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Silvio Scaroni

aviatore italiano

BiografiaModifica

Nel marzo del 1915, caporale del 2º Reggimento di artiglieria, Silvio Scaroni passò al Servizio Aeronautico del Regio Esercito e, terminato l'addestramento a Pisa San Giusto[2], diventò sergente pilota di ricognitori dal 5 ottobre 1915 presso la 4ª Squadriglia per l'artiglieria, che il 15 aprile 1916 diventa 44ª Squadriglia. Pilotando velivoli Caudron G.3, effettuò 114 missioni in venti mesi. Nel gennaio 1917 fu promosso tenente e venne nel giugno successivo trasferito alla specialità caccia, vista l'abilità dimostrata sopravvivendo a tre atterraggi di fortuna. Dopo l'addestramento a Malpensa, passò prima nel febbraio 1917 alla 43ª Squadriglia e poi alla 76ª Squadriglia caccia e 86ª Squadriglia caccia. Volò dapprima sul Nieuport 17 e poi sull'Hanriot HD.1, conseguendo oltre trenta vittorie, di cui 26 confermate ufficialmente.

Il 14 novembre Scaroni abbatte un biposto su Colbertaldo. In seguito abbatte un aereo il 18 novembre, un Albatros D.III il 19 che precipita vicino a Vidor, il 10 dicembre diventa un asso abbattendo insieme al Ten. Guido Masiero un biposto vicino a Noventa di Piave ed il 26 dicembre ottiene tre vittorie nella Battaglia di Istrana. Ecco come Scaroni descrisse, in una lettera ai familiari, il momento dell'attacco: «Verso le 9 di ieri mattina, dunque, le vedette del campo, dato l'allarme, avvertivano che due forti gruppi di aeroplani nemici, dalla direzione del Montello, venivano verso il nostro campo. Con un binocolo volli dare un'occhiata verso la direzione indicata e vidi subito gli apparecchi che avanzavano serrati a una quota di 3000 metri; poco più in alto un altro gruppo di piccoli caccia: complessivamente potevano essere una quarantina di macchine...».[3]Giorgio Michetti (aviatore), Scaroni e Mario Fucini dalle 9 alle 9:20 abbattono 2 DFW C.V, uno in località Musano l'altro sopra Camalò[4] quest'ultimo in collaborazione con il Lieut. Arthur Gordon Jarvis del No. 28 Squadron RAF. Scaroni e e Giacomo Brenta della 78ª Squadriglia aeroplani da caccia decollano di nuovo ed abbattono verso le 12:35 un AEG G.IV[5] del Kasta 19, Kampfgeswader 4, sopra Biadene, dietro le linee italiane.

Il 14 gennaio 1918 Scaroni costringe a prendere terra un Hansa-Brandenburg D.I tra le trincee. Il 7 luglio Scaroni in volo su Asiago abbatte un ricognitore Hansa-Brandenburg C.I che precipita ed un caccia Albatros che precipita nelle fiamme. Sempre lo stesso giorno Scaroni abbatte un Phönix D.I su Casoni di Mussolente ed il 12 luglio rivendica due vittorie su caccia austriaci ma viene colpito da un altro caccia che lo ferisce gravemente costringendolo a prendere terra vicino al Monte Grappa.

La carriera bellica si interruppe così quando perse i sensi e precipitò da 4000 metri, riavendosi prima dello schianto e atterrando in emergenza nelle vicinanze del Monte Grappa. Fu ricoverato in ospedale, dove rimase 5 mesi assistendo alla fine del conflitto.

Dopo la fine della guerra continuò la carriera in aviazione rientrando in servizio nel febbraio 1919 quando fece parte della delegazione in Argentina che promuoveva i prodotti dell'industria aeronautica italiana. Si congedò nel 1920, ma continuò a ricoprire incarichi ufficiali.

Venne richiamato in servizio come Capitano con la Regia Aeronautica, nella quale transita in servizio effettivo, diventò addetto aeronautico dell'ambasciata italiana a Londra, poi di quella a Washington fino al mese di ottobre del 1933. Poi fino al 1935 fu aiutante di campo effettivo di re Vittorio Emanuele III. Dopo aver frequentato il I° corso di Alti Studi della Scuola di guerra aerea, tra il 1935 e il 1937, nel grado di Colonnello, comandò la missione militare aeronautica italiana in Cina presso Chiang Kai-shek, in sostituzione di Roberto Lordi richiamato in Italia. Pubblicò i propri diari su entrambe queste esperienze, così come sul periodo della Grande Guerra. Nel 1937 diventa Generale di Brigata Aerea per meriti straordinari.

Al 10 giugno 1940 Scaroni era a Torino-Caselle al comando della 2ª Divisione Aerea Caccia Terrestre “Borea” nella 1º Squadra aerea - SQA1. Durante la seconda guerra mondiale, sempre nel 1940 fu promosso generale di divisione aerea e ricoprì diversi incarichi. Comandò tra l'altro le forze aeree italiane della Sicilia dal dicembre 1941 al gennaio 1943. In tale occasione si scontrò con Hermann Göring, che accusava gli italiani di scarso supporto agli attacchi aerei della Luftwaffe su Malta. Dal febbraio 1943 diventa Aiutante maggiore in 2ª della 1ª Squadra aerea. Dopo l'armistizio di Cassibile nel giugno 1946 transita in ausiliaria e nel dicembre 1950 diventa Generale di Squadra ritirandosi a vita privata sul lago di Garda a Calvagese della Riviera (BS).

Morì a Milano all'età di 84 anni.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— conferita il 18 ottobre 1942[6]
  Ufficiale dell'Ordine militare d'Italia
— conferita il 7 febbraio 1946[6]
  Medaglia d'oro al valor militare
«Pilota da caccia, maestro di valore ai valorosi, per trenta volte vincitore in splendidi duelli aerei, alla impareggiabile perizia accoppiò altrettanta audacia ponendo al proprio eroismo un solo limite: la vittoria. Costante esempio, a chi più opera e più sacrifica, di ancor più operare e sacrificare, tutte le energie della balda propria giovinezza donò alla Patria e più fulgida rese l'ultima vittoria, carpita agli avversari, bagnandola del suo stesso sangue generoso per grave ferita.»
— Cielo del Piave e del Brenta, 5 dicembre 1917 - 12 luglio 1918.
  Medaglia d'argento al valor militare
«Ardito pilota da caccia, cosciente, audace ed infaticabile, affermava le sue salde virtù militari abbattendo in quarantacinque giorni sei apparecchi nemici. Cielo di Cornuda - Noventa di Piave - Camalò - Musano - Pederiva di Biadene e Monte Melaga, 5 dicembre 1917 - 14 gennaio 1918»
  Medaglia d'argento al valor militare
«Ardito e audace pilota da caccia, sprezzante di ogni pericolo, con saldo coraggio e fermezza d'animo, attaccava aerei avversari, abbattendoli, dopo tenace lotta, nei pressi della prima linea nemica. Cielo di Corbeltaldo, 14 novembre 1917, Cielo di Castelfranco, 17 novembre 1917, Cielo di Vidor, 18 novembre 1917»
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Pilota di aeroplano, coadiuvava l'osservatore nell'aggiustare il tiro di una nostra batteria, mantenendosi in volo per circa un'ora a soli cinquecento metri dal suolo, benché esposto al fuoco dell'artiglieria avversaria. Colpito l'apparecchio nell'elica e nel motore, con grande sangue freddo ed abilità, provvide a portarsi fra le nostre linee, atterrando in terreno difficile e battuto. Basso Isonzo, 7 novembre 1915»
  Croce per anzianità di servizio militare (40 anni)
  Croce al merito di guerra (2)
  Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
  Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
  Medaglia commemorativa italiana della vittoria

OpereModifica

  • Impressioni e ricordi di guerra aerea, Torino, Sten grafica 1922
  • Battaglie nel cielo, Milano, A. Mondadori 1934 (2ª ed. Tascabili Longanesi 1971; ristampa Associazione Culturale Sarasota, s.d., circa 2012)
  • Con Vittorio Emanuele III, Milano, Mondadori 1954
  • Missione militare aeronautica in Cina, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1970

NoteModifica

  1. ^ William Ira Boucher, Italian Aces of WW1 - Silvio Scaroni, su wwiaviation.com. URL consultato il 13 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2013).
  2. ^ Tra i suoi istruttori vi fu Giuseppe De Marco.
  3. ^ GentilliVarriale_assi, p.437.
  4. ^ l'osservatore leutnant Pallash fu fatto prigioniero
  5. ^ Guttman, p.44.
  6. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

BibliografiaModifica

  • Roberto Gentilli, Paolo Varriale e Antonio Iozzi, Gli assi dell'aviazione italiana nella grande guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 2000
  • Andrea Angiolino, L'asso dimenticato, in Focus Storia 52, febbraio 2011

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN28693039 · ISNI (EN0000 0000 3305 8955 · LCCN (ENn90650875 · WorldCat Identities (ENn90-650875