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Sevilla Fútbol Club

società calcistica spagnola
(Reindirizzamento da Siviglia FC)
Sevilla FC
Calcio Football pictogram.svg
Sevilla fc.png
Sevillistas, Rojiblancos, Nervionenses
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco con inserti rossi.svg Bianco e rosso
Dati societari
Città Siviglia
Nazione Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg FEF
Campionato La Liga
Fondazione 1890
Presidente Spagna José Castro Carmona
Allenatore Spagna Julen Lopetegui
Stadio Estadio Ramón Sánchez-Pizjuán
(42.714 posti)
Sito web www.sevillafc.es
Palmarès
Liga spagnola Coppa del ReCoppa del ReCoppa del ReCoppa del ReCoppa del Re Supercoppa spagnola Coppa UEFACoppa UEFACoppa UEFACoppa UEFACoppa UEFA Supercoppa europea
Titoli di Spagna 1
Trofei nazionali 5 Coppe del Re
1 Supercoppe di Spagna
Trofei internazionali 5 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Sevilla Fútbol Club, conosciuto semplicemente come Sevilla e in italiano come Siviglia, è una società calcistica spagnola con sede nella città di Siviglia. Milita attualmente nella Primera División, la massima serie del campionato spagnolo di calcio.

Fondato il 25 gennaio 1890, il club veste di rosso e bianco. Gioca le partite casalinghe nello stadio Ramón Sánchez Pizjuán, impianto che può contenere fino a 42.714 spettatori. I giocatori ed i tifosi, oltre ad essere chiamati Rojiblancos, vengono soprannominati Nervionenses; il termine è riferito alla localizzazione dello stadio biancorosso, ubicato nel quartiere di Nervión. La squadra è divisa dall'altra compagine cittadina, il Real Betis Balompié, da un'antica rivalità.

Nel suo palmarès figurano un campionato spagnolo (1945-1946), cinque Coppe del Re (1935, 1939, 1947-1948, 2006-2007, 2009-2010) e una Supercoppa spagnola (2007). In ambito internazionale, invece, ha vinto cinque Coppe UEFA/Europa League (2005-2006, 2006-2007, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016), record nella competizione, e una Supercoppa UEFA (2006).

Oltre ad una squadra maschile, il Sevilla FC possiede anche una squadra femminile. La squadra maschile B del Siviglia, il Sevilla Atlético, fondato nel 1958, milita in Segunda División. Il club conta anche una compagine di futsal e una di Superleague Formula.

StoriaModifica

EsordiModifica

Il club nasce ufficialmente nel 1890. In quell'anno un gruppo di giovani di Siviglia, figli di vecchi immigrati inglesi, crearono un club in cui praticare lo sport del calcio. Tra i precursori dell'attuale Sevilla Fútbol Club ci furono i fratelli Welton, Carlos e Enrique. Nati a Siviglia i fratelli vivono a Triana, dove il padre, un chimico di nome Jorge William Welton, aprì una piccola bottega in Calle San Jacinto. Assieme a loro va ricordato Isaiah White, un altro sivigliano figlio di un imprenditore inglese, Merry figlio di immigrati irlandesi e il dottor Landong. Molto presto si unirono altri giovani di origine britannica. Il gruppo fissò la segreteria del club in calle Bailén 41, indirizzo dell'abitazione del segretario del neonato club, Isaiah White. La più antica società spagnola dedicata esclusivamente al calcio era ufficialmente nata.

Attraverso un conoscente, un certo Henderson, il segretario seppe di una sociedad de recreo fondata l'anno precedente a Huelva che si dedica alla pratica di differenti discipline nei dintorni della città. Immediatamente contattò la società, nella lettera invitava il club a giocare la prima amichevole della storia del club a Siviglia.

Anche Huelva non era una società calcistica, Il signor Palin, segretario del Huelva Recreation Club, accettò la proposta del Sevilla Football Club di giocare la partita. In seguito a questa notizia Isaiah White inviò un articolo ai giornali di Siviglia che venne pubblicato il 7 marzo sul Porvenir e il giorno seguente (quello della partita) sul Bastion. La partita, che si giocò nei pressi dell'ippodromo di Tablada, vide il Sevilla Football Club vincere di misura per due reti a una. Le formazioni che scesero in campo furono per il Sevilla Football Club: Maccoll, Logan, Stroulger, Rickson, Annodall, Mandy, White, Enrique Welton, Greig, Sturgart e Nicholson, per il Huelva Recreation Club: Alcock, Yachts, Wakelin, Duclos, Boundary, Kirk, Daniel, Curtis, Gibbson, Badly e Smith. Questa è considerata dalla Federación Española de Fútbol la prima partita giocata in Spagna. Alla fine della gara il club andaluso invitò gli ospiti a un banchetto al café Suizo ("caffè Svizzero"), all'epoca uno dei più eleganti della città, che durò fino a tarda notte.

Il Huelva Recreation Club contraccambiò l'invito a giocare una seconda partita a Huelva che si giocò il 29 marzo alle 4 e mezza di pomeriggio. Il club vincitore fu quello ospite. Anche in questo caso fu organizzata una festa nell'albergo che ospitava il Siviglia.

La partita fu organizzata anche l'anno successivo a Siviglia il primo gennaio in occasione delle feste natalizie. Per il Sevilla Football Club scesero in campo: Maccol (capitano), Plews, Charlesworth, Thomson, Logan, Stroneger, Poppy, Welton, White, Geddes e Merry. La gara ebbe grande risonanza mediatica causa le errate dimensioni del campo: 120 metri di lunghezza per 55 di larghezza. Finendo in parità il match, fu organizzata una partita a Huelva il 14 febbraio. In questa circostanza vinse la squadra di casa. Nel 1892 la partita venne ripetuta in occasione del quarto centenario della scoperta dell'America. La competizione mise in palio la Copa del la Raza, trofeo che fu vinto dal Huelva Recreation Club.

Si ricorda un aneddoto relativo a questa competizione. Il calciatore del Huelva Pepe Garci effettuò un'entrata decisa al giocatore del Siviglia Carlos Welton, il quale cadde a terra privo di sensi. Josefa Niño, madre del giocatore colpito, si avventò sul campo da calcio rincorrendo Pepe Garci con un ventaglio nel tentativo di colpirlo.

All'inizio del Novecento José Luis Gallegos entrò in contatto con i pionieri del club e diede continuità al sodalizio. Il figlio del dottor Landong, Carlos Landong, entrò a far parte del primo consiglio di amministrazione della società il 14 ottobre 1905.

Dal 1900 al 1940Modifica

 
José Luis Gallegos, primo presidente del Siviglia.

Il Sevilla Fútbol Club fu registrato il 14 ottobre 1905 quando il governatore civile di Siviglia, Jose Contreras Carmona, approvò lo statuto. I nuovi vertici nominati furono José Luis Gallegos come presidente, Manuel Jiménez de Leon come segretario e tesoriere, e Juan Mejías, Samuel Harmech, Manuel Zapata Castañeda e Charles Landong furono scelti come portavoce. Il giorno seguente i firmatari dello statuto si incontrarono al Pasaje de Oriente, un noto ristorante dell'epoca. Fu in quella circostanza che Galician Jose Luis pronunciò la frase che sarebbe diventata l'emblema della società:

(ES)

«Todos los hombres de cualquier nivel social, ideas religiosas o políticas tendrán aquí cabida»

(IT)

«Tutti gli uomini di qualsiasi livello sociale, idee religiose o politiche verranno qui accolti»

(Galician Jose Luis)

Le prime partite vennero disputate nello stadio chiamato Prado of San Sebastián, vicino al Parque de María Luisa nel quartiere Cuartel de Ingegneros. Il 30 gennaio del 1909 venne giocata una partita contro il Recreativo de Huelva. Il 1º gennaio del 1913 viene inaugurato il Campo del Mercantil, il nuovo stadio, in cambio il presidente del club, José María Miró, cede il Prado of San Sebastián al Círculo Mercantil.

Nel 1914 il club vince la prima Coppa di Siviglia. Dalla creazione della Coppa di Andalusia, nel 1916, fino alla sua scomparsa, 17 anni dopo, la società conquista 14 titoli e 3 secondi posti. Il 21 ottobre 1918 viene nuovamente cambiato lo stadio, il Siviglia si trasferisce al campo Regina Vittoria nella presente Avenida de la Palmera, dove nel 1923 la nazionale di calcio spagnola giocò la prima partita in Andalusia. A livello nazionale il Siviglia riesce a raggiungere le semifinali della Copa del Rey (unica competizione nazionale a quell'epoca) solo nel 1921. In questo periodo si consolidò la famosa linea d'attacco chiamata "la línea del miedo" e lo stile di gioco chiamato la scuola sivigliana. Il 7 ottobre 1928 lo stadio viene cambiato per la penultima volta, il nuovo stadio è chiamato Estadio de Nervión che è utilizzato fino al 1958 quando viene inaugurato l'adiacente stadio di oggi. Nel nuovo stadio il Siviglia raggiunse i primi grandi successi: tre Coppe di Spagna (un Trofeo Presidente de la República, un Trofeo del Generalísimo e una Copa del Generalísimo) oltre che la Liga.

Per la creazione dei campionati nel 1929, il Siviglia disputò un doppio incontro con il Racing de Santander per decidere quale sarebbe stato il decimo club che sarebbe entrato a far parte della prima divisione. La sconfitta contro il Racing manda il club in seconda divisione, campionato che viene vinto. La promozione però non avviene proprio in seguito ad un altro doppio scontro con il Racing di Santander che avrebbe deciso la promozione in prima divisione del club andaluso o la retrocessione del Santander. Ne seguono alcuni anni di risultati mediocri fino alla stagione 1934-1935 quando il Sevilla FC fa il suo debutto nella Primera División de España.

 
Una formazione del Siviglia nel 1921

Nel 1935 vince anche la Copa di Spagna sconfiggendo il Sabadel per tre reti a zero. Dopo la guerra civile spagnola vinse contro il Racing de Ferrol per 6 a 2 la seconda coppa di Spagna, denominato Trofeo del Generalísimo che divenne di proprietà del club.

Anni quaranta e cinquantaModifica

Dopo la pausa in occasione della guerra civile, la Liga ricominciò nella stagione 1939-1940. In questa il Siviglia giocò partite record battendo il FC Barcelona 11-1, il Valencia CF 10-3 e l'Hercules CF 8-3. Nonostante queste prestazioni durante il girone di ritorno, un pareggio contro l'Hercules CF non gli permise di conquistare il titolo. In quella stagione l'attacco fu soprannominato stukas, come i devastanti velivoli da guerra tedeschi.

Dopo alcuni anni nelle prime posizioni della Liga senza mai riuscire a vincere il titolo, nel 1945-1946 arrivò l'unico titolo nella competizione. L'ultima giornata contro il Barcelona, la squadra allenata da Ramón Encina, sul campo Les Corts, riuscì a vincere con un gol di Araújo. La società riuscì comunque a conquistare il secondo posto nel 1939-1940, 1942-1943, 1950-1951 (risultato molto contestato) e 1956-1957.

Tre anni dopo nel 1948 il Sevilla vinse la sua terza Coppa di Spagna contro il Celta de Vigo per 4 reti a una. Nel 1955 e nel 1962 ottenne il secondo posto nella stessa competizione. Dopo la sconfitta nella Coppa di Spagna del 1962, il Siviglia dovette attendere 44 anni per disputare un altro match valido per un titolo a livello nazionale o internazionale. In questi anni pochi risultati buoni furono oscurati da molti risultati negativi. Il Sevilla FC inaugurò il suo nuovo stadio nel 1958, poco dopo la morte del suo presidente più rappresentativo, Ramon Sanchez Pizjuán, in onore del quale fu intitolato il nuovo campo di gioco.

Anni sessanta e settantaModifica

Nel 1960 il Siviglia giunse a metà classifica, nella stagione 1965-1966 si qualificò per la Coppa delle Fiere ma l'anno seguente riuscì solo a salvarsi da una retrocessione che avvenne nella stagione successiva, dopo 33 anni consecutivi nella massima divisione. Due anni dopo riuscì a classificarsi terzo, risultato che gli permise di partecipare alla Coppa delle Fiere ma che non impedì la retrocessione nella stagione 1971-1972. La squadra militò 3 anni nella seconda divisione. Il primo di questi anni la società visse la tragica morte del centravanti Pedro Berruezo sul campo del Pasarón a Pontevedra.

La qualità della squadra che vedeva tra le sue file il famoso Biri-Biri (che prende il nome alla famosa penna) gli permise una nuova promozione in prima divisione nella quale rimase per 21 anni. Come aneddoto si può ricordare il gol segnato da Paul Breitner, terzino tedesco del Real Madrid, che nella stagione 1975-76 firmo una realizzazione attraverso un foro laterale della rete. Nel 1980, la rosa formata da giocatori come Francisco López Alfaro e Pintinho (che segnò 4 reti al suo debutto contro il Real Saragozza), allenata prima da Miguel Muñoz e quindi da Manolo Thistle sfoderò un calcio che impressionò l'Europa, permettendo al club di partecipare due volte consecutive alla Coppa UEFA nelle stagioni 1981-1982 e 1982-1983. Durante gli ottavi di finale di Coppa UEFA 1982-83, dopo la sconfitta esterna contro i greci del PAOK per due reti a zero, ribaltò il risultato in casa vincendo per quattro reti a zero, ma nei seguenti quarti di finale venne eliminato dai tedeschi dell'1. FC Kaiserslautern.

Anni novantaModifica

 
Diego Armando Maradona, al Siviglia nella stagione 1992-93 con 26 presenze e 5 gol.

Alcuni anni dopo, nella stagione 1989-90, con Vicente Cantatore sulla panchina, il club ottenne una nuova partecipazione alla Coppa UEFA. Quell'anno la punta austriaca Anton Polster riuscì a segnare 33 reti ma non vinse la classifica dei capicannonieri poiché Hugo Sánchez riuscì ad arrivare a quota 38. Nella stagione 1992-1993 Diego Armando Maradona arrivò nel club per mano del nuovo allenatore Carlos Bilardo, giocò poco e lasciò la squadra a fine stagione, senza mai esaltare il pubblico andaluso. Sotto la guida di Luis Aragonés, durante la seconda stagione riuscì a raggiungere buoni risultati classificandosi per la Coppa UEFA 1994-1995 ma nessuno poteva prevedere quello che sarebbe successo l'anno successivo.

La legge sportiva obbliga le squadre, che si stanno gradualmente trasformando in Sociedades Anónimas Deportivas (una particolare tipologia di società per azioni spagnole), a presentare garanzie in base alle previsioni dei debiti prima del 1º agosto 1995. Per cause diverse il Siviglia ed il Celta Vigo non poterono completare questi obblighi e furono retrocesse d'ufficio nella Segunda División spagnola. La notizia provocò importanti reazioni da parte dei tifosi decisi a scendere in piazza per mostrare il proprio disappunto nei confronti delle decisioni sportive. La dirigenza del Sevilla affermò inoltre di aver spedito tutta la documentazione richiesta entro il limite indicato. La federazione integrò in prima divisione le due squadre retrocesse la stagione precedente, vale a dire Real Valladolid e Albacete. Le pressioni dei tifosi spinsero la FEF a creare un campionato straordinario a 22 squadre per due anni riammettendo anche le due formazioni retrocesse d'ufficio. Nonostante le problematiche estive la stagione del Siviglia fu buona; la partecipazione alla Coppa UEFA si concluse con l'eliminazione per mano dei connazionali del Barcellona.

L'azionista di maggioranza del club, González de Caldas, ed il tecnico Camacho, portarono il club alla rovina sportiva e al fallimento economico, svendendo i giocatori per uscire dai debiti. Anche lo stadio fu messo in vendita. La rosa orfana dei suoi campioni non poté far altro che subire l'ennesima retrocessione in seconda divisione. Dopo due stagioni arrivò la nuova promozione a spese del Villarreal, ma la stagione 1999-2000 in prima divisione fu una delle peggiori della storia del club e si concluse con una nuova retrocessione.

Anni duemilaModifica

Dopo alcuni anni di sconfitte e problemi economici, Roberto Alés assunse la presidenza del Sevilla FC. Sotto il suo mandato le parole d'ordine furono "economia di guerra" e "metodo tedesco". Iniziò così un periodo di austerità e riduzione dei debiti.

Il Siviglia, con debiti elevatissimi e praticamente senza denaro (lo stesso Roberto Alés dovette pagare dei palloni per fare allenare la squadra, con le casse del club completamente vuote), fu obbligato a vendere le sue stelle, tra cui Vasilīs Tsiartas, Juan Carlos, Carlos Marchena e Jesuli, alcune delle quali cresciute nelle giovanili. Fu nominato l'ex portiere e amministratore delegato Monchi come direttore sportivo, mentre Joaquín Caparrós fu scelto come allenatore. Secondo la politica del hombres, y no nombres furono ingaggiati giocatori semisconosciuti, la maggior parte dei quali a costo zero. La politica della squadra era quella di seguire al meglio i propri giocatori e le reali necessità della formazione. Fu inoltre creata una vera e propria rete capillare di osservatori per scovare giovani talenti in tutto il mondo, specialmente in Sud America.

La nuova rotta diede i suoi frutti, dato che con prestazioni molto concrete se pur poco spettacolari la squadra riuscì a guadagnare la promozione vincendo la seconda divisione con 23 vittorie e 66 reti, risultato che costituisce un record. Al primo anno in massima divisione, pur con pochi fondi, fu creato un gruppo competitivo che riuscì a salvarsi senza troppi problemi. Due anni dopo la presidenza passò al vicepresidente José María del Nido, famoso per la sua gestione economica durante la crisi.

Il nuovo presidente ebbe a disposizione più denaro e poté acquistare negli anni giocatori di alto livello, senza però depauperare le risorse economiche. Intanto, grazie anche ai primi buoni risultati, i tifosi tornarono a sostenere il club con più passione e a popolare lo stadio per le partite casalinghe. Tra i giovani colpi di mercato a basso prezzo del nuovo presidente figuravano l'uruguaiano Darío Silva e le stelle brasiliane Júlio Baptista e Daniel Alves, allora sconosciuti ai più in Europa, giocatori che portarono alla ribalta il club a livello continentale fino all'accesso alla Coppa UEFA.

Nella stagione 2004-2005, che precedette il centenario del club, il club occupò per tutta l'annata una posizione utile per disputare l'anno dopo i preliminari di UEFA Champions League, ma per via una sconfitta nel finale di torneo ottenne solo la qualificazione alla Coppa UEFA. Con Juande Ramos in panchina, nell'annata seguente, quella del centenario, l'epilogo amaro si ripeté. La formazione andalusa, distratta dall'impegno europeo in Coppa UEFA, fu superata in campionato da Real Madrid e Barcellona. L'anno del centenario coincise, però, con l'inizio del periodo vincente in Europa.

2005-08: le due Coppe UEFA e la Supercoppa europea, la tragedia di PuertaModifica

 
Juande Ramos, vincitore di due Coppe UEFA alla guida del club andaluso.

Avendo concluso la stagione 2004-2005 al sesto posto nella Liga, il Siviglia ebbe accesso al primo turno della Coppa UEFA 2005-2006. Dopo aver superato il primo turno e la fase a gironi, eliminò il Lokomotiv Mosca ai sedicesimi di finale e si qualificò per gli ottavi. Sconfitto dal Lilla nella partita d'andata, nella gara di ritorno in casa il 16 marzo 2006, che coincise con la cinquantesima partita del Siviglia in competizioni europee, la squadra andalusa vinse per 2-0 e si qualificò per i quarti. Ebbe la meglio anche sullo Zenit S. Pietroburgo con un computo totale dei gol di 5-2, qualificandosi così per le semifinali. La semifinale contro lo Schalke 04 era considerata da molti una sorta di finale anticipata. Dopo un pareggio a reti inviolate a Gelsenkirchen, il ritorno a Siviglia si presentò molto complicato per il conto dei gol in trasferta. La partita si svolse nel pieno della polemica tra il Siviglia e la televisione spagnola Antena 3, che deteneva i diritti di trasmissione della competizione, per la trasmissione del match. Dopo alcuni giorni di negoziato tra le due società, la stazione televisiva decise di non mandare in onda la diretta in tutta la Spagna. La partita fu trasmessa esclusivamente in Germania e su un canale satellitare di lingua tedesca. Il ritorno si svolse durante la Feria de Abril, una delle più importanti celebrazioni per la città andalusa. Proprio alla fiera i tifosi che non sapevano se avrebbero potuto vedere in televisione l'importante match tentarono di acquistare gli ultimi biglietti in circolazione. La partita di ritorno fu combattuta come all'andata e i tempi regolamentari finirono sullo 0-0. Ai supplementari fu Antonio Puerta a segnare il gol della vittoria, conducendo la formazione andalusa alla prima storica finale. Il 10 maggio 2007, ad Eindhoven, il Siviglia giocò una partita perfetta contro il Middlesbrough e trionfò per 4-0, scarto record per una finale di Coppa UEFA giocata in match singolo. I marcatori furono, nell'ordine: Luís Fabiano, Maresca (doppietta) e Frédéric Kanouté. A livello nazionale il Siviglia concluse la Liga 2005-2006 al quinto posto.

Avendo conquistato la Coppa UEFA, il Siviglia disputò la partita valida per l'assegnazione della Supercoppa europea contro il Barcellona, che pochi mesi prima aveva vinto la Champions League. Il 25 agosto 2006, allo Stadio Louis II di Montecarlo, sconfisse i blaugrana delle stelle con un secco 3-0. I gol di Renato e quello di Frédéric Kanouté sul finire del primo tempo portarono al successo, suggellato dal calcio di rigore di Enzo Maresca nel finale di gara. Come nella finale di Coppa UEFA, anche in questa partita il Siviglia fece registrare il record di reti realizzate in una finale unica di Supercoppa europea. La squadra si aggiudicò così il secondo titolo europeo in tre mesi, un risultato storico per una società che fino a pochi anni prima militava nella seconda divisione spagnola. La stagione 2006-2007 vide il club lottare sia sul fronte nazionale che continentale. L'obiettivo del presidente, José María del Nido, era quello di qualificarsi per la UEFA Champions League della stagione successiva.

Alla fine del rocambolesco campionato il Siviglia giunse al terzo posto dietro Real Madrid e Barcellona e si qualificò per il terzo turno preliminare della UEFA Champions League 2007-2008. La stagione fu comunque trionfale. Il 3 maggio 2007, vincendo per 2-0 in casa, la squadra si qualificò per la seconda finale consecutiva di Coppa UEFA dopo aver rimontato la sconfitta dell'andata (1-0) contro l'Osasuna. Pochi giorni dopo, il 9 maggio, si qualificò anche per la finale di Copa del Rey, battendo il Deportivo de La Coruña per 2-0 nella semifinale di ritorno, dopo il successo per 3-0 all'andata. Il 16 maggio vinse per la seconda volta la Coppa UEFA prevalendo nella finale tutta spagnola disputata ad Hampden Park, Glasgow, contro l'Espanyol. I supplementari finirono in parità, con due reti per parte. Ai tiri di rigore si impose il Siviglia 5-3. Il 23 giugno concluse una stagione eccezionale vincendo la sua quarta Copa del Rey, in finale contro la rivelazione Getafe allenata da Bernd Schuster.

L'inizio di campionato fu segnato da un evento drammatico: durante la prima partita di campionato del Siviglia contro il Getafe (vinta per 4-1), Puerta si accasciò a terra improvvisamente, colpito da arresto cardiaco. Malgrado si fosse rianimato per raggiungere gli spogliatoi, il giovane fu nuovamente colpito da altri arresti cardiaci e trasportato in ospedale, ma tutti i tentativi di salvarlo furono inutili: morì all'età di 22 anni. Nella sfida di Supercoppa europea del 31 agosto allo Stadio Louis II di Montecarlo, persa per 1-3 contro il Milan, tra i tanti omaggi a lui dedicati fu osservato un minuto di silenzio. In Champions League il Siviglia fu sorteggiato in un girone con Arsenal, Steaua Bucarest, e Slavia Praga. Dopo aver perso per 3-0 la prima partita contro l'Arsenal, gli andalusi visenro le restanti cinque partite qualificandosi agli ottavi come prima classificata. Qui sfida il Fenerbahçe: perde per 3-2 l'andata in Turchia e con lo stesso risultato vince il ritorno in casa. Tuttavia i rigori saranno fatali agli andalusi che usciranno dalla competizione. In campionato la squadra si piazza quarta a pari punti con l'Atletico Madrid, ma per classifica avulsa diventa quinto e manca così la qualificazione in Champions League, qualificandosi invece per la Coppa UEFA.

Fin dall'inizio della Liga 2008-2009 il Siviglia mise in mostra un bel calcio e parve addirittura in grado di lottare ad armi pari con Barcellona e Real Madrid. Dopo tre mesi ottimi, la squadra andalusa attraversò tuttavia un periodo di difficoltà a cavallo fra novembre e dicembre, durante il quale affrontò nell'ordine le altre quattro grandi di Spagna: Barcellona, Real Madrid, Valencia e Villarreal. Il periodo di crisi culminò con l'eliminazione in Coppa UEFA già nella fase a gironi, a causa della sconfitta per 1-0 contro la Sampdoria. L'inizio del 2009 fu caratterizzato da un buon percorso in campionato, che stabilizzò i biancorossi al terzo posto della Liga, ma anche dall'eliminazione in semifinale di Coppa del Re per mano dell'Athletic Club di Bilbao. In primavera il Siviglia si presentò con un buon vantaggio sulle altre pretendenti al terzo posto, ma le quattro sconfitte consecutive contro Getafe, Barcellona, Real Madrid e Valencia misero a rischio la qualificazione alla massima competizione europea. La vittoria nello scontro diretto col Villarreal (0-2) però riaccese l'entusiasmo e gli andalusi tornarono a fare punti e convincere. Il 23 maggio 2009, alla penultima giornata di campionato, il gol di Diego Perotti al 90° della sfida con il Deportivo consegnò al Siviglia la certezza aritmetica del terzo posto finale con una giornata di anticipo e la serata si concluse fra i festeggiamenti sotto i fuochi d'artificio del Sánchez-Pizjuán, pronto ad accogliere in settembre la UEFA Champions League per la terza volta nella storia del club.

Nella Liga 2009-2010 il Siviglia non cominciò subito bene. Ciononostante riuscì ad eliminare agli ottavi di finale della Coppa del Re il Barcellona vincendo per 1-2 al Camp Nou e perdendo per 0-1 in casa. In UEFA Champions League fu eliminato agli ottavi di finale dal CSKA Mosca. Dopo diversi risultati negativi, che fecero perdere al Siviglia il quarto posto in favore del Maiorca, l'allenatore Manuel Jiménez Jiménez fu esonerato e sostituito da Antonio Álvarez. Con lui il Siviglia chiuse il campionato al quaerto posto, qualificandosi nuovamente alla UEFA Champions League dell'anno seguente, dopo aver combattuto a lungo per la qualificazione con il Maiorca. Inoltre vinse la Coppa del Re, sconfiggendo in finale l'Atlético Madrid.

Anni duemiladieciModifica

Nel 2010-2011 il Siviglia comincia l'annata sconfiggendo 3-1 il Barcellona in casa, nell'andata della Supercoppa di Spagna, tuttavia al ritorno, al Camp Nou, perderà 4-0, consegnando il trofeo ai catalani a causa di un turn-over per la partita col Braga. Nei preliminari di Champions League è eliminato dallo Sporting Braga, e quindi retrocede in Europa League. Il 26 settembre 2010, dopo la quinta giornata di campionato, l'allenatore Antonio Alvarez viene esonerato e sostituito da Gregorio Manzano. Il campionato viene chiuso al quinto posto. Il 7 giugno 2011, la società nomina come nuovo allenatore Marcelino García Toral, che nella stagione 2010 - 2011 aveva allenato il Racing Santander[1], mentre Manzano, passa all'Atlético Madrid[2].

2011-2013: anni di transizioneModifica

La stagione 2011-2012 si apre con l'eliminazione già ai preliminari di Europa League per mano dell'Hannover 96. Durante la stagione la squadra resta nelle zone di medio-alta classifica della Liga, salvo poi avere un calo di rendimento e chiudere al nono posto, piazzamento che preclude agli andalusi di accedere alle coppe europee, cosa che non accadeva dal 2003. Nel mercato di gennaio la dirigenza riporta al Siviglia il calciatore José Antonio Reyes.

Nella stagione 2012-2013, dopo un buon avvio, la squadra inizia a imbattersi in risultati negativi che condurranno la compagine andalusa a metà classifica. Nonostante il buon organico e l'obiettivo della qualificazione in UEFA Champions League fissato ad inizio stagione, la squadra coglie solamente 6 vittorie nella prima parte di annata, chiudendo il girone d'andata al 12º posto. Riesce, tuttavia, a raggiungere i quarti in Coppa del Re, dove affronta il Real Saragozza. Dopo lo 0-0 in Aragona, il ritorno al Ramón Sánchez-Pizjuán vede gli andalusi imporsi a valanga con un 4-0. La squadra sarà eliminata dall'Atlético Madrid in semifinale. In campionato, sconfiggendo per 4-3 il Valencia all'ultima giornata (condannandolo così al 5º posto), gli andalusi arrivano noni e, grazie alla squalifica del Malaga e alla mancata licenza UEFA del Rayo Vallecano, si qualificano per i preliminari dell'Europa League.

2013-2016: le tre Europa League vinte consecutivamenteModifica

 
La quarta affermazione in Coppa UEFA/Europa League, nell'edizione 2014-15, che ha fatto del Siviglia il più vincente nella storia della manifestazione.

Il 2013-2014 è una stagione positiva per il Siviglia. In campionato la compagine andalusa chiude a pochi punti dall'Athletic di Bilbao che occupa il quarto posto, ultimo posizionamento utile per accedere ai preliminari di Champions League. La vera soddisfazione arriva, però, in UEFA Europa League. Dopo aver agevolmente superato il terzo turno preliminare contro i montenegrini del Mladost Podgorica (3-0 e 6-1 rispettivamente nella gara d'andata e di ritorno), i sivigliani superano altrettanto facilmente i play-off, contro la compagine polacca dello Sląsk Wrocław (4-1 e 5-0), accedendo così alla fase a gironi. La squadra andalusa è inserita nel gruppo H con Slovan Liberec, Friburgo ed Estoril Praia e si classifica prima nel girone con 12 punti. Dopodiché il cammino verso la conquista del trofeo si rivelerà ben più tortuoso. Scavalcato il Maribor ai sedicesimi (2-2 e 2-1) e sconfitto nel derby cittadino il Betis agli ottavi (0-2 e 2-0, gara decisa poi ai tiri di rigore, con il 4-3 in favore del Siviglia), la squadra si ritrova ad affrontare ai quarti i portoghesi del Porto, dando vita ad un derby iberico. Dopo la sconfitta nella gara d'andata per 1-0, gli spagnoli prevarranno sul club di Oporto con un convincente 4-1 nella gara di ritorno. In semifinale, nel derby spagnolo con il Valencia, il Siviglia vince la gara di andata in casa per 2-0, ma nella sfida di ritorno al Mestalla si ritrova sotto di ben tre reti. Un gol siglato al 94º minuto dal camerunese Stephane M'Bia, che già aveva messo a segno una marcatura all'andata, permette alla squadra allenata da Unai Emery di fissare il punteggio sul 3-1 e di accedere così alla finale, grazie alla regola dei gol in trasferta. In finale è ancora derby iberico, contro il Benfica. Dopo lo 0-0 dei supplementari, gli andalusi vincono per 4-2 ai rigori, aggiudicandosi il prestigioso trofeo per la terza volta.

La stagione 2014-2015 inizia con la sconfitta in Supercoppa Europea contro il Real Madrid (0-2)[3]. In Europa League invece il percorso è costellato di successi (contro Borussia Mönchengladbach, Villarreal e Zenit San Pietroburgo) che portano gli andalusi fino alla semifinale contro la Fiorentina. La gara d'andata viene vinta per 3-0, mentre al ritorno gli andalusi si impongono a l Franchi per 2-0. Il Siviglia approda così alla sua seconda finale consecutiva. Il 27 maggio affronta il Dnipro Dnipropetrovsk allo Stadio Nazionale di Varsavia e si impone con il punteggio di 3-2. Il club andaluso diventa così l'unico club capace di vincere per quattro volte la Coppa UEFA/Europa League.

La stagione 2015-2016 non inizia nel migliore dei modi. Gli andalusi vengono sconfitti per 5-4 dopo i tempi supplementari dal Barcellona nella gara che assegna la Supercoppa europea. In campionato la compagine di Unai Emery si classificherà settima, ma riuscirà ad ottenere nuovamente l'accesso in Champions League per la stagione successiva grazie al trionfo per 3-1 nella finale di Europa League, il 18 maggio a Basilea contro il Liverpool. Il Siviglia diviene la prima squadra capace di vincere per tre volte consecutive il trofeo. Questo tris di successi consecutivi in una competizione europea non si verificava da quarant'anni (quando il Bayern Monaco, nel 1975-1976, aveva vinto la sua terza Coppa dei Campioni consecutiva, facendo seguito all'Ajax, che aveva conseguito un analogo risultato all'inizio di quel decennio). Il 22 maggio 2016 allo Stadio Vicente Calderón di Madrid il club andaluso è sconfitto per 2-0 dopo i tempi supplementari nella finale di Coppa del Re contro il Barcellona.

2016-oggi: cambi di allenatoreModifica

In vista della nuova stagione Emery lascia il club ed è sostituito dall'argentino Jorge Sampaoli. Nell'agosto 2016 il Siviglia comincia l'annata sfiorando il successo in Supercoppa europea: contro il Real Madrid, al Lerkendal Stadion di Trondheim, è in vantaggio per 2-1 sino al terzo minuto di recupero del secondo tempo, quando è raggiunta sul pari prima di perdere la sfida nei tempi supplementari (3-2). Pochi giorni dopo è sconfitta anche dal Barcellona nella doppia finale di Supercoppa di Spagna (2-0 in casa e 3-0 al Camp Nou). In Champions League la compagine andalusa supera la fase a gironi e raggiunge gli ottavi di finale, dove è eliminata dal Leicester City (vittoria per 2-1 in casa e sconfitta per 2-0 al King Power Stadium), mentre in campionato si piazza quarta, qualificandosi per i preliminari di Champions League. Alla fine della stagione Sampaoli lascia la panchina andalusa per allenare la nazionale argentina.

La gestione del sostituto di Sampaoli, il connazionale Eduardo Berizzo, sarà breve. Malgrado aver centrato la qualificazione agli ottavi di Champions League, il tecnico è esonerato il 22 dicembre 2017 con la squadra al quinto posto, dopo aver raccolto un punto nelle ultime tre partite[4]. Gli subentra Vincenzo Montella, che firma un contratto di un anno e mezzo[5]. Anche la gestione Montella si interrompe prima del previsto, il 28 aprile. Nonostante lo storico approdo ai quarti di finale di Champions League dopo aver eliminato agli ottavi il favorito Manchester Utd (l'eliminazione avverrà per mano del Bayern Monaco) e alla finale di Coppa del Re, persa malamente (5-0) contro il Barcellona[6], il tecnico napoletano paga i deludenti risultati in campionato (16 punti in 19 giornate) e una striscia di 9 partite senza vittorie, comprensiva di 5 sconfitte consecutive[7]. L'allenatore italiano è avvicendato per il finale di stagione da Joaquín Caparrós, la cui gestione dura quattro partite. La squadra chiude al settimo posto, valido per la qualificazione ai preliminari di Europa League dato che il Barcellona, già qualificato alla Champions League, aveva vinto anche la Coppa del Re, lasciando dunque un posto libero per la seconda competizione europea.

La stagione 2018-2019 comincia con la nomina del nuovo allenatore, Pablo Machín, che a novembre porta la squadra al primo posto della Liga e per gran parte del campionato mantiene gli andalusi in una posizione di classifica utile per la qualificazione alla UEFA Champions League. Un calo accusato dall'inizio del 2019, dovuto anche al grande numero di partite ufficiali (oltre 50) disputato in stagione, fa scivolare poi la squadra al sesto posto, cui si sommano le brutte eliminazioni ai quarti di finale della Coppa del Re contro il Barcellona (vittorioso per 6-1 in casa dopo aver perso per 2-0 l'andata) e dall'Europa League agli ottavi di finale contro lo Slavia Praga (2-2 in casa, 2-2 in trasferta e sconfitta per 4-3 dopo i tempi supplementari, con gol decisivo subito al 119º minuto di gioco). All'indomani della clamorosa disfatta contro i cechi, Machín è esonerato e sostituito dal rientrante Caparrós, che guida i suoi al sesto posto finale.

Il successore di Caparrós è Julen Lopetegui.

CronistoriaModifica

Cronologia del Sevilla Fútbol Club
  • 1905 - 14 aprile, fondazione del Sevilla FC.
  • 1915-1916 - Finalista della Copa de Andalucía.
  • 1916-1917 - Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (1º titolo).
  • 1917-1918 - Semifinali di Copa.
Finalista della Copa de Andalucía.
  • 1918-1919 - Vince la Copa de Andalucía (2º titolo).
  • 1919-1920 - Vince la Copa de Andalucía (3º titolo).

  • 1920-1921 - Semifinali di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (4º titolo).
  • 1921-1922 - Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (5º titolo).
  • 1922-1923 - Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (6º titolo).
  • 1923-1924 - Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (7º titolo).
  • 1924-1925 - Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (8º titolo).
  • 1925-1926 - Girone degli ottavi di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (9º titolo).
  • 1926-1927 - Girone degli ottavi di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (10º titolo).
  • 1927-1928 - Girone degli ottavi di finale di Copa.
Finalista della Copa de Andalucía.
Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (11º titolo).
  • 1928 - 7 ottobre, inaugurazione dell'estadio de Nervión.
  • 1929-1930 - 4º nella Segunda División.
Ottavi di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (12º titolo).

Ottavi di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (13º titolo).
Sedicesimi di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (14º titolo).
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
  Vince il Torneo Presidente de la República (1º titolo).
Ottavi di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (15º titolo).
Vince la Copa de Andalucía (16º titolo).
Quarti di finale di Copa.
Vince la Copa de Andalucía (17º titolo).

Quarti di finale di Copa.
  • 1941 - Cambio di denominazione in Sevilla Club de Fútbol per legge.
  • 1941-1942 - 6º nella Primera División.
Ottavi di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Semifinale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
  Vince la Copa del Generalísimo (3º titolo).
Finalista della Coppa Eva Duarte.
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.

Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Semifinali di Copa.
Finalista di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Copa.
  • 1958 - 7 settembre, inaugurazione dello stadio Ramón Sánchez Pizjuán.
  • 1959-1960 - 4º nella Primera División.
Sedicesimi di finale di Copa.

Quarti di finale di Copa.
Finalista di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Ottavi di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Copa.
  • 1966-1967 - 13º nella Primera División, dopo aver vinto lo scontro promozione contro il Sporting.
Ottavi di finale di Copa.
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere.
  • 1967-1968 - 16º nella Primera División.   Retrocesso in Segunda División.
Ottavi di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Copa.

Semifinali di Copa.
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere.
  • 1971-1972 - 16º nella Primera División.   Retrocesso in Segunda División.
Ottavi di finale di Copa.
Quarti di finale di Copa.
  • 1973 - Recupera il nome storico Sevilla Fútbol Club
  • 1973-1974 - 9º nella Segunda División.
4º Girone di Copa.
  • 1974-1975 - 3º nella Segunda División.   Promosso in Primera División.
4º Girone di Copa.
4º Girone di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Semifinali di Copa.
4º Girone di Copa.

Semifinali di Copa.
1º Girone di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
2º Girone di Copa.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
3º Girone di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
3º Girone di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Copa.
2º Girone di Copa.

Quarti di finale di Copa.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Copa.
Ottavi di finale di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Quarto turno di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
  • 1996-1997 - 20º nella Primera División.   Retrocesso in Segunda División.
Terzo turno di Copa.
Primo turno di Copa.
  • 1998-1999 - 4º nella Segunda División.   Promosso in Primera División.
Quarto turno di Copa.
  • 1999-2000 - 20º nella Primera División.   Retrocesso in Segunda División.
Primo turno di Copa.

  • 2000-2001 - Campione della Segunda División (4º titolo).   Promosso in Primera División.
Primo turno di Copa.
Primo turno di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Semifinali di Copa.
Quarti di finale di Copa.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Copa.
  Vince la Coppa UEFA (1º titolo).
  • 2005 - Centenario del club.
  • 2006-2007 - 3º in Primera División.
  Vince la Supercoppa europea (1º titolo).
  Vince la Coppa UEFA (2º titolo).
  Vince la Copa del Rey (4º titolo).
  Vince la Supercoppa di Spagna (1º titolo).
Finalista di Supercoppa europea.
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Champions League
Semifinale di Copa.
Fase a gironi di Coppa UEFA
  Vince la Copa del Rey (5º titolo).
Ottavi di finale di Champions League

Finalista di Supercoppa di Spagna.
Quarti di finale di Copa.
Play-off di Champions League
Sedicesimi di finale di Europa League
Ottavi di finale di Copa.
Play-off di Europa League
Semifinali di Copa.
Sedicesimi di finale di Copa.
  Vince l'Europa League (3º titolo).
Finalista di Supercoppa UEFA.
Quarti di finale di Copa.
  Vince l'Europa League (4º titolo).
Finalista di Supercoppa UEFA.
Finalista di Copa.
Fase a gironi di Champions League.
  Vince l'Europa League (5º titolo).
Finalista di Supercoppa UEFA.
Ottavi di finale di Copa.
Ottavi di finale di Champions League.
Finalista di Copa.
Quarti di finale di Champions League.
Quarti di finale di Copa.
Ottavi di finale di Europa League.

Colori e simboliModifica

StemmaModifica

Il simbolo del club è uno scudo svizzero che all'interno presenta 4 raffigurazioni: nella parte superiore sinistra sono raffigurati i 3 santi della città andalusa, San Isidoro, San Fernando e San Leandro (da sinistra verso destra), i quali sono presenti anche nello stemma della città; San Fernando è seduto su un trono dorato, sormontato da un baldacchino di porpora, con una corona d'oro sulla testa, una spada nella mano destra ed il mondo in quella sinistra. Ai lati del re si possono notare i due vescovi, che impugnano un pastorale dorato con la mano destra e indossano una mitra sul capo. Nella parte superiore destra sono sovrapposte 3 lettere (S, F e C) che stanno per Sevilla Fùtbol Club. In posizione centrale, è visibile un “balón leonado”, un pallone di cuoio. Nella parte inferiore, infine, sono visibili 6 fasce verticali bianche che si alternano a 5 fasce verticali rosse, ad indicare i colori sociali del club.

InnoModifica

Il vecchio inno risale al 1983. Le parole furono scritte da Ángel Luis Osquiguilea de Roncales e la musica composta da Manuel Osquiguilea de Roncales.

Nel 2005 il cantautore sevillano El Arrebato, compose l'inno del centenario del Sevilla FC, che in breve tempo arrivò a essere il singolo più venduto in Spagna, e quinto nella classifica annuale. Ben presto il singolo di El Arrebato divenne l'inno del club, risultando l'inno più venduto in tutta la storia del calcio spagnolo.[senza fonte] Il 9 ottobre 2006 fu inserito nelle pareti dello Stadio il disco d'oro dell'inno del centenario. Il testo della canzone si presenta come un'invocazione alla divinità Sevilla e come una promessa di amore eterno nei confronti del club.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Ramón Sánchez Pizjuán.
 
Tifosi del Sevilla FC prima dell'ingresso delle squadre.

Lo Stadio Ramón Sánchez Pizjuán, inaugurato nel 1957, ha una capacità di 42.500 spettatori. Di proprietà del Sevilla Fútbol Club, ha le dimensioni di 105×70 metri e fu ideato da Manuel Muñoz Monasterio, architetto del progetto iniziale.

Sulla facciata sulla via Sevilla Fútbol Club, che porta a Plaza Nervión, è presente un mosaico che copre tutta la facciata e che mostra nella sua parte centrale lo scudo simbolo del club. Nello stesso mosaico nelle parti laterali sono presenti tutti gli emblemi delle società che hanno giocato nello stadio fino al 1982. Nella parte bassa sono presenti le iniziali di tutti gli stadi precedenti del Sevilla con per ognuno la data in cui la formazione vi si è trasferita. L'ingresso numero 16 è dedicato ad Antonio Puerta.

Nel 2008 è avvenuta la ristrutturazione del Ramón Sánchez Pizjuán, per un costo che varia tra gli 80 e i 100 milioni di euro, aumentando la capacità fino a 66.000 spettatori. Gli architetti Juan Antonio e Santiago Balbontín hanno realizzato la trasformazione in due passi successivi, nella prima la capacità è aumentata di 10.000 posti a cui si aggiungono altri 12.000 nella seconda fase. Nel giugno 2015 il RSP è stato sottoposto ad ulteriori lavori di ammodernamento, che hanno portato la capienza a 42.714 spettatori. Lo stadio rojiblanco è tra i più caldi nel mondo del calcio e non a caso viene denominato anche "La Bombonera de Nerviòn".

Diffusione nella cultura di massaModifica

Il Sevilla FC ha una propria radio, SFC Radio, che trasmette sulla frequenza spagnola 91.6 FM tutto il giorno. Iniziò le proprie trasmissioni nel settembre 2004, la seconda radio ufficiale di un club in Spagna dopo quella del Real Murcia.

Esiste inoltre un canale televisivo, SFC TV che iniziò le trasmissioni con la partita di coppa UEFA 2005/2006 Zenit San Pietroburgo-Sevilla FC il 24 novembre 2006, per poi trasformarsi in un canale definitivo tre giorni dopo. Trasmette le partite amichevoli del club, oltre che notizie, interviste, presentazioni di nuovi calciatori, allenatori o dirigenti e repliche di partite precedenti e storiche.

Ha due giornali, il SFC Periódico Oficial ad emissione giornaliera e dal 2005 la rivista trimestrale Sevilla Football Club, inviata gratuitamente a tutti i soci.

Nel gennaio 2007 il club ha vinto il XV premio de comunicación por la Asociación de la Prensa de Sevilla per l'"importante campagna di comunicazione realizzata durante il 2006 sui suoi mezzi di comunicazione ufficiali".

Il sito del club è il più visitato in Andalusia e il terzo a livello nazionale.

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Sevilla F.C.

Di seguito è riportata la lista degli allenatori[8] che si sono succeduti alla guida del Siviglia dalla sua fondazione.

 
Allenatori
  Joaquín Caparrós (15 mar. - 22 mag.)

Il Siviglia ha avuto 29 presidenti durante la sua storia, cinque dei quali sono stati eletti in condizioni speciali o come temporanei durante le elezioni. Nel 1992, dopo l'entrata in vigore della legge sulle Sociedades Anónimas Deportivas (SAD), il Siviglia venne convertito in una di queste e per questo modificò il suo sistema di elezione del presidente, che viene eletto dai soci del club in funzione delle azioni in suo possesso.

 
Presidenti

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Sevilla F.C.

Vincitori di titoliModifica

Campioni del mondo

PalmarèsModifica

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionaliModifica

Campionati nazionaliModifica

Dalla stagione 1928-1929 alla stagione 2018-2019 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai campionati nazionali:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Primera División 74 1934-1935 2018-2019 74
Segunda División 13 1928-1929 2000-2001 13

Statistiche di squadraModifica

Stagione Divisione Pos. G V N P GF GS Pt. Coppa Europa
2004-05 Primera División 6 38 17 9 12 44 41 60 Quarti di finale Coppa UEFA Ottavi di finale
2005-06 Primera División 5 38 20 8 10 54 39 68 Ottavi di finale Coppa UEFA Vincitore
2006-07 Primera División 3 38 21 8 9 64 35 71 Campione Supercoppa UEFA
Coppa UEFA
Vincitore
Vincitore
2007-08 Primera División 5 38 20 4 14 75 49 64 Quarti di finale Supercoppa UEFA
UEFA Champions League
Finalista
Ottavi di finale
2008-09 Primera División 3 38 21 7 10 54 39 70 Semifinale Coppa UEFA Gironi
2009-10 Primera División 4 38 19 6 13 65 49 63 Campione UEFA Champions League Ottavi di finale
2010-11 Primera División 5 38 17 7 14 62 61 58 Semifinale UEFA Champions League/UEFA Europa League Preliminare/Trentaduesimi di finale
2011-12 Primera División 9 38 13 11 14 48 47 50 Sedicesimi UEFA Europa League Quarto turno
2012-13 Primera División 9 38 14 8 16 58 54 50 Semifinale
2013-14 Primera División 5 38 18 13 15 58 69 52 Primo turno UEFA Europa League Vincitore
2014-15 Primera División 5 38 23 7 8 71 45 76 Quarti di finale UEFA Europa League Vincitore
2015-16 Primera División 7 38 14 10 14 51 50 52 Finalista UEFA Champions League/UEFA Europa League|Primo turno Vincitore
2016-17 Primera División 4 38 21 9 8 69 49 72 Ottavi di finale UEFA Champions League Ottavi di finale
2017-18 Primera División 7 38 17 7 14 49 58 58 Finalista UEFA Champions League Quarti di finale
2018-19 Primera División 6 38 17 8 13 62 47 59 Quarti di finale UEFA Europa League Ottavi di finale

Tornei internazionaliModifica

Alla stagione 2018-2019 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[9]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/Champions League 7 1957-1958 2017-2018
Coppa delle Coppe 1 1962-1963
Supercoppa UEFA 5 2006 2016
Coppa UEFA/UEFA Europa League 14 1982-1983 2018-2019

Il Sevilla FC ha una grande tradizione calcistica in Europa. Fu il primo club andaluso a disputare la Coppa dei Campioni, nella stagione 1957-1958. Venne eliminato ai quarti di finale dal Real Madrid.

Il Siviglia disputò anche la scomparsa Coppa delle Coppe. Nelle stagioni 2006, 2007, 2014, 2015 e 2016 vinse la Coppa UEFA, e nella stagione 2006 vinse la Supercoppa Europea.

Il Sevilla FC non ha subito sconfitte per 29 partite consecutive in casa. Ad una sola partita dal record dell'Ipswich Town fu sconfitta il 14 dicembre 2006 all'ultimo minuto dalla formazione olandese dell'AZ Alkmaar.

Occupa la testa della classifica mondiale per club redatta dall'IFFHS e relativa al luglio 2007[10].

Statistiche nelle competizioni UEFAModifica

Tabella aggiornata alla fine della stagione 2018-2019.

Competizione Partecipazioni G V N P RF RS
UEFA Champions League 6 52 24 12 16 86 63
Coppa delle Coppe 1 2 1 0 1 2 4
Coppa UEFA/UEFA Europa League 13 133 79 27 27 243 108
Coppa delle Fiere 2 4 1 1 2 4 7
Supercoppa UEFA 5 5 1 0 4 10 13

Statistiche individualiModifica

I nomi in grassetto sono tuttora giocatori del Siviglia. I giocatori con più presenze nelle competizioni europee sono Jesús Navas a quota 78, mentre il miglior marcatore è Frédéric Kanouté con 28 gol[9]. Dati aggiornati all'agosto 2019.

Record di presenzeModifica

Record di retiModifica

Statistiche di squadraModifica

A livello internazionale la miglior vittoria è il 6-0 ottenuto contro il Akhisar Belediyespor nella fase a gruppi della UEFA Europa League 2018-2019, mentre la peggior sconfitta è rappresentata dal 7-1 subito dal Real Madrid nei quarti della Coppa dei Campioni 1957-1958[9].

TifoseriaModifica

Gli ultras del Sevilla sono chiamati Biris e sono situati nel "Gol Norte" o Curva Nord del Ramón Sánchez-Pizjuán. La loro fondazione è avvenuta nel 1975, divenendo così la prima tifoseria organizzata di Spagna, ed il loro nome deriva dal glorioso goleador gambiano Alhaji Momodo Njle, detto Biri Biri, che ha militato nel club tra gli anni '70 e '80. Rappresentano una delle tifoserie più calde del mondo e la loro ideologia è antirazzista, antifascista e indipendentista.

 
Tifosi del Sevilla FC a Eindhoven per la finale di Coppa UEFA.

I tifosi del Sevilla FC accorrono tradizionalmente a festeggiare le proprie vittorie alla Puerta de Jerez. Questo è dovuto alle origini del club quando, all'inizio del XX secolo, si festeggiavano le vittorie in una birreria situata vicino a Puerta Jerez, lì sorse un teatro chiamato Eslava. Oggi il punto di incontro è l'Hotel Alfonso XIII, nel cui bar si riuniscono i giocatori e i dirigenti a celebrare le vittorie del club.

Gemellaggi e rivalitàModifica

I Biris vantano un solido gemellaggio con il "Kolectivo Sur" dello Xerez Club Deportivo, i "Riazor Blues" del Deportivo La Coruña, i "Bukaneros" del Rayo Vallecano, il "Comando ultra 84" del Marsiglia e gli "Inter City Firm" del West Ham.

La rivalità più accesa è quella nei confronti dei "Supporters", ovvero i rivali cittadini del Real Betis Balompié. Il derby di Siviglia è una delle stracittadine più importanti in Spagna, grazie al calore e all'attaccamento alla maglia dei tifosi. I Nervionenses hanno, inoltre, una forte rivalità con il "Frente Atletico" dell'Atlético Madrid, a causa del gemellaggio di questi ultimi con l'altra squadra della capitale andalusa, il "Frente Bokeròn" del Malaga, gli "Ultras Sur" del Real Madrid e gli "Ultras Boys" dello Sporting Gijon. Sono presenti avversità anche nei confronti del Celta Vigo, eterno rivale del Depor, del Granada (rivalità regionale) e del Valencia.

In Italia il club è gemellato con il Modena ed ha buoni rapporti con Milan (dal 2007, quando si disputò la finale di Supercoppa UEFA e tutti i giocatori scesero in campo con il nome di Puerta, scomparso tragicamente pochi giorni prima, sulle maglie) e Napoli.

OrganicoModifica

RosaModifica

Rosa e numerazione aggiornate al 2 settembre 2019.[11]

N. Ruolo Giocatore
1   P Tomáš Vaclík
3   D Sergi Gómez
5   A Lucas Ocampos
6   D Daniel Carriço (vice capitano)
7   A Rony Lopes
8   A Nolito
9   A Moanes Dabour
10   C Éver Banega
11   A Munir
12   D Jules Koundé
13   P Bono
14   A Javier Hernández
15   C Alejandro Pozo
N. Ruolo Giocatore
16   C Jesús Navas (capitano)
17   C Nemanja Gudelj
18   D Sergio Escudero (vice capitano)
19   A Luuk de Jong
20   D Diego Carlos
21   C Óliver Torres
22   C Franco Vázquez
23   D Sergio Reguilón
24   C Joan Jordán
25   C Fernando
30   A Bryan Gil
31   P Javi Díaz

Staff tecnicoModifica

  •   Julen Lopetegui - Allenatore
  •   Pablo Sanz - Vice allenatore
  •   Juan Vicente Peinado - Collaboratore tecnico
  •   José Luis Silva - Allenatore dei portieri
  •   Óscar Caro - Preparatore atletico
  •   José Conde - Preparatore atletico
  •   Juan José del Ojo - Preparatore atletico
  •   Juan Jose Jimenez - Medico 1ª squadra
  •   Carlos Marchena - Responsabile del settore giovanile
  •   Francisco Gallardo - Responsabile del settore giovanile

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

  •   José Castro Carmona - Presidente
  •   Gabriel Ramos Longo - Vice presidente
  •   Monchi - Direttore sportivo
  •   Óscar Cisneros - Direttore generale

Altre sezioni e affiliatiModifica

CalcioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sevilla Atlético Club e Sevilla Fútbol Club (femminile).

Compete nella Primera División Femenina, il campionato femminile spagnolo. Nella stagione 2006-2007 ha raggiunto il quinto posto. Il primo gol della storia del Sevilla FC Femenino lo segnò in un'amichevole Rocío Rios Lozano. Nella stagione 2005-2006 raggiunse il secondo posto nella Primera División Femenina.


Il Sevilla Atlético è un club affiliato al Sevilla Fútbol Club, fondato nel 1958. Il suo obiettivo è quello di formare giocatori giovani per farli debuttare in prima squadra. Nella stagione 2006-2007 ritornò alla sua denominazione originale di Sevilla Atlético, dopo alcuni anni passati con la denominazione di Sevilla FC B. Molti giocatori che hanno vestito la maglia rojiblanca hanno militato nel Sevilla Atletico: Sergio Ramos, Luis Alberto, José Antonio Reyes, Diego Perotti, Alberto Moreno Pérez e Sergio Rico sono la prova dell'ottimo lavoro che svolge il club andaluso con i giovani calciatori.

PallacanestroModifica

Il Sevilla FC ebbe una formazione di pallacanestro che giocò due anni nella prima divisione spagnola. Nella stagione 1963-1964 si classificò ottava, mentre la stagione seguente nona. Attualmente il club è estinto, ma la dirigenza sta lavorando per rifondarla.

NoteModifica

  1. ^ Ufficiale: Siviglia, Marcelino nuovo tecnico, tuttomercatoweb.com, 7 giugno 2011. URL consultato il 15 maggio 2014.
  2. ^ Ufficiale: Manzano nuovo tecnico dell'Atletico Madrid, tuttomercatoweb.com, 8 giugno 2011. URL consultato il 15 maggio 2014.
  3. ^ Supercoppa Europea, Real Madrid-Siviglia 2-0: doppietta di Ronaldo, gazzetta.it, 12 agosto 2014. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  4. ^ Siviglia, clamoroso: Berizzo esonerato (Corriere dello Sport), 22 dicembre 2017.
  5. ^ Siviglia, ufficiale Montella: contratto fino al 2019 (Tuttosport), 28 dicembre 2017.
  6. ^ Il Barcellona fa 30! Siviglia distrutto 5-0, blaugrana alla quarta coppa di Spagna consecutiva (Eurosport), 21 aprile 2018.
  7. ^ Montella, finisce male anche al Siviglia: esonerato a tre giornate dalla fine del campionato (Eurosport), 28 aprile 2018.
  8. ^ Sevilla FC » Storia Allenatore, in calcio.com. URL consultato il 14 febbraio 2019.
  9. ^ a b c (EN) Sevilla FC, in www.uefa.com.
  10. ^ Classifica completa - iffhs.de
  11. ^ sevillafc.es, https://www.sevillafc.es/equipos/primer-equipo.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (ESENFRJAZHAR) Sito ufficiale, su sevillafc.es.  
  • (ES) Inno del Sevilla FC (MP3), su sevillagrande.com. URL consultato il 28 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
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