Signoria di Sassuolo

Signoria di Sassuolo
Signoria di Sassuolo - Stemma
Motto: Spes nova
(it: Speranza nuova)[1]
Parte del ducato di Modena, con signoria di Sassuolo.jpg
Dati amministrativi
Lingue parlateVolgare, latino, dialetto sassolese
CapitaleSassuolo
Dipendente daDucato di Ferrara, poi Ducato di Modena e Reggio
DipendenzeSoliera
Politica
Forma di governoMonarchia
(signoria)
Nascita1499 con Giberto II Pio
Causainvestitura da parte di Ercole I d'Este
Fine1599 con Marco III Pio di Savoia
CausaAnnessione al ducato di Modena e Reggio
Territorio e popolazione
Bacino geograficoValle del Secchia
Massima estensione384 k (con Soliera)[2] nel XVI secolo (fine)
Popolazione11.900 circa (con Soliera)[3] nel XVI secolo (fine)
Economia
ValutaEstense
RisorseAgricoltura, allevamento
Commerci conStati vicini
Religione e società
Religioni preminentiCattolicesimo
Religioni minoritarieEbraismo
Classi socialiNobiltà, clero, popolo
Evoluzione storica
Preceduto daCoat of arms of the House of Este (Ercole I).svg Ducato di Ferrara
Succeduto daCoat of arms of the House of Este (1535).svg Ducato di Modena e Reggio

La signoria di Sassuolo fu un'entità territoriale autonoma esistita dal 1499 al 1599, costituita a causa di una controversia tra i cugini Giberto II e Alberto III Pio, signori di Carpi, per il dominio sulla città. Per dirimere la contesa scelsero come arbitro il duca di Ferrara Ercole I d'Este, del quale erano vassalli. Il sovrano estense, al fine di compromettere l'unità territoriale della signoria carpigiana, decretò, nel 1497, che Giberto avrebbe dovuto rinunciare in suo favore all'enclave di Soliera unitamente ai diritti sulla metà del territorio conteso, ricevendo in corrispettivo la signoria di Sassuolo per sé e la sua posterità[4]

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Marco III Pio di Savoia e Pio di Savoia.
 
Angolo nord est del castello di Spezzano

La signoria era strategicamente situata all'interno del ducato di Modena e Reggio, sedici chilometri a sud-ovest del capoluogo estense che faceva parte fino al 1598 dello Stato di Ferrara. Era costituita dalle seguenti cinque podesterie: Sassuolo, Formigine, Fiorano (con il castello di Spezzano), Soliera e Brandola. Senza Soliera aveva una superficie di circa 362 k e 10.300 abitanti.[5]

Dal 1309 al 1417 il territorio sassolese era sottoposto al dominio della famiglia Della Rosa, fin quando non lo riprese il marchese di Ferrara Niccolò III d'Este (1383-1441). In seguito ai duri contrasti descritti tra i parenti Pio di Carpi, il 16 luglio 1499, nella palazzina, ora scomparsa, di Belfiore presso Ferrara, fu stipulata la permuta tra Ercole I e Giberto II Pio e, l'investitura, approvata dall'imperatore Massimiliano I (che nel 1525 fece occupare la signoria di Carpi per cederla ad Alfonso I d'Este), fu personalmente ricevuta il successivo 10 settembre da Alessandro, primogenito di Giberto seriamente malato.[6]

Giberto II Pio, (1365-1500), figlio di Marco II, rampollo di Giberto I (che nel 1385 ottenne il feudo imperiale di Carpi da Venceslao di Lussemburgo) morì il 26 settembre 1500 a causa delle ferite riportate nelle ostilità contro Cesare Borgia e fu sepolto nella chiesa bolognese dell'Annunziata. Alessandro, però aveva solo dodici anni e, secondo le disposizioni testamentarie del defunto genitore, assunse la reggenza la vedova Eleonora Bentivoglio, figlia del signore di Bologna Giovanni II e di Ginevra Sforza, che dimostrò apprezzabili capacità e autorevolezza nell'amministrare il feudo.[7]

Nel XV secolo i Pio si divisero in tre rami, particolarmente litigiosi: Albertino (da Alberto III), Gibertino (Giberto II) e Galassino (Galasso). La linea gibertina di Sassuolo fu la più longeva e si estinguerà nel 1776. Il 27 gennaio 1450 Alberto I Pio di Carpi aveva ottenuto dal duca Lodovico la prerogativa di aggiungere al proprio il cognome Savoia, come compenso dei servigi offerti in guerra.[8]

Il governo di Alessandro fu assai tormentato dalle aggressività estensi e pontificie: verrà ricordato per aver fatto costruire, in Sassuolo, la torre dell'orologio, uno dei simboli della cittadina. Aveva sposato Angela Borgia (1486-1522), congiunta del papa Alessandro VI. La precoce scomparsa di Alessandro indusse la madre Eleonora a riprendere la reggenza in nome del nipote Giberto III: fu un periodo difficoltoso (1517-1525) a causa delle fazioni interne che laceravano la signoria. Giberto si occupò molto dell'abbellimento di Sassuolo: fece restaurare e ampliare il castello, impreziosendolo con affreschi del pittore modenese Nicolò dell'Abate; trasformò con nuove opere urbanistiche il centro del capoluogo.[9]

Giberto III, nonostante le tre consorti, non ebbe prole maschile e gli succedette il fratello minore Ercole, anch'egli figlio di Marco, ultimogenito di Giberto II e di Lucrezia Roverella, che sarà tutrice di Marco III quando la madre Virginia Marino ritornò a Milano, dove dalle seconde nozze ebbe Marianna de Leyva, la famosa monaca di Monza. Ercole, nel 1561, promulgò gli statuti che rimasero in vigore fino al 1772.[10]

L'effettiva durata della signoria di Marco III (1568-1599) si ridusse a quindici anni, data la reggenza dello zio Enea (1571-1584). Fratello minore di Ercole, Enea sposò Laura Obizzi, sopravvisse al nipote e la sua linea, con i discendenti del figlio Ascanio, si estinguerà con la pronipote Isabella Maria, ultima dei Pio, consorte di Antonio Vallarel Perez Pastor.[11]

La famiglia reggente risiedeva abitualmente nel castello di Sassuolo che, dopo l'estinzione della signoria, il duca di Modena Francesco I d'Este (1624-1658) fece radicalmente trasformare in palazzo. Il luogo di sepoltura dei Pio era nell'oratorio di San Giuseppe, affidato ai Serviti.[12]

Marco, sposo di Clelia Farnese (1556-1613, più volte reggente), visse una vita difficile, ma trovò il tempo di dedicarsi all'arte, come nella realizzazione degli affreschi (sui suoi domini) nel castello di Spezzano, sua residenza favorita, o nella costruzione della guglia. Partecipò a diverse guerre, ma gli fu fatale l'annessione del ducato di Ferrara allo Stato Pontificio e la successione nel ducato di Modena e Reggio, feudo imperiale, di Cesare d'Este, congiunto naturale dell'ultimo duca Alfonso II. Cesare lo attirò a Modena con uno stratagemma, per dirimere una faccenda familiare: Marco fu, subito dopo, vittima di un attentato, mai rivendicato da alcuno, e morì il 27 novembre 1599. Rigettate le pretese di Enea, la signoria di Sassuolo fu inglobata nello Stato estense. Negli ultimi giorni della sua esistenza Marco aveva ricevuto le nomine, da lui assai ambite, di principe del Sacro Romano Impero da parte di Rodolfo II d'Asburgo, e di duca della Ginestra conferitagli dal Papa.[13]

Signori di Sassuolo (1499-1599)[14]Modifica

Titolo Nome Signoria Consorte Note
Signore Giberto II Pio di Savoia 1499 - 1500 Eleonora Bentivoglio
reggente: 1500-1505 e
1517-1525
I signori di Sassuolo seguivano la numerazione dinastica dei signori di Carpi
Signore Alessandro 1505 - 1517 Angela Borgia senza prole
Signore Giberto III 1517 - 1554 Anna Rangoni, Elisabetta d'Este, Isabella Da Correggio con reggenza dell'ava Eleonora; privo di prole maschile
Signore Ercole 1554 - 1571 Virginia Marino fratello minore del precedente
Signore Marco III 1571 - 1599 Clelia Farnese con una prima reggenza dello zio Enea (1571-1584); privo di prole

NoteModifica

  1. ^ Marcucci, p. 9: era, in particolare, il motto dell'ultimo signore Marco III
  2. ^ I Pio.., p. 53
  3. ^ I Pio.., p. 54
  4. ^ Rotelli-Piacentini, p. 11
  5. ^ I Pio..., p. 55
  6. ^ Rotelli-Piacentini, p. 40
  7. ^ Barbieri, p. 9
  8. ^ I Pio..., p. 25
  9. ^ Rotelli-Piacentini, p. 51
  10. ^ I Pio..., p. 39
  11. ^ I Pio..., p. 58
  12. ^ Marcucci, p. 201
  13. ^ Marcucci, pp. 211-230
  14. ^ I Pio..., p. 9

BibliografiaModifica

  • AA. VV., I Pio e lo Stato di Sassuolo, Quaderni della Biblioteca 04, tip. Zanichelli, Sassuolo 2000.
  • Andrea Barbieri, Maschi bizzosi e savie donne, Vilmy Montanari, Calgrande Alto (RE) 1999.
  • Francesco Ceccarelli-Maria Teresa Sambin De Norcen, Lo Stato dipinto. La Sala delle Vedute nel castello di Spezzano, Marsilio, Venezia 2011.
  • Carlo Marcucci, Speranza nuova, Booksprint Edizioni, Romagnano al Monte (SA) 2011.
  • Elena Rotelli-Rosanna Piacentini, Storia di Sassuolo dalle origini alla fine della signoria Pio, Laserteg, Bologna 1989.

Voci correlateModifica