principale, che diventò, a suo dire, quello di essere «il più possibile onesti con se stessi»[25]. Poco prima di incontrare Misato per la prima volta Shinji riflette sulla sua vita, dando prova fin da subito di essere molto diverso dalla controparte animata. Per esempio, dopo la battaglia contro Bardiel, in cui il suo compagno Suzuhara perde la vita, tenta di sferrare un pugno al padre in preda alla rabbia[113]. A differenza del diciottesimo episodio della serie classica, in cui l'Eva-03 viene fatto a pezzi dal Dummy System senza che Shinji conoscesse l'identità del suo pilota, nel manga egli è consapevole che Suzuhara è a bordo[114].

Laddove il Third Children, nel quarto episodio dell'anime, fugge di casa sopraffatto dalle responsabilità personali, nella versione di Sadamoto egli scappa una volta resosi conto che Misato spia le sue mosse e documenta i suoi movimenti. Anche l'introduzione di Langley è differente; nel manga Shinji non affronta l'angelo Gaghiel con Asuka, ma assiste passivamente alla battaglia senza intervenire; Kaji, d'altra parte, nel fumetto diventa con il tempo il suo mentore[114]. Particolarmente tormentato è il suo rapporto con Kaworu[115][116]; Shinji, a differenza della serie classica, prova profondo astio nei suoi confronti, accusandolo di violare il proprio spazio personale, e in un capitolo arriva a strangolarlo. Le differenze si acuiscono sempre di più verso i capitoli finali, idealmente corrispondenti al film conclusivo The End of Evangelion del 1997; le motivazioni e il percorso interiore del ragazzo durante il Perfezionamento dell'uomo sono molto differenti, offrendo una visuale sensibilmente più ottimistica del lungometraggio originale. Durante l'attacco delle Forze di autodifesa Shinji non viene salvato da Misato, ma da suo padre[117], che nell'occasione gli confessa di aver provato grande gelosia nei suoi confronti fin dalla nascita, perché improvvisamente centro delle attenzioni e dell'affetto della moglie[118]. Dopo aver rinunciato al Perfezionamento il ragazzo continua a vivere in un mondo dove i Mass Production Model si sono pietrificati e nessuno conosce l'origine dei relitti; in un paesaggio innevato, Shinji, in mezzo alla folla, incontra di nuovo Asuka, stringendole la mano nei pressi delle porte di un treno[119].

Sadamoto decise di occuparsi del fumetto proprio guardando i primi episodi della serie animata e riflettendo su alcune battute del ragazzo, chiedendosi, stando a quanto da lui stesso dichiarato, «come fosse il mondo visto con gli occhi di Shinji». Fu questo a portarlo a cambiare alcuni dettagli del personaggio, mutandone la caratterizzazione. Durante la realizzazione dell'opera l'autore si sforzò di conciliare la sua versione di Shinji con gli adolescenti del ventunesimo secolo, chiedendosi, ripensando alla guerra del Golfo, come si sarebbe comportato un quattordicenne all'idea di andare in guerra e salire improvvisamente su un elicottero[120]. Per delineare meglio la psicologia del ragazzo si ispirò alla propria esperienza personale[121], ripensando alla sua adolescenza e cercando di trasporre la propria vita su carta[15].

PsicologiaModifica

(JA)

«主人公が何度も同じ目に遭いながら、ひたすら立ち上がっていく話です。わずかでも前に進もうとする、意思の話です。曖昧な孤独に耐え他者に触れるのが怖くても一緒にいたいと思う、覚悟の話です。»

(IT)

«[Evangelion] è la storia di un protagonista che, malgrado la reiterazione delle stesse esperienze, si rialza costantemente. È la storia di un tentativo, quello di avanzare, di procedere almeno di un passo. È la storia della risoluzione, della volontà di stare insieme agli altri anche se si è bloccati dalla paura di toccare il prossimo, al costo di sopportare una vaga solitudine.»

(Hideaki Anno, 28 settembre 2006[122])

Appena trasferitosi nella scuola media di Neo Tokyo-3 Shinji fatica a stringere amicizia con i suoi nuovi compagni di classe e mantiene un atteggiamento freddo, laconico e riservato. Secondo la dottoressa Ritsuko Akagi il ragazzo soffre del dilemma del porcospino, espressione appartenente alla terminologia psicoanalitica e introdotta da un racconto del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer: similmente ai porcospini del racconto Shinji teme che le persone vicino a lui possano essere ferite e si ritrae dal contatto umano[123]. La sua relazione con il maggiore Misato Katsuragi sembra ricalcare perfettamente l'allegoria schopenhaueriana, secondo la quale in qualunque rapporto umano è necessario mantenere una certa distanza psicologica ed emotiva pur di non ferirsi vicendevolmente[91]. Il concetto viene citato nuovamente nella quarta puntata, intitolata Hedgehog's Dilemma, in cui i due personaggi sembrano riuscire ad avvicinarsi senza farsi del male[124]. Hedgehog's Dilemma però non è l'esatta traduzione inglese de "il dilemma del porcospino": la dicitura corretta sarebbe Porcupine Dilemma. Il termine hedgehog indica infatti il riccio, un animale simile al porcospino ma dagli aculei più piccoli e meno irti. La lieve differenza rimanda a una precisa scelta stilistica dell'autore, che tende a creare un'immagine in qualche modo più delicata del personaggio di Shinji[125][126]. Nella sua psicologia è individuabile un marcato complesso edipico[127] nei confronti del padre Gendō, a cui si contrappone un certo interesse affettivo e sentimentale verso Rei Ayanami, clone genetico di sua madre[128]. La trama di Neon Genesis Evangelion è interpretabile come una complessa rivisitazione in chiave moderna della leggenda di Edipo, nella quale il giovane si sente al contempo amato e odiato dalle due figure genitoriali. Secondo Hideaki Anno Shinji «uccide» metaforicamente suo padre, sottraendo e allontanando sua madre da lui:

(JA)

«ロボット-ということで置き換えることはしたけれど、オリジナルな母はロボットで、同年代の母親として綾波レイが横にいる。実際の父親も横にいる。全体の流れを司るアダムがもう一人の父としてそこにいるんです。そういう多重構造の中でのエディプス・コンプレックスなんですよ。やりたいのはそこだった。»

(IT)

«C'è stata una specie di sostituzione da parte di un robot [chiamato Eva], così la vera madre [di Shinji] è diventata un robot, ma al suo fianco c'è anche una figura materna che ha la sua stessa età, Rei Ayanami. [Rei è] anche dalla parte del vero padre [Gendō]. C'è anche un altro padre, Adam, che gestisce il corso generale di questi eventi. Volevo che tutti questi collegamenti creassero un complesso di Edipo a più livelli.»

(Hideaki Anno[129])
 
«[Shinji è] un ragazzo che si ritrae dal contatto umano. E cerca di vivere in un mondo chiuso, condannandosi da solo. Un giovane [...] che non riesce nemmeno a suicidarsi. [..] [Sia Shinji, sia Misato] sono persone estremamente spaventate dall'idea di poter essere feriti, e ambedue inadatti (mancando di un atteggiamento positivo) a essere definiti eroi di una storia»

La puntata conclusiva della serie, la cui vicenda è interamente ambientata all'interno della coscienza del ragazzo[65], termina con le didascalie «A mio padre, grazie» e «A mia madre, addio»[130], con le quali Shinji si affranca per sempre dalla rivalità con il padre e si libera definitivamente dal suo desiderio edipico[131][132]. Alcuni critici hanno interpretato gli angeli come figure paterne che Shinji è chiamato ad annientare[133]; l'Eva-01, invece, potrebbe essere inteso come un palliativo di sua madre[134][135]. L'improvvisa e prematura scomparsa del genitore ha provocato un profondo trauma emotivo nel piccolo Shinji, spingendolo a cercare un sostituto della perduta figura materna nelle donne che lo circondano e nell'Evangelion 01[136][137]. All'inizio della serie il ragazzo dipende a tutti gli effetti dall'Unità 01, ma, con il progredire degli eventi e delle battaglie, sembra risentire negativamente di questa dipendenza. Il suo inserimento all'interno dell'umanoide rappresenta infatti un ritorno freudiano al grembo materno, da cui il ragazzo deve rendersi indipendente per poter diventare a tutti gli effetti adulto[138]. Nel ventesimo episodio dell'anime, intitolato Weaving a story 2: oral stage, il percorso involutivo di Shinji ha il suo apice e viene intrappolato e assimilato all'interno dell'Eva-01; durante un lungo flusso di coscienza, tuttavia, rivive la scena della sua nascita, ritrovando così la speranza per ritornare a vivere nel mondo reale e riacquistare il proprio corpo[139][140]. Durante il processo Shinji ha alcune visioni che richiamano la fase orale, la prima tappa dello sviluppo psicosessuale nella teoria psichica freudiana, fra le quali una scena in cui viene allattato ancora in fasce al seno della madre[141][142]. Egli presenta molte delle caratteristiche associate alla personalità orale, riscontrabile in alcuni individui non allattati abbastanza nell'infanzia e dipendenti, bisognosi di attenzioni e intrappolati in una costante ricerca di affetto e approvazione[93][143]. Il Third Children, quindi, con la visione del seno della madre risolve metaforicamente la propria fissazione orale, diventando un individuo più coscienzioso di sé[140].

L'Eva-01 è quindi fonte di una profonda ambivalenza; in termini psicologici, Shinji opera una scissione del seno, un particolare processo psichico mediante il quale il neonato, non riuscendo a gestire i propri sentimenti ambivalenti, divide in due la sua percezione del seno materno, vedendo, invece che un oggetto unitario, un "seno buono" e uno "cattivo"[144][145]. L'Unità 01 può essere accostata a un "seno cattivo" che intrappola il ragazzo al proprio interno e che ne annulla la personalità, mentre l'anima di Yui custodita al suo interno lo salva, permettendogli di continuare a vivere[146]. Il giovane, grazie a un percorso di autoanalisi, nel finale sceglie di vivere nel mondo reale con le altre persone nonostante nutra ancora paura di ferire o essere ferito dal contatto umano, rinunciando al Perfezionamento dell'uomo e accettando incondizionatamente gli altri[147][148]. Anche l'episodio conclusivo della serie reinterpreta la teoria psicoanalitica freudiana della fase orale, secondo la quale il bambino, nei suoi primi anni di vita, è convinto di avere due madri, chiamate "mamma buona" e "mamma cattiva". Nel corso della puntata Shinji vede sia il lato buono sia il lato oscuro delle altre persone, come un neonato che, nella fase orale, si rende conto che possono coesistere due personalità diverse all'interno di un singolo individuo[94].

Analisi e interpretazioni del personaggioModifica

 
Shinji sulla copertina dell'edizione italiana di Evangelion 1.01: You Are (Not) Alone
(JA)

«結果はわかりません。まだ、自分の中でこの物語は終息していないからです。シンジ、ミサト、レイがどうなるのか、どこへいくのか、わかりません。スタッフの思いがどこへいくのか、まだわからないからです。»

(IT)

«Non so quale sarà il risultato. Questo perché dentro di me la storia non è ancora finita. Non so cosa accadrà a Shinji, a Misato o a Rei. Non so dove la vita li porterà. Perché non so dove la vita stia portando lo staff.»

(Hideaki Anno nel 1995, poco prima della messa in onda[78])

Secondo Ramsey Isler di IGN Shinji sarebbe un riflesso dei sentimenti di Hideaki Anno, che durante la produzione della serie affrontò un difficile periodo di depressione. Seguendo questa linea esegetica il recensore ha interpretato la particolare caratterizzazione del personaggio e le sue continue battaglie contro gli angeli come una metafora dei tentativi di Anno «di sconfiggere i propri demoni interni»[149]. Anche l'assistente alla regia, Kazuya Tsurumaki, ha dato una simile interpretazione del personaggio e di Evangelion, lavorando alla serie con l'idea che le emozioni di Shinji siano un semplice riflesso dei sentimenti di Anno: «È per questo che nelle sessioni di pianificazione del copione dicevo sempre qualcosa del tipo "Non è troppo eroico per Shinji dire questo? Hideaki Anno non è così eroico"»[150].

Per il tema del rapporto conflittuale fra padri e figli Anno prese ispirazione dalle opere del regista Yoshiyuki Tomino, permeate da tali tematiche, portandole alle estreme conseguenze[151]. Nel diciottesimo episodio, in particolare, Shinji si rifiuta di combattere contro l'Unità 03, tenuta in ostaggio dall'angelo Bardiel assieme al suo pilota, entrando in contrasto con suo padre Gendō; il loro conflitto sembra riprendere il dilemma della "tavola di Carneade" dell'omonimo filosofo greco, già citato nella precedente opera di Anno Punta al top! - GunBuster, secondo cui è perfettamente legittimo uccidere un altro uomo in situazioni estreme per istinto di sopravvivenza[152]. L'idea di un pilota chiuso e introverso, inoltre, può essere rintracciata in Amuro Ray, protagonista di Mobile Suit Gundam[153]. Secondo Toshio Okada però Evangelion e Gundam giungono a risposte completamente differenti; in Gundam uno dei temi principali della vicenda è «il desiderio del protagonista di essere riconosciuto dalle altre persone», mentre Evangelion mette completamente in discussione il concetto di salvezza e quello di eroe[154].

Il personaggio è stato interpretato da Fabio Bartoli come un «perfetto rappresentante» della generazione otaku, «essendo un giovane con difficoltà relazionali e avvezzo a passare molto tempo a casa». Per Bartoli, inoltre, l'ultima scena della serie classica, in cui la prigione di vetro del ragazzo si frantuma e termina la sua seduta psicoanalitica, potrebbe essere un riferimento agli shinjinrui (新人類? lett. "nuova razza umana"), cioè la generazione nata verso gli anni settanta, dai pensieri e atteggiamenti completamente alieni dalle precedenti, chiamata anche crystal-zoku (クリスタル族? lett. "tribù di cristallo"); Evangelion, secondo il ricercatore, potrebbe essere visto come «un vangelo per gli shinjinrui», e «il processo di liberazione personale del Third Children rispecchia quello generale auspicato da Anno»[155]. Analoga interpretazione è stata data dallo scrittore Andrea Fontana, secondo il quale Shinji sarebbe accostabile agli otaku per via della sua totale incapacità comunicativa e relazionale. Secondo lo scrittore la parabola evolutiva di Shinji è «un'esortazione» lanciata da Hideaki Anno e rivolta alla società giapponese e ai giovani dell'epoca, un invito «a rompere la gabbia di cristallo in cui si sono rinchiusi», guardando con fiducia al proprio prossimo[156].

AccoglienzaModifica

 
Un cosplayer di Shinji Ikari in plugsuit

Immediatamente dopo la conclusione della serie Shinji si posizionò secondo fra i personaggi maschili più popolari del momento in un sondaggio condotto nel 1996 dalla rivista giapponese Animage, con soli duecento voti di scarto rispetto al personaggio più popolare, Duo Maxwell di Gundam Wing[157]. Nelle classifiche dei due anni successivi riuscì invece a salire al primo posto. Nel sondaggio del 1997 ottenne circa milleduecento voti, più del doppio rispetto al secondo personaggio in classifica, Kaworu Nagisa[158][159]. Nelle classifiche mensili della stessa Animage Shinji emerse sesto nell'agosto 1996[160] e undicesimo a luglio 1998[161]. Nel 2002 l'emittente televisiva TV Asahi lo inserì al 77º posto tra i personaggi più popolari della storia dell'animazione giapponese[162] e al 25º in una classifica simile del 2007 limitata agli eroi di sesso maschile[163]. Un analogo risultato si registrò in occasione di un'indagine del 2014 rivolta agli stranieri residenti in Giappone; alla domanda «A quale personaggio aspiri a somigliare?», gli intervistati diedero una grande varietà di risposte, fra le più gettonate delle quali Shinji Ikari conquistò il settimo posto[164].

Anche la rivista specializzata Newtype ebbe modo di sottolineare la grande popolarità del personaggio. Nell'agosto e nel settembre 2009 emerse al terzo e al primo posto fra i personaggi più apprezzati dai lettori del periodico[165][166]. Nel mese di ottobre dello stesso anno riuscì a posizionarsi al terzo posto e a rimanere il personaggio maschile più popolare di Neon Genesis Evangelion[167]. A marzo dell'anno seguente Newtype lo elesse il personaggio maschile più popolare degli anni novanta[168]. Nel 2012 l'emittente Fuji TV chiese a circa quattordicimila appassionati quale fosse il miglior eroe animato di sempre; nell'occasione Shinji Ikari ottenne il ventesimo posto fra i personaggi più votati[169]. Nel 2016 figurò tredicesimo in un sondaggio condotto dal sito Anime News Network sui migliori piloti dell'animazione giapponese[170]. Nel 2020 NHK ha chiesto a un largo numero di fan di Eva quale fosse il loro personaggio preferito della serie e Shinji ha guadagnato il quarto posto[171].

CriticaModifica

Shinji è uno dei personaggi più sfumati, popolari e riconoscibili della storia dell'animazione giapponese. Ma, guarda tu un po' il caso, è anche un piagnucolone, un moccioso, una femminuccia. Ma alla fine lo siamo stati tutti. Shinji non piace proprio perché rappresenta un lato di noi stessi che non ci piace: quella parte di noi che rinuncia a tutto, che evita le responsabilità davanti alla crudeltà della vita. [...] Non ci piace, ma, allo stesso tempo, riusciamo a capirlo pienamente.
Nick Verboon[172]

Il personaggio di Shinji Ikari ha suscitato pareri molto contrastanti e ha diviso in due la critica. I detrattori ne hanno criticato la costante insicurezza e la totale assenza di tempra e risolutezza[173][174]. Raphael See di T.H.E.M. Anime Reviews, ad esempio, parlando della caratterizzazione dei personaggi di Evangelion, trovata da lui «un po' cliché, o più semplicemente irritante», ha criticato l'atteggiamento pessimista di Shinji, «sempre giù di morale» e propenso a «piangersi addosso»[175]. Secondo il sito Japanator Shinji è un pilota mediocre e smidollato[176]. MyReviewer invece ha apprezzato molto le differenze introdotte nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, dicendo: «Per sollievo di molti Shinji non è così piagnucolone [come nella serie], e dimostra di avere una spina dorsale in più di un'occasione durante il film»[110]. Altrettanti sono stati i critici che ne hanno elogiato la caratterizzazione e il realismo; fra questi, Joshua Sorensen di FilmDaze[177] e Susan J. Napier, scrittrice e studiosa di animazione, secondo la quale Shinji potrebbe essere facilmente definito «il personaggio maschile con la psicologia più complessa mai creata»[178]. Sulla stessa linea di pensiero si è mostrato Chris Mackenzie, editore del sito web IGN, che lo ha inserito al 25º posto tra i migliori personaggi dell'animazione nipponica[179].

Jen Contino della rivista Anime Invasion ne ha elogiato la caratterizzazione e lo ha inserito in nona posizione fra i migliori personaggi animati di tutti i tempi[180]. Nel 2013 Lynzee Lam di Anime News Network lo ha inserito al primo posto fra i sette eroi più "piagnucoloni" della storia dell'animazione nipponica, apprezzandone però le motivazioni e il realismo psicologico[181]. Fa eco il suo collega Martin Theron, che, nella sua recensione sul film Evangelion 1.0, ne ha elogiato la verosimiglianza[182]. Ramsey Isler di IGN lo ha eletto miglior personaggio della storia dell'animazione giapponese, lodando l'originalità della sua caratterizzazione e difendendolo dalle critiche. Secondo il recensore il personaggio suscita l'antipatia degli spettatori perché viene ingiustamente considerato «un fifone, spaventato, lamentoso, strisciante e senza speranza», critiche a cui ha risposto chiedendo: «Quale quattordicenne non lo sarebbe stato, dopo tutto quello che ha dovuto affrontare?». Isler ha concluso il suo commento dicendo: «Shinji è un personaggio che sfida gli spettatori, che non offre al pubblico un superficiale potere fantasy come ci si aspetterebbe da molti altri anime oltre Evangelion. Sì, è patetico, ma è proprio questo a renderlo stupendo»[149].

Influenza culturale e merchandisingModifica

 
Un taxi con la livrea decorata con l'immagine di Shinji a Sapporo

Nel corso degli anni sono stati prodotti diversi articoli di merchandising ispirati al personaggio di Shinji, come magliette, biancheria intima[183], action figure[184], vari modellini collezionabili[185], gioielli[186], occhiali[187], riproduzioni dei suoi indumenti[188], profumi[189], bevande[190], lettori Sony[191] e un'intera linea di abbigliamento[192]. Shinji è stato usato anche per alcune campagne pubblicitarie della Japanese Racing Association[193] e per sponsorizzare una società culinaria specializzata in zuppe di miso chiamate "shijimi del lago Shinji", dimostrandosi così popolare da aumentarne gli incassi e attrarre molti turisti all'omonimo lago soltanto per la bevanda[194][195]. Il personaggio è apparso, oltre che nei vari videogiochi tratti dalla serie animata originale, in alcuni giochi distaccati dal franchise di Evangelion, come in Monster Strike[196], Super Robot Wars[197], Tales of Zestiria[198] e Puzzle & Dragons[199], e in un episodio dell'anime Shinkansen henkei robo Shinkalion, in cui pilota un treno trasformabile chiamato 500 Type Eva[200].

Ryo Ōyama, uno dei membri dello staff di Guilty Crown, ha paragonato il protagonista della serie animata, Shū Ōma, a Shinji Ikari e al ruolo da lui rivestito in Neon Genesis Evangelion. Lui stesso ha dichiarato: «Sono entrambi rinchiusi nel proprio mondo, e non ne escono fuori». Shū, secondo Ōyama, è una sorta di «rielaborazione» o una versione modernizzata del personaggio, ma Shinji si differenzia per un atteggiamento «più passivo» e pessimista[201]. Analoghi commenti sono stati fatti dall'attore Asa Butterfield, che lo ha paragonato al protagonista della pellicola Ender's Game da lui interpretato, Ender. Secondo Butterfield entrambi i personaggi si «ritraggono dal mondo [esterno]», affrontano esperienze a loro nuove, e combattono contro nemici sconosciuti[202]. Anche Lain Iwakura, protagonista femminile della serie Serial Experiments Lain[203], Simon di Sfondamento dei cieli Gurren Lagann[204], il protagonista del film Boku no kanojo wa cyborg[205] e Daisuke Dōjima di Revisions[206] hanno diverse affinità con il personaggio. Nel quarto episodio del dorama Nigeru wa haji da ga yaku ni tatsu compare un personaggio chiamato Shinji, ex fidanzato della protagonista Mikuri, chiaramente ispirato al protagonista di Evangelion[207]. Il gruppo britannico Fightstar lo ha omaggiato intitolandogli un brano dell'album One Day Son, This Will All Be Yours[208]. Jordan Vogt-Roberts, regista del film Kong: Skull Island, ha inserito un personaggio chiamato Gunpei Ikari nella pellicola in suo onore[209]. Il personaggio è citato inoltre da Steven, protagonista della serie animata statunitense Steven Universe, in una parodia della scena finale della serie[210].

NoteModifica

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