Sinistra (politica)

posizione politica progressista

Con il termine sinistra, nel linguaggio politico, si indica la componente del parlamento che siede alla sinistra del presidente dell'assemblea legislativa e, in generale, l'insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste ed egualitariste. Indica infatti un orientamento politico socioliberale, riformista, socialdemocratico, liberalsocialista e liberaldemocratico (centro-sinistra), socialista democratico, ecosocialista e laico (sinistra), o comunista, di matrice anarchica e non (estrema sinistra), diametralmente opposte rispetto a quelle della destra.[1][2][3]

La politica di sinistra sostiene l’uguaglianza sociale e l'egualitarismo.[4][5][6][7] I suoi aderenti, in genere, percepiscono alcuni membri della società come svantaggiati rispetto ad altri, e ritengono che ci siano disuguaglianze ingiustificate che devono essere ridotte o abolite.[4] Secondo il professore emerito di economia Barry Clark, i militanti di sinistra affermano che “lo sviluppo umano prospera quando gli individui si impegnano in relazioni cooperative e reciprocamente rispettose che possono crescere solo quando vengono ridotte differenze eccessive di status, potere e ricchezza".[8]

Il termine sinistra, originariamente di matrice liberale,[9] è stato applicato a una serie di movimenti, in particolare il repubblicanesimo in Francia durante il XVIII secolo, seguito dal socialismo,[10] tra cui anarchismo, comunismo, movimento operaio, marxismo, socialdemocrazia e sindacalismo nei secoli XIX e XX.[11] Da allora, il termine sinistra è stato applicato a un'ampia gamma di movimenti,[12] tra cui il movimento per i diritti civili, il movimento femminista, il movimento per i diritti LGBT+, il movimento contro la guerra e il movimento ambientalista, nonché un'ampia gamma di partiti politici.[13][14][15]

Storia del termineModifica

 
L'apertura degli Stati generali del 1789 nella Sala dei tre Ordini a Versailles

Le denominazioni "destra" e "sinistra" delle due parti opposte nell'arena politica nascono in Francia poco prima della Rivoluzione francese. Nel maggio 1789 furono convocati gli Stati generali dal Re di Francia, un'assemblea che doveva rappresentare le tre classi sociali, più che veri e propri ordini, allora riconosciute: il clero, la nobiltà e il terzo Stato, ovvero il popolo in generale. Quest'ultimo si ordinò all'interno dell'emiciclo con gli esponenti conservatori capeggiati da Pierre Victor de Malouet che presero i posti alla destra del Presidente, i radicali di Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau quelli alla sinistra. Questa divisione si ripresentò anche in seguito, quando si formò l'Assemblea nazionale. A destra prevaleva una corrente volta a mantenere i poteri monarchici, a sinistra stava la componente più rivoluzionaria.

Quando, a fine agosto, si discusse l'articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che riguarda la libertà religiosa, "coloro i quali tenevano alla religione e al re si erano messi alla destra del presidente, per sfuggire alle urla, ai discorsi e alle indecenze che avevano luogo nella parte opposta", dove stava la componente più rivoluzionaria (Marcel Gauchet). La denominazione si consolidò durante l'Assemblea legislativa e la Convenzione Nazionale. Con la Restaurazione monarchica la distinzione si conferma come una caratteristica costante del sistema parlamentare, destinata a durare. Dalla Francia si estese rapidamente a tutta l'Europa. Nel periodo della Restaurazione la sinistra era occupata dai settori progressisti e rivoluzionari.

Nel corso del Novecento, la sinistra ha compreso posizioni ideologiche come il progressismo, la socialdemocrazia, il socialismo, il comunismo e, sotto certi profili, il liberalismo sociale. Il termine left è stato utilizzato nel Regno Unito per indicare le componenti liberale (erede degli Whig) e laburista, il termine linke in Germania per indicare prevalentemente i socialdemocratici.

PosizioniModifica

Conflitto socialeModifica

Alla luce dell'ingresso dei partiti di sinistra nella competizione elettorale delle democrazie occidentali, "gli studiosi della stratificazione sociale e i politologi hanno interpretato questo fenomeno con il concetto di «lotta di classe democratica»[16]: nel capitalismo maturo, con libere elezioni e un sistema politico democratico, il conflitto tra borghesia e classe operaia si «civilizza», perde le forme drammatiche e violente della rivoluzione e della reazione controrivoluzionaria, e assume le forme pacifiche e regolate dalla legge del confronto elettorale e parlamentare tra partiti politici che esprimono gli interessi delle classi in conflitto"[17].

Per converso, "Pietro Nenni denunciò il massimalismo come la più grave malattia della sinistra italiana e descrisse i massimalisti come agitatori che nascondevano con la mobilitazione permanente la loro sterilità e la loro incapacità di formulare un programma concreto su specifici problemi"[18].

EconomiaModifica

Le posizioni di sinistra relative all'ambito economico spaziano dall'economia keynesiana e il welfare state attraverso la democrazia industriale e l'economia sociale di mercato alla nazionalizzazione dell'economia e all'economia pianificata[19]. Durante la rivoluzione industriale, la sinistra sostenne i sindacati. Nei primi anni del Novecento essa fu associata alle politiche che sostengono un esteso intervento governativo in ambito economico[20]. I sostenitori della sinistra criticano ciò che percepiscono come il carattere sfruttante della globalizzazione, la race to the bottom e i licenziamenti ingiusti. Nell'ultimo quarto del XX secolo, l'idea che un governo (governando in accordo con gli interessi del popolo) dovesse coinvolgere direttamente sé stesso nelle attività giornaliere di un'economia ha perso popolarità presso il centrosinistra, specialmente tra i socialdemocratici che furono influenzati dall'ideologia della terza via.

Vi sono altri, poi, che credono nell'economia marxista, basata sulle teorie economiche di Karl Marx. Alcuni distinguono le teorie economiche di Marx dalla sua filosofia politica, sostenendo che l'approccio del filosofo alla comprensione dell'economia è indipendente dalla sua difesa del socialismo rivoluzionario e dalla sua fede nell'inevitabilità della rivoluzione proletaria[21].

I libertari di sinistra, i libertari socialisti, insieme agli anarco comunisti, credono in un'economia decentralizzata retta dai sindacati, i consigli dei lavoratori, le cooperative, i comuni e le comuni e si oppongono al controllo privato e governativo dell'economia, preferendo il controllo locale, in cui una nazione di regioni decentralizzate siano unite in una confederazione.

ReligioneModifica

L'originale sinistra francese era anticlericale, si opponeva all'influenza della Chiesa cattolica e sosteneva la separazione fra Stato e Chiesa[22]. In seguito, Marx sostenne che «La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli.»[23] Nella Russia sovietica i bolscevichi abbracciarono inizialmente «un credo ideologico che professava che tutta la religione si sarebbe atrofizzata» e «deciso a sradicare il cristianesimo in quanto tale». Nel 1918, «Dieci alti prelati furono sommariamente fucilati con la spiegazione: "Il potere sovietico continuerà a sparare a questi signori fino a quando manderemo in frantumi e schiacceremo la criminale attività controrivoluzionaria dei capi della Chiesa."» e «i bambini furono privati di qualsiasi istruzione religiosa fuori di casa»[24]. Oggi, nel mondo occidentale, i sostenitori della sinistra appoggiano solitamente la secolarizzazione e la separazione tra Stato e Chiesa.

Tuttavia, le credenze religiose hanno trovato spazio anche all'interno di alcune realtà di sinistra, come il movimento abolizionista americano e il movimento contro la pena di morte. Inoltre, i primi pensatori socialisti, come Robert Owen, Charles Fourier e Saint-Simon, basarono le proprie teorie del socialismo su principi cristiani. D'altra parte, da La città di Dio di Agostino passando per L'Utopia di Thomas More, i maggiori scrittori cristiani difesero le idee ritenute dai socialisti accettabili. In ambito biblico sono riscontrabili diverse preoccupazioni comuni della sinistra, come il pacifismo, la giustizia sociale, l'uguaglianza razziale, i diritti umani e il rifiuto di un'eccessiva ricchezza[25]. Alla fine del XIX secolo sorse il movimento Social Gospel (in particolare tra gli anglo-cattolici, i luterani, i metodisti, i battisti in America del Nord e in Gran Bretagna), che tentò di integrare il pensiero progressista e socialista con il cristianesimo nell'attivismo sociale basato sulla fede, promosso da movimenti come il socialismo cristiano. Nel XX secolo, la teologia della liberazione e la spiritualità della creazione fu sostenuta da alcuni scrittori come Gustavo Gutiérrez e Matthew Fox.

Esistono anche movimenti di sinistra come il socialismo islamico e il socialismo buddhista. Vi sono anche state alleanze tra la sinistra e i musulmani contrari alla guerra; ad esempio quella tra il Partito del Rispetto e la Stop the War Coalition, in Gran Bretagna. In Francia, la sinistra si è divisa sulle azioni per bandire il velo islamico dalle scuole, con alcuni che sostenevano il divieto sulla base della separazione tra Stato e autorità religiose ed altri che a tale divieto si opponevano invocando la libertà personale.

NoteModifica

  1. ^ T. Alexander Smith, Raymond Tatalovich. Cultures at war: moral conflicts in western democracies. Toronto, Canada: Broadview Press, Ltd, 2003. Pp 30.
  2. ^ Left and right: the significance of a political distinction, Norberto Bobbio and Allan Cameron, pg. 37, University of Chicago Press, 1997.
  3. ^ N. Bobbio Destra e Sinistra 1994
  4. ^ a b T. Alexander Smith e Raymond Tatalovich, Cultures at War: Moral Conflicts in Western Democracies, Toronto, Canada, Broadview Press, 2003, p. 30.
  5. ^ Norberto Bobbio e Allan Cameron, Left and Right: The Significance of a Political Distinction, University of Chicago Press, 1997, p. 37.
  6. ^ Terence Ball, The Cambridge History of Twentieth-Century Political Thought, Reprint., Cambridge, Cambridge University Press, 2005, p. 614, ISBN 978-0-521-56354-3. URL consultato il 15 novembre 2016.
  7. ^ Willie Thompson, The Left In History: Revolution and Reform in Twentieth-Century Politic, London, Pluto Press, 1997, ISBN 978-0-7453-0891-3.
  8. ^ Clark, Barry (1998) Political Economy: A Comparative Approach. Westport, Connecticut: Praeger Press ISBN 9780275958695
  9. ^ https://www.treccani.it/enciclopedia/sinistra/
  10. ^ Alan Maass e Howard Zinn, The Case for Socialism, Revised, Haymarket Books, 2010, p. 164, ISBN 978-1-60846-073-1.
    «The International Socialist Review is one of the best left-wing journals around...».
  11. ^ Michael Schmidt e Lucien Van der Walt, Black Flame: The Revolutionary Class Politics of Anarchism and Syndicalism, Counter-Power, vol. 1, AK Press, 2009, p. 128, ISBN 978-1-904859-16-1.
    «[...] anarchism is a coherent intellectual and political current dating back to the 1860s and the First International, and part of the labour and left tradition».
  12. ^ Jean Francois Revel, Last Exit to Utopia, Encounter Books, 2009, p. 24, ISBN 978-1-59403-264-6.
    «In the United States, the word liberal is often used to describe the left wing of the Democratic party.».
  13. ^ Democratic socialism (PDF), su econ.ohio-state.edu. URL consultato il 3 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2006).
  14. ^ Fiona Harvey, Green party to position itself as the real left of UK politics, in The Guardian, 5 settembre 2014.
  15. ^ N. Scott Arnold, Imposing values: an essay on liberalism and regulation, Florence, Oxford University Press, 2009, p. 3, ISBN 978-0-495-50112-1.
    «Modern liberalism occupies the left-of-center in the traditional political spectrum and is represented by the Democratic Party in the United States, the Labor Party in the United Kingdom, and the mainstream Left (including some nominally socialist parties) in other advanced democratic societies.».
  16. ^ Anderson, H.D., e Davidson, P.E. (1943), Ballots and the Democratic Class Struggle: A Study in the Background of Political Education (Stanford).
  17. ^ P. Bellucci e P. Segatti (a cura di), Votare in Italia: 1968-2008. Dall'appartenenza alla scelta, Bologna, Il Mulino, 2010, p. 150.
  18. ^ Luciano Pellicani, L’indignazione permanente, Mondoperaio, 3-4/2020, p. 5.
  19. ^ Andrew Glyn, Social Democracy in Neoliberal Times: The Left and Economic Policy since 1980, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-924138-5.
  20. ^ Eric D. Beinhocker, The origin of wealth, Harvard Business Press, 2006, p. 416, ISBN 978-1-57851-777-0.
  21. ^ John Munro, "Some Basic Principles of Marxian Economics", University of Toronto
  22. ^ Andrew Knapp; Vincent Wright, The Government and Politics of France, Routledge, 2006, ISBN 978-0-415-35732-6.
  23. ^ "Religion is the sigh of the oppressed creature, the heart of a heartless world, and the soul of soulless conditions. It is the opium of the people." in Marx, K. 1976. Introduction to A Contribution to the Critique of Hegel's Philosophy of Right. Collected Works, v. 3. New York.
  24. ^ Michael Burleigh, Sacred Causes, HarperCollins, 2006, pp. 41-43.
  25. ^ David van Biema; Jeff Chu, Does God Want You To Be Rich?, in Time, 10 settembre 2006. URL consultato il 4 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2007).

BibliografiaModifica

  • Antiseri, Dario e Infantino, Lorenzo (a cura di), Destra e Sinistra due parole ormai inutili, Messina, 1999
  • Bobbio, Norberto, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Roma, 1994
  • Carocci, Giampiero, Destra e sinistra nella storia d'Italia, Roma, 2004
  • Gauchet, Marcel, Storia di una dicotomia. La destra e la sinistra, Milano, 1994
  • Salvadori, Massimo, La Sinistra nella storia italiana, Roma-Bari, 2001

Voci correlateModifica

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