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Silverio Pisu

attore, doppiatore e cantante italiano

BiografiaModifica

Figlio di Mario Pisu e nipote di Raffaele Pisu,[1] ha iniziato a recitare giovanissimo, apparendo in alcuni film nella prima metà degli anni quaranta per poi sparire dal grande schermo. All'inizio degli anni sessanta è comparso al Derby Club di Milano[5] trovando nel teatro un ambiente a lui congeniale e trasferendosi così definitivamente a Milano.

Nel 1964 incide l'album Ballate di ieri, ballate di oggi cantando anche alcune canzoni di Fabrizio De André come Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers,[6] La ballata dell'eroe,[senza fonte] La ballata del Miché e Il testamento.[7]

Nello stesso anno, durante la trasmissione televisiva Questo e quello, condotta da Giorgio Gaber, canta insieme ad Enzo Jannacci, Otello Profazio, Lino Toffolo e lo stesso Gaber la canzone di Pietro Gori Addio a Lugano.

Sempre nel 1964 incide l'EP Canti per noi, insieme a Margot. Nel 1965, sempre per la Columbia, incide il suo secondo album, Silverio Pisu canta i poeti d'oggi, che comprende canzoni su versi di Eugenio Montale e Sandro Penna. Per la Ri-Fi pubblica poi nel 1966 il suo terzo album, Poeti a Cervia, con poesie di alcuni partecipanti all'edizione di quell'anno del Premio Cervia (come Mario Cicognani, Elena Vanoni, Siro Angeli, Alberico Sala, Roberto Senesi, Umberto Bellintani, Margherita Guidacci e altri) da lui messe in musica.

È stato sceneggiatore e narratore nella collana Fiabe sonore della Fabbri Editori, con oltre 180 fascicoli.[1][4]

Fra il 1965 e il 1967 pubblica alcuni racconti di fantascienza.[8]

Nel 1970 partecipa allo Zecchino d'Oro scrivendo il testo del brano Che bella festa sarà.

Nel 1973 firma con Remo Pizzardi e lo Studio Giolitti le avventure a fumetti erotico-fantascientifiche di Cosmine.[1][9][10] Nel 1976 pubblica a puntate Lo scimmiotto, un'interpretazione di un classico della letteratura cinese disegnato da Milo Manara.[1][11] Nel 1978 collabora nuovamente con Manara con Alessio - il borghese rivoluzionario.[1]

Nel 1981 pubblica Dimmi Dammi Dummi presso la Rizzoli.[1]

Inizia la sua carriera di doppiatore nei primi anni ottanta dando un enorme contributo alla scuola milanese: fonda insieme a Dario Viganò lo Studio P.V. (Pisu-Viganò).

Presta la voce al co-protagonista bianco, l'editore Tom Willis (l'attore Franklin Cover) del telefilm I Jefferson.[1]

Dirige inoltre il doppiaggio di alcuni cartoni animati come Foofur Superstar e videogiochi come Phantasmagoria.

OpereModifica

Racconti

  • La sbronza temporale - prima edizione in Galassia n. 53, La Tribuna, (1965)
  • Il furto - racconto - prima edizione in "I libri dell’automobile", L’editrice dell’automobile, (1965)
  • L’era del sesso. Pazza futura dolce vita - prima edizione in Poker d'assi n. 15, SEA, (1967)
  • Quel benedetto parassita – un’anima per ogni marziano" - prima edizione in Galassia n. 80, La Tribuna, (1967)

FilmografiaModifica

DiscografiaModifica

Album

EP

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i FFF - Silverio PISU, su www.lfb.it. URL consultato il 9 settembre 2019.
  2. ^ Silverio Pisu, su Cinematografo. URL consultato il 9 settembre 2019.
  3. ^ PISU SILVERIO, su Necrologie. URL consultato il 9 settembre 2019.
  4. ^ a b A mille ce n'è ancora, su Il Post, 12 ottobre 2018. URL consultato il 9 settembre 2019.
  5. ^ ROBERTO BRIVIO, L’è inscì facil sconfondess, su Il Giorno, 1552814149772. URL consultato il 9 settembre 2019.
  6. ^ Enzo Gentile, Amico Faber: Fabrizio De André raccontato da amici e colleghi, HOEPLI EDITORE, 9 novembre 2018, ISBN 9788820386511. URL consultato il 9 settembre 2019.
  7. ^ Fabrizio De André – Sito Ufficiale – Cover, su fabriziodeandre.it. URL consultato il 9 settembre 2019.
  8. ^ Bibliografia italiana di Silverio Pisu, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com. (aggiornato fino al gennaio 2010)
  9. ^ Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 9 settembre 2019.
  10. ^ Claudio Leonardi, Eroine fantasexy ∂ Fantascienza.com, su Fantascienza.com. URL consultato il 9 settembre 2019.
  11. ^ LO SCIMMIOTTO, DA DRAGON BALL A MANARA - GIORNALE POP -, su - GIORNALE POP -, 28 agosto 2018. URL consultato il 9 settembre 2019.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN260530816 · ISNI (EN0000 0003 8119 2122 · SBN IT\ICCU\RAVV\025017 · BNF (FRcb12631953d (data) · NDL (ENJA00452896 · WorldCat Identities (EN260530816