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Simpatici & antipatici

film del 1997 diretto da Christian De Sica
Simpatici & antipatici
Simpatici e antipatici.png
Una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1998
Durata92 min
Generecommedia
RegiaChristian De Sica
SoggettoCarlo Vanzina, Enrico Vanzina
SceneggiaturaChristian De Sica, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
ProduttorePietro Valsecchi
Produttore esecutivoSilvia Verdone
Casa di produzioneMedusa Film, Taodue
Distribuzione in italianoMedusa Distribuzione
FotografiaEnnio Guarnieri
MontaggioPaolo Benassi
MusicheManuel De Sica
ScenografiaMaurizio Marchitelli
Interpreti e personaggi

Simpatici & antipatici è un film del 1998 diretto da Christian De Sica.

TramaModifica

Il Tiber è uno dei più esclusivi circoli di Roma, dove si intrecciano le vicende di numerosi esponenti della ricca borghesia e del "generone" della Capitale. Ne è neoeletto presidente Alberto, palazzinaro trafficone, sbruffone e megalomane, sempre pronto ad ostentare la sua ricchezza immeritata. Alberto non ha il senso della misura: per le nozze d'argento con la moglie Simona prima le regala un diamante da quaranta milioni, poi organizza una cena in un ristorante dove i camerieri, dietro sua esplicita richiesta, insultano pesantemente gli invitati. Alla fine, Alberto viene arrestato dalla Guardia di Finanza per frode fiscale e verrà condotto in galera.

Custode del Tiber è Gigetto, un gentile siciliano che svolge questa mansione da tanti anni, pur cercando di tenersi il più possibile fuori dai pettegolezzi e dagli intrallazzi dei soci, e trovando spesso conforto in qualche chiacchiera col socio anziano Fausto. Gigetto è vittima continua delle angherie e degli scherzi dei membri del Tiber, facendo questi ultimi leva sulla loro forte condizione sociale: il più atroce, effettuato dal notaio Bonfanti, dal medico Petruzzi e da Walter, avviene quando a Gigetto viene fatto credere di avere un "gratta e vinci" vincente. Tempo dopo, però, Gigetto vince per davvero facendo 13 al Totocalcio: divenuto miliardario, il custode ha l'opportunità di vendicarsi nei confronti di quelle persone che lo avevano maltrattato.

Fausto, il più anziano socio del circolo, vive di ricordi pensando ad una Roma che non c'è più: legge solo Il Tempo e rimpiange gli anni in cui, da giovane, poteva fare il bagno nel Tevere. Si innamora della sua colf asiatica quarantenne, che per divertirsi lo porta a ballare tutte le sere. Traspare tuttavia un senso di serenità nel modo di vivere del vecchio Fausto, che tuttavia non regge il ritmo frenetico della sua compagna e muore a causa di un infarto.

Uno dei soci più sfortunati è Carletto: ex comico teatrale di grande successo ma ormai caduto in disgrazia, cerca ripetutamente e inutilmente di trovare un ingaggio in Rai. Ha una compagna, Michela, che gli fa da infermiera, dato che egli soffre di problemi alla prostata, ma non riesce a trovare i soldi per l'operazione. Per risolvere i gravi problemi economici, arriva persino a cercare di vendere i mobili di casa e ad accettare di umiliarsi di fronte ai soci del circolo. Alla fine, grazie anche ad un prestito di Alberto, finalmente riesce a farsi operare ed approda in Rai, ottenendo un ingaggio per pubblicizzare prodotti per rassodare il corpo.

Tra i più rozzi ospiti c'è Walter, direttore di una compagnia di traslochi. Ha sposato Nicoletta, ex commessa di una concessionaria, ma più che alla moglie pensa alla Lazio, di cui non perde una partita in compagnia dell'inseparabile amico Bonfanti. Nicoletta è una finta intellettuale, sempre alla ricerca di esperienze culturalmente innovative, puntualmente svilite da Walter. Al suo ennesimo tentativo, in cui invita a casa il famoso fotografo cubano Rafael Muñeco, il marito la umilia e la deride per le sue velleità, ricordandole le umili origini. L'episodio fa riflettere la donna, che giunge infine alla conclusione che la cultura "radical chic" non fa per lei e quindi decide di tornare alle origini, accompagnando il consorte allo stadio.

Cameriere del Tiber è il toscano Paolo, costretto a subire le angherie del suo "amico" Luca, che proprio nel giorno in cui egli avrebbe dovuto prendere il treno per Livorno lo obbliga a recarsi nella sua casa per registrargli l'incontro di tennis tra Sampras e Ivanišević. Alla fine però anche Paolo avrà la sua riscossa: spacciandosi per l'altolocato amico, seduce la modella Viki Bond e apre con lei un bar frequentato da grandi star della passerella.

Roberto da giovane si sposò con Livia per interesse: la ragazza era infatti figlia di Augusto, uno dei più ricchi gioiellieri romani, che lo prese a lavorare con sé. Diventato ricchissimo, Roberto si invaghisce però della giovane e bella spagnola Dolores, fidanzata con Ugo, un cocainomane che nella vita non è riuscito a concludere nulla, ed inizia con lei una relazione che lo distrugge: scoperto dalla moglie, viene cacciato di casa e licenziato dal suocero, oltre che lasciato da Dolores poiché ormai sul lastrico. Per risollevarsi, Roberto accetta dal suo amico ristoratore Andrea l'incarico di direttore del catering del circolo Tiber, ma nel momento in cui assiste allo scherzo del "gratta e vinci" ai danni di Gigetto, si rende conto di come siano meschine le persone che aveva frequentato fino a poco tempo prima e decide di mollare tutto e trasferirsi in Polinesia, mentre l'ex moglie Livia intraprende una relazione con Ugo.

ProduzioneModifica

Il titolo del film nasce da una battuta a cui De Sica è molto legato: «Come ci attavoliamo, simpatici contro antipatici?». Questa frase è stata pronunciata dall'attore nei film Yuppies - I giovani di successo, Yuppies 2 e Fratelli d'Italia, oltre ovviamente a Simpatici & antipatici.

Le riprese sono state realizzate tra Roma, Sabaudia e la Polinesia Francese.[1] Tra i luoghi troviamo: Circolo Canottieri Roma, Piazza Monte Grappa di Roma, il ristorante "Cencio La parolaccia" di Roma, il Grand Hotel Plaza di Roma, Via Giulia 148 di Roma, Via Panama 78, Strada Lungomare 94 di Sabaudia e Club Med di Moorea.

AccoglienzaModifica

Il film riscosse un pessimo successo al botteghino, incassando soltanto 809.425€.

Secondo alcuni critici cinematografici, tra cui Morando Morandini[2], la figura di Alberto Cecchini è ispirata a quella di Cesare Previti. Ospite del programma #cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer, Christian De Sica ha affermato che l'insuccesso del film al botteghino, era dovuto proprio al fatto che il personaggio interpretato da Funari, somigliasse fortemente a Previti, cosa che non era nelle intenzioni degli sceneggiatori, farlo riconoscere. E che, per ovvie ragioni, dopo una settimana di programmazione, il film fu ritirato dalle sale.

NoteModifica

  1. ^ Simpatici & antipatici, su Il Davinotti.
  2. ^ Simpatici & antipatici, su Kataweb.

Collegamenti esterniModifica

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