Silahdar Damat Ali Pascià

Silahdar Damat Ali Pascià

Gran visir dell'Impero ottomano
Durata mandato 27 aprile 1713 –
5 agosto 1716
Monarca Ahmed III
Predecessore Hoca İbrahim Pascià
Successore Hacı Halil Pascià

Silahdar Damat Ali Pascià (İznik, 1667Petrovaradin, 5 agosto 1716) fu un militare ed il gran Visir dell'Impero ottomano.

Silahdar Damat Ali Pascià
Dati militari
Paese servitoImpero ottomano
GuerreGuerra austro-turca (1716-1718)
Seconda guerra di Morea
BattaglieBattaglia di Petervaradino
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La türbe in cui è sepolto Damat Ali Pascià all'interno della fortezza di Belgrado e la targa posta sulla sua tomba.

BiografiaModifica

Silahdar Damat Ali Pascià, il cui vero nome era Şehit Ali Pascià,[1] cominciò la sua carriera politica sotto il Sultano ottomano Ahmed II, di cui fu kātib (Segretario del Sultano), Rikabdar (Staffiere del Sultano), Čukadar (Guardarobiere del Sultano) e Silahdar (Incaricato delle armi del Sultano).
La sua influenza crebbe sotto Ahmed III, che lo nominò visir. Sposò la figlia del sultano, Fatima, nel maggio 1709 (da cui gli venne l'appellativo di damat, "promesso sposo, fidanzato"), rivelandosi uno dei migliori Gran Visir dell'Impero ottomano.[2]

Quando il Gran Visir Hoca İbrahim Pascià venne condannato a morte per aver tentato di ucciderlo, fu nominato al suo posto Gran Visir (27 aprile 1713). Firmò con la Russia il Trattato di Adrianopoli che fissò il confine sui fiumi Samara e Oril' (5 giugno 1713). Poi cominciò la campagna di Morea contro i Veneziani.
Nel 1715 riconquistò vari luoghi del Peloponneso veneziano: Napoli di Romania, Argo, Corone, Modone e Malvasia e, a Creta, La Suda e Spina Longa (Seconda guerra di Morea).

Nel 1716 fu sconfitto dal generale imperiale Principe Eugenio di Savoia nella battaglia di Petervaradino (5 agosto del 1716) e vi trovò la morte a causa di un proiettile vagante. Fu sepolto a Belgrado.

NoteModifica

  1. ^ Silahdar significa infatti "Incaricato delle armi [del Sultano], mentre Damat significa "promesso sposo".
  2. ^ R. Mantran nel lemma da lui curato «Ali Pasha Damad», su The Encyclopaedia of Islam.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN285131509 · ISNI (EN0000 0003 9135 3137 · LCCN (ENn80070884 · GND (DE1114933597 · BAV (EN495/151140 · WorldCat Identities (ENlccn-n80070884