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Sinudyne
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1946 a Bologna
Chiusura2006
Sede principaleOzzano nell'Emilia
SettoreElettronica
Prodotti
  • Radio
  • Autoradio
  • Televisori
  • Videoregistratori
  • Lettori DVD
  • radiosveglie
  • radioregistratori cd portatili
  • climatizzatori
  • Lettori cd portatili
  • Telefoni cellulari

di questi prodotti erano fabbricati da Sinudyne:

  • Radio
  • Autoradio
  • Televisori B/n, tv color, tv lcd e tv al plasma

La Sinudyne è stata un'impresa italiana produttrice di elettronica di consumo, in particolare nel settore degli apparecchi radio-televisivi. Ha commercializzato i marchi Nordmende ed Orion. È oggi un marchio industriale posseduto da un soggetto terzo, inutilizzato dopo esser stato nel passato saltuariamente impiegato per porre in vendita prodotti elettronici ed informatici d'importazione.

StoriaModifica

Fu fondata nel 1946 a Bologna come SEI-Società Elettronica Italiana S.p.A., da due soci: Antonio Longhi e Bruno Berti. Inizialmente si occupò della costruzione di radio a valvole.

Nel 1954, venne avviata la produzione dei primi televisori, settore nel quale si concentrerà esclusivamente a partire dagli anni sessanta. Nel 1959, sede e stabilimento vennero trasferiti a Ozzano dell'Emilia, in provincia di Bologna.

Ebbe un buon successo a livello nazionale, con una diffusa rete di rivenditori e di assistenza, grazie a prodotti di qualità e design e nel 1983[1] Sinudyne realizzò, prima in Italia e seconda nel mondo, il televisore con tecnologia digitale.

A partire dagli anni ottanta-novanta l'azienda sdoganò anche l'attività di importazione e distribuzione di altre marche; i prodotti a catalogo erano disegnati da Nordmende e Orion e venduti dalla Sinudyne che ne curava, a volte, anche l'assemblaggio .

Pur non essendo appetibile dal punto di vista collezionistico al pari di altri marchi italiani (quali Brionvega), durante il proprio periodo di maggior successo - ed in particolare durante gli anni settanta ed ottanta, fase di riferimento per il disegno industriale - anche Sinudyne cercò di porre attenzione anche al design, producendo oggetti come il televisore Fauno (1973); negli anni successivi, ricevette anche una segnalazione all'ADI design per un modello più tardivo, denominato Digiflat e disegnato da Lamberto Angelini[2].

Nel campo delle sponsorizzazioni sportive - altro fattore comune che accomunò, nei decenni passati, svariati marchi di elettronica - fino agli anni novanta Sinudyne fu presente; nella stagione 1991-1992 il marchio fu associato ad una delle maggiori squadre di calcio bolognesi, il Bologna Football Club 1909[3]. Prima ancora - dal 1973 al 1983[4] - l'azienda supportò la squadra bolognese di pallacanestro Virtus Bologna, con cui vinse perfino lo scudetto nel 1976[5]

Nel 2000, l'azienda bolognese rilevò dalla Thomson il suo stabilimento spagnolo di Tarancón, che venne destinato alla produzione dei televisori dai 14 ai 21 pollici[6].

La cessione al Gruppo MerloniModifica

Nel 2002 l'azienda, rimasta sempre a conduzione familiare, fu ceduta al Gruppo Merloni, che la rilevò attraverso la Panini, nota azienda produttrice di figurine controllata dalla stessa Merloni. Durante questo periodo - a testimonianza dell'ingresso di nuovi investitori - il marchio Sinudyne fu diversificato, venendo per la prima volta utilizzato per commercializzare anche prodotti diversificati, con la presentazione di una linea di piccoli elettrodomestici e l'introduzione di alcuni modelli di climatizzatori.

Venne ripresa ed amplicata anche l'attività di importazione e distribuzione di prodotti altrui, a volte rimarchiati: è il caso dei telefoni cellulari della Sendo venduti - tra l'altro - anche con il marchio Sinudyne, in accordo con il gestore Wind[7][8].

Nel suo settore principale, il video, il 2003 sarà l'anno del lancio delle ultime vere novità partorite dalla ricerca aziendale. Nel 2003, infatti, l’offerta a catalogo incluse i primi televisori LCD, raggiungendo modelli da 40 pollici; vengono poi commercializzati i Dvd recorder oltre a sistemi home cinema con combinato Dvd + Vhs integrati anche, per la prima volta nel mercato italiano, in un televisore da 21” [9]. Proprio nel settore dei televisori - al quale si aggiunge la produzione di un ampio catalogo audio - l'azienda deteneva in quel periodo una rilevante quota nel mercato nazionale, pari all'8,7%[10].

Le vendite, però, complice la serrata concorrenza asiatica, portano gli utili di bilancio ad essere insufficienti alla sopravvivenza dell'azienda. Nel 2005, il patron del gruppo Indesit Vittorio Merloni ed il proprietario delle figurine Panini Aldo Hugo, possessori dell'impresa, cercano sul mercato internazionale - spingendosi fino alla Bank of China - un socio[11]. Operazione che si rivelerà, al pari delle successive, senza successo.

La delocalizzazione e chiusuraModifica

Alla chiusura del bilancio 2005, il 30 aprile 2006, l’assemblea dei soci della S.E.I. - Società Elettronica Italiana-Sinudyne Spa, votò per la messa in liquidazione volontaria. A metà maggio vennero intavolate - senza successo - trattative per la cessione di un ramo d’azienda, ma nel corso dell'anno si decise per la definitiva chiusura della società e di ogni produzione[12] italiana e straniera. A ciò conseguì la dismissione degli stabilimenti di Ozzano dell'Emilia, avvenuta il 31 agosto 2006, fermati con la collocazione in mobilità dei 67 lavoratori in organico[13]. Si trattò di una fine formale, poiché la produzione italiana era di fatto cessata da tempo, e già nella seconda metà dell'anno precedente ogni assemblaggio era stato delocalizzato in Lituania[10], dichiarando che sarebbero state lasciate in Emilia solamente le attività di design, ricerca e sviluppo, progettazione ed after service[14].

Il marchio SynudineModifica

Il marchio fu acquisito verso la fine del 2012 da un'azienda di Montecchio Maggiore dal nome Saba Distribuzione Italia S.p.a che già era presente sul mercato con il marchio Saba. Sinudyne si ripresentò quindi sul mercato non più come produttore ma come mero marchio per un catalogo di oggetti prodotti altrove; oggetti comprendenti tv lcd al pari di tablet pc con sistema operativo basato su Android, oltre che apparecchi audio, commercializzati per alcuni anni. Ad oggi il marchio risulta non più utilizzato.

NoteModifica

  1. ^ Sinudyne.com
  2. ^ fonte http://www.angelinidesign.eu/ e catalogo Sinudyne 2004)
  3. ^ Sinudyne.com
  4. ^ Sinudyne :: Virtuspedia, su www.virtuspedia.it. URL consultato il 22 agosto 2018.
  5. ^ Biblioteca Salaborsa, homepage, su Biblioteca salaborsa. URL consultato il 22 agosto 2018.
  6. ^ Articolo sullo stabilimento spagnolo Sinudyne Archiviato il 27 dicembre 2009 in Internet Archive.
  7. ^ schede tecniche[collegamento interrotto]
  8. ^ History of the radio manufacturer Sinudyne - Bologna, Radiomuseum.org. URL consultato il 1º luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2015).
  9. ^ Duesse Communication S.r.l., Sinudyne: in arrivo il televisore con combinato Dvd+Vhs, in E2S. URL consultato il 22 agosto 2018.
  10. ^ a b pag. 34 della rivista Trade Consumer Electronics del Settembre 2006
  11. ^ Merloni e Mister Panini cercano un socio cinese per i televisori Sinudyne - MilanoFinanza.it, su www.milanofinanza.it. URL consultato il 22 agosto 2018.
  12. ^ Duesse Communication S.r.l., Sinudyne: l’azienda chiude, in Editoriale Duesse. URL consultato il 22 agosto 2018.
  13. ^ Sinudyne: l’azienda chiude. Accordo per mobilità lavoratori, in Sassuolo 2000. URL consultato il 22 agosto 2018.
  14. ^ Duesse Communication S.r.l., Sinudyne: delocalizzata in Lituania la produzione di Crt e Lcd, in E2S. URL consultato il 22 agosto 2018.

Collegamenti esterniModifica