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Il siclo (שקל, shèqel in ebraico; pl. שקלים, shqalìm) è un'antica unità di peso. Era in uso nel medio oriente e nella Mesopotamia. Per lo più si intende un'antica unità di peso ebraica. Il termine deriva dal verbo ebraico "shaqal", che significa "pesare"[1]. Il valore è notevolmente variato nel tempo e nei diversi luoghi.

Con lo stesso nome si indicavano monete sia in argento sia in oro del peso di un siclo. Sia i fenici sia gli ebrei battevano sicli. In Mesopotamia veniva valutato 1/16 di darico (7,5 oboli attici), cioè mezzo grammo di oro.

L'uso di unità di peso come unità monetarie era comune nel mondo antico fino al Medioevo e ne è rimasta traccia fino a oggi nel linguaggio: in inglese la parola pound indica sia la libbra sia la sterlina, mentre in italiano le parole lira e libbra derivano entrambe dal latino libra, "bilancia".

Il peso del siclo ebraico poteva variare tra i 10 e i 13 grammi. Un siclo valeva 20 ghere e cinquanta sicli formavano una mina. Un talento era pari a 3 000 sicli (circa 30–40 kg) come si ricava da Esodo 38, 25-26. L'armatura di bronzo del gigante Golia pesava 5 000 sicli (1 Samuele 17, 5), cioè 50 – 65 kg.

Si pensa che i "30 pezzi d'argento" di Giuda fossero sicli di Tiro. Un siclo d'argento era allora il salario giornaliero di un bracciante.

L'attuale moneta di Israele ha nome siclo (sheqel).

NoteModifica

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