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Rosa Camuna
Flag of Lombardy square.svg
Blasonatura
Di verde, alla Rosa camuna d'argento.

I simboli della Lombardia, regione italiana dell'Italia settentrionale, sono, ai sensi dello statuto d'autonomia della regione, la bandiera, lo stemma, il gonfalone e la festa del 29 maggio[1].

La Regione Lombardia fino al 29 gennaio 2019[2][3] non ha avuto una bandiera ufficiale, ma negli uffici pubblici e nelle manifestazioni è stato utilizzato lo stemma raffigurante una rosa camuna stilizzata adattato in forma di bandiera e adottato ufficialmente insieme al gonfalone con la legge regionale n°85 del 12 giugno 1975[4] su proposta dell'allora assessore alla cultura Alessandro Fontana[5]: tale stemma fu disegnato nello stesso anno da Pino Tovaglia, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Bruno Munari[6]. La Regione Lombardia, che è depositaria del marchio, ne regola l'utilizzo[7].

StemmaModifica

Lo stemma ufficiale della Lombardia è costituito da una rosa camuna, antico simbolo solare comune ad alcuni popoli protoceltici, presente in 94 delle circa 140.000 incisioni rupestri della Val Camonica, in provincia di Brescia. Queste incisioni sono state realizzate dal Mesolitico (VIII-VI millennio a.C. circa) all'Età del ferro (I millennio a.C.) da diversi antichi popoli, tra cui i Camuni[8]. Le incisioni realizzate da questi ultimi, tra cui figura l'omonima rosa, sono state eseguite durante l'Età del ferro[8].

La rosa camuna stilizzata sullo stemma della regione è in argento, a simboleggiare la luce. Sullo sfondo, il colore verde rappresenta la Pianura Padana. Adottato ufficialmente insieme al gonfalone con la legge regionale n°85 del 12 giugno 1975[4], è stato introdotto su proposta dell'allora assessore alla cultura Alessandro Fontana[5], e disegnato nello stesso anno da Pino Tovaglia, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Bruno Munari[6].

BandieraModifica

Bandiera della Lombardia
 
Proporzioni2:3
Simbolo FIAV 
ColoriRGB

     (R:0 G:160 B: 64)

     (R:255 G:255 B:255)

Usocivile
Tipologiaregionale
Adozione29 gennaio 2019
EnteLombardia (Regione italiana)
Proposte per la nuova
bandiera della Lombardia
 
Bozzetto 1
 
Bozzetto 2
 
Bozzetto 3
 
Bozzetto 4
 
Bozzetto 5
 
Bozzetto 6
 
Bozzetto del 2011[senza fonte]
 
Bozzetto del 2015

La Lombardia non ha avuto una bandiera ufficiale fino al 28 gennaio 2019: ai fini istituzionali è stato usato lo stemma adattato in forma di bandiera. A partire dal 1990, con la V legislatura, il partito politico della Lega Lombarda, poi diventata Lega Nord, ha proposto l'adozione, come vessillo ufficiale, della bandiera di Milano, ovvero di una bandiera bianca con croce di San Giorgio rossa al centro, che fu usata anche dalla Lega Lombarda medievale, lasciando che l'utilizzo della rosa camuna fosse limitato esclusivamente allo stemma e al gonfalone. Il vessillo bianco crociato di rosso era presente sul Carroccio della Lega Lombarda medievale nel 1176 durante la battaglia di Legnano e fu anche portato a Gerusalemme dai lombardi nella prima crociata del 1096[9].

Questa proposta fu ripresentata anche nella VI legislatura, ancora senza seguito. Nel 2002, durante la VII legislatura della Regione Lombardia, è stata riproposta dai partiti Lega Nord, Forza Italia e Alleanza Nazionale l'adozione ufficiale di una bandiera con una croce di San Giorgio rossa in campo bianco, sempre senza ulteriore corso[10][11]. La proposta è poi stata ripresentata anche nella VIII, IX e X legislatura, ma non venne mai approvata.

Nel 2007 uno studio commissionato dall'IRER (Istituto Regionale delle Ricerche)[12][13] ha proposto l'adozione del Ducale visconteo, simbolo del Ducato di Milano, costituito da un biscione (simbolo dei Visconti) inquartato con l'aquila imperiale, seppur con una grafica modernizzata. Lo studio ha considerato il fatto che anche i territori di Brescia, Bergamo e Crema, pur essendo per lungo tempo stati parte della Repubblica di Venezia, sono appartenuti alla Signoria viscontea per gran parte del XIV secolo e al Ducato di Milano per qualche decennio all'inizio del XV, mentre Mantova ne fu legata brevemente per via dinastica. La proposta non ha però trovato seguito né in Giunta, né in Consiglio.

Nel 2011, la Regione ha proposto una nuova bandiera ufficiale coniugante la rosa camuna e la croce di San Giorgio. Il 16 settembre 2011 ne sono stati diffusi i primi bozzetti, che sono stati sottoposti a sondaggio sul Corriere della Sera, ma senza seguito[14]. Il 12 marzo 2015 è stata proposta dalla maggioranza di centrodestra un'altra possibile variante dell'unione tra i due vessilli[15].

Un'altra possibilità vagliata dalla Regione è stata l'adozione ufficiale della bandiera verde con la rosa camuna argento, già diffusa e utilizzata finora come bandiera de facto[16]. La bandiera è diventata ufficiale con l'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio regionale il 29 gennaio 2019[2][3].

GonfaloneModifica

Il gonfalone della Lombardia è costituito da una riproduzione del Carroccio, grande carro a quattro ruote recante le insegne cittadine attorno al quale si raccoglievano e combattevano le milizie dei comuni medievali dell'Italia settentrionale, di cui rappresentava l'autonomia[17], e dallo stemma della regione. Le dimensioni della gonfalone della Lombardia sono di 3x2 m e i nastri e la cravatta sono nei colori nazionali.

Il gonfalone, che è scortato da addetti con uniformi tipiche, così descritto:

«Il Gonfalone della Regione, di colore verde e delle dimensioni di metri 3x2, riproduce il Carroccio e lo Stemma regionale. La cravatta e i nastri sono nei colori nazionali»

OnorificenzeModifica

Il gonfalone della Lombardia è stato insignito dalla seguente onorificenza:

  Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.[18]»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D. P. C. M. 19 dicembre 2008

Fascia di rappresentanzaModifica

Approvata il 29 gennaio 2019 dal consiglio regionale della Lombardia, la fascia regionale di rappresentanza è in tessuto verde frangiato d'argento, con ricamato all'estremità inferiore il simbolo regionale; si indossa a tracolla sulla spalla destra. L'uso della stessa è concesso ai presidenti della giunta e del consiglio regionale, nonché a eventuali delegati autorizzati[19]

FestaModifica

La festa regionale della Lombardia, che è stata istituita con la legge regionale n°15 del 26 novembre 2013[4], si celebra il 29 maggio in ricordo della vittoria della Lega Lombarda sulle truppe imperiali di Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano, scontro armato avvenuto il 29 maggio del 1176 nei dintorni della città omonima con cui venne posta la fine al disegno egemonico dell'imperatore germanico sui comuni medievali del Nord Italia[20].

Dopo la decisiva sconfitta di Legnano, l'imperatore accettò un armistizio di sei anni (la cosiddetta "tregua di Venezia"), fino alla pace di Costanza, in seguito alla quale i comuni medievali dell'Italia settentrionale accettarono di restare fedeli all'Impero in cambio della piena giurisdizione locale sui loro territori[21].

StoriaModifica

Dopo la caduta del Regno longobardo la Lombardia non ha mai avuto, se non per brevi periodi, uno Stato unitario. Questo a causa delle rivalità comunali e all'ingerenza di potenze straniere. Esistono tuttavia diversi vessilli e simboli che, in vari momenti storici, hanno rappresentato almeno in parte il suo territorio.

Lega LombardaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Simboli di Milano, Lega Lombarda e Battaglia di Legnano.

La prima bandiera a poter essere definita lombarda è la croce di San Giorgio rossa in campo bianco portata nel 1176 dalla Lega Lombarda nella battaglia di Legnano, scontro armato avvenuto il 29 maggio 1176 contro l'esercito di Federico Barbarossa. Della Lega Lombarda facevano parte anche molte città della Pianura Padana all'esterno dei confini amministrativi attuali, mentre altre città lombarde filo imperiali, come Como, non avevano aderito all'alleanza militare rimanendo sodali a Federico Barbarossa.

Venne probabilmente scelta come vessillo della coalizione militare perché bandiera della città di Milano, capofila della rivolta e rasa al suolo dall'imperatore Federico Barbarossa, e perché simbolo guelfo (quest'ultimo era in contrasto con la croce ghibellina, bandiera di Como, che era bianca in campo rosso e che derivava dalla blutfahne)[22].

Ducato di MilanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Simboli di Milano e Ducato di Milano.
 
Massima espansione del Ducato di Milano (in verde) alla morte di Gian Galeazzo Visconti (1402)

Con la fondazione del Ducato di Milano nel 1395, Stato preunitario che nel momento della sua massima espansione (1402) comprendeva l'intero territorio lombardo ad eccezione della città di Mantova, come vessillo di Stato fu mantenuta l'antica bandiera di Milano, ossia uno stendardo bianco con una croce di San Giorgio di colore rosso[23].

A seconda del periodo storico e – in particolare – della dinastia regnante che ha dominato la città, si sono succeduti diversi stendardi civici (il cosiddetto Vexillum civitas, che poteva essere utilizzato anche come bandiera di guerra), che di volta in volta hanno rappresentato la famiglia nobiliare che ha governato il ducato milanese, fermo restando la conservazione della primigenia bandiera cittadina bianca con croce di San Giorgio di colore rosso come vessillo ufficiale dello Stato (il cosiddetto Vexillum publicum)[23][24]. A questi due vessilli si aggiungeva il Vexillum populus, ovvero lo stendardo del popolo, che aveva raffigurata l'effigie di sant'Ambrogio: tale soggetto è stato poi ripreso dall'Aurea Repubblica Ambrosiana, esistita dal 1447 al 1450, per la propria bandiera di Stato[24].

La bandiera di guerra del Ducato di Milano fu invece un vessillo usato dal 1277 al 1540 dai Visconti e poi dagli Sforza avente al centro un biscione nell'atto di ingoiare un fanciullo: il "biscione" è poi diventato uno dei simboli più celebri di Milano[25]. Da questa bandiera di guerra è derivato lo stendardo civico dei Visconti, che aggiunsero al biscione, nel 1329, un'aquila imperiale nera su sfondo oro (in onore all'ottenimento del vicariato imperiale da parte di Azzone Visconti) e che fu poi mantenuto dagli Sforza[25].

Un'eccezione fu lo stendardo civico usato dal 1395 al 1402, nei primi anni del Ducato, dove erano raffigurati il giglio di Francia, concesso dal re di Francia Carlo VI per il matrimonio del duca con Isabella di Valois, e il biscione: poi, in sostituzione del Giglio di Francia, fu ripristinata l'aquila imperiale viscontea[25][26].

Repubblica di VeneziaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre di Lombardia.

In seguito alla vittoria del conte di Carmagnola nella battaglia di Maclodio sulle truppe del Ducato di Milano (scontro facente parte delle cosiddette "Guerre di Lombardia") le città lombarde di Brescia e Bergamo passarono, nel 1428, alla Repubblica di Venezia, che garantì loro una larghissima autonomia. Nella Lombardia orientale fu quindi usato, fino al trattato di Campoformio del 1797, come simbolo, il Leone di San Marco.

Aurea Repubblica AmbrosianaModifica

Negli anni dell'Aurea Repubblica Ambrosiana (1447-1450), venne scelta come bandiera la croce di San Giorgio con sovrapposta l'effige di Sant'Ambrogio.

Ducato di MantovaModifica

Il Marchesato e poi Ducato di Mantova (1433-1708) fu retto dai Gonzaga mantenendo la propria bandiera (croce patente rossa su campo bianco, con quattro aquile nei quarti) quasi invariata nei secoli.

Repubblica CisalpinaModifica

Nel 1797, in seguito alla conquista napoleonica del Nord Italia, venne creata la Repubblica Cisalpina, Stato vassallo della Francia rivoluzionaria comprendente la Lombardia e parte dell'Emilia-Romagna, con capitale Milano. La bandiera del nuovo Stato fu un tricolore mutuato da quello francese, con il verde in luogo del blu.

Regno Lombardo-VenetoModifica

Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte e il ritorno dell'Ancien Régime le potenze europee si riunirono al Congresso di Vienna per ridisegnare la carta dell'Europa. Nel Nord Italia venne creato il Regno Lombardo-Veneto, che comprendeva Lombardia e Veneto, la cui corona fu assegnata agli Asburgo d'Austria. La bandiera era un'aquila bicipite su sfondo verde, derivata da quella dell'Impero, mentre lo stemma venne ottenuto inquartando il Leone di San Marco con il Biscione Visconteo, con al centro lo stemma degli Asburgo.

Regno d'ItaliaModifica

Nonostante le regioni non fossero un ente contemplato nell'ordinamento del Regno d'Italia se non come circoscrizioni di decentramento statistico-amministrative, nel 1910 venne avanzata un'ipotesi per dotarle di stemmi. Per la Lombardia la scelta cadde sul Biscione visconteo,[27] proposta ribadita dallo storico Giuseppe Gerola nel 1927.[28]

NoteModifica

  1. ^ Legge Regionale Statutaria n°1 del 30 agosto 2008 - Statuto d'autonomia della Lombardia, su normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  2. ^ a b Lombardia: c'è legge per la bandiera, in ANSA, 29 gennaio 2019. URL consultato il 29 gennaio 2019.
  3. ^ a b Rosa camuna bianca su fondo verde, la Regione Lombardia adotta la bandiera ufficiale, in Il Giorno, 29 gennaio 2019. URL consultato il 29 gennaio 2019.
  4. ^ a b c Simboli e ricorrenze istituzionali - Regione Lombardia, su regione.lombardia.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  5. ^ a b Giuseppe Spatola, La Rosa Camuna? In Regione la «impose» Sandro Fontana, in Bresciaoggi, 30 gennaio 2019. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  6. ^ a b Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993, p. 468. ISBN 88-08-14116-0.
  7. ^ Paolo Stefanini, La bandiera è di Formigoni e la gestisce lui, linkiesta.it, 26 febbraio 2011. URL consultato il 27 novembre 2017.
  8. ^ a b Il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, vallecamonicaunesco.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  9. ^ Proposta di adozione ufficiale della bandiera della Lombardia, su emblemes.free.fr. URL consultato il 27 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2002).
  10. ^ Dietro la Croce di San Giorgio tutta la confusione della Lega, su lintraprendente.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  11. ^ Se l'indipendentismo leghista vuole la ciliegina senza la torta, su miglioverde.eu. URL consultato il 27 novembre 2017.
  12. ^ L'araldica della Regione Lombardia - Ricerca - Consiglio Regionale della Lombardia, su consiglio.regione.lombardia.it. URL consultato il 27 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2014).
  13. ^ IReR – Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia (a cura di), L'araldica della Regione Lombardia, Milano, Regione Lombardia, aprile 2007. Ospitato su Opac – Biblioteca del Consiglio regionale della Lombardia.
  14. ^ Sondaggio sul Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 27 novembre 2017 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2012).
  15. ^ ANSA: Lombardia verso una nuova bandiera, su ansa.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  16. ^ La Lombardia avrà presto una bandiera ufficiale, su adnkronos.com.
  17. ^ Ars Bellica - Le grandi battaglie della storia - La battaglia di Legnano, su www.arsbellica.it. URL consultato il 29 giugno 2015.
  18. ^ D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008
  19. ^ Bandiera e fascia Lombardia, unanime via libera in Consiglio regionale - lombardiaquotidiano.com, 29 gen 2019
  20. ^ COSTANZA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 27 novembre 2017.
  21. ^ D'Ilario, 1976, p. 155.
  22. ^ La Croce di Lombardia (PDF), su franciacortaprolombardia.files.wordpress.com. URL consultato il 24 novembre 2017.
  23. ^ a b Insegne e simboli. Araldica pubblica e privata, medievale e moderna (sezione III) (PDF), archivi.beniculturali.it. URL consultato il 15 novembre 2017.
  24. ^ a b Linee guida per l'applicazione del Patrocinio del Comune di Milano (PDF), comune.milano.it. URL consultato il 16 novembre 2017.
  25. ^ a b c Bandiera di Milano, digilander.libero.it. URL consultato il 15 novembre 2017.
  26. ^ L’Araldica della Dominazione Francese nel Ducato di Milano (PDF), su araldicavisconteo-sforzesca.it.
  27. ^ Giacomo C. Bascapè e Marcello del Piazzo (con la cooperazione di Luigi Borgia), Insegne e simboli - Araldica pubblica e privata medievale e moderna (PDF), Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 1983, p. 280. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  28. ^ Giuseppe Gerola, Gli stemmi storici delle regioni d'Italia (PDF), in La Lettura, 1º maggio 1927. URL consultato il 15 gennaio 2019.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica