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La Società meteorologica italiana (SMI) è una onlus italiana che si propone lo studio e la divulgazione della meteorologia, della climatologia e della glaciologia.[1]

In 150 anni di vita la Società è sempre stata indipendente, sostenuta con donazioni private, iscrizioni, le pubblicazione del suo magazine (Nimbus) e grazie all'5xmille (il quale ammonta mediamente a 33.000 euro l'anno devoluti da circa 700 persone)[2]

Indice

StoriaModifica

La società fu fondata nel 1865 da Francesco Denza, padre barnabita presso l'osservatorio meteorologico di Moncalieri. Cofondatore fu il padre scolopio Filippo Cecchi.[3]

Dopo svariati anni di attività SMI ad assunse ruolo di guida nel panorama meteorologico italiano. Ma con la scomparsa del Padre Denza nel dicembre 1894 , la SMI iniziò un lento declino, che la vedrà estinguersi definitivamente con la Seconda Guerra Mondiale (Roma, 1943).[4]

Nel 1993, su ispirazione dei Padre Denza, nacque a Torino, grazie a un gruppo di studiosi ed amatori, la Società Meteorologica Subalpina, Organizzazione non governativa senza fine di lucro per lo sviluppo e la diffusione della conoscenza meteorologica, climatologica e glaciologica delle Alpi occidentali.[4]

Nei primi anni 90 del XX secolo ha assunto la presidenza il meteorologo Luca Mercalli fondando la rivista Nimbus, ideale continuazione dell'antico "Bullettino" di Padre Denza.[5][4]

Al fine di favorire ulteriormente quest'opera di aggregazione, nel Novembre 2000 viene rifondata la Società Meteorologica Italiana, della quale fa parte anche la SMS in qualità di socio fondatore e la rivista Nimbus diventa organo ufficiale della SMI. La SMS continua la sua opera, localmente all'Italia NW in qualità di sezione locale SMI.[4]

Dal 2015, dopo alcuni trasferimenti, ha nuovamente sede presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri (Torino), nel cui annesso Osservatorio venne fondata nel 1865.[3]

Il 1 aprile del 2017 a Torino viene organizzato il primo 'Forum del meteo e del clima' italiano dal Wmo (Organizzazione meteorologica mondiale) e dal Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico)[6].

AttivitàModifica

Pubblica la rivista Nimbus e cura le previsioni meteorologiche per il quotidiano La Stampa.[7][8]

il gruppo accoglie circa 1500 collaboratori[4] e mediamente le sue rilevazioni vengono utilizzate da più di 70.000 persone[2]

Attualmente gestisce:[9]

NoteModifica

  1. ^ NimbusWeb, [http://www.nimbus.it/default.asp Nimbus Web - Il pi� autorevole portale italiano della meteorologia e del clima. Italian weather society official website], su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  2. ^ a b [http://www.nimbus.it/sms/5permille.htm Nimbus Web Attualit�], su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  3. ^ a b NimbusWeb, http://www.nimbus.it/articoli/nascitasmi.htm, su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  4. ^ a b c d e NimbusWeb, [http://www.nimbus.it/sms/smi.htm Nimbus Web - presentazione della Societ� Meteorologica Italiana], su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  5. ^ NimbusWeb, MeteoShop - Risultati ricerca, su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  6. ^ (IT) Antonella Petris, Clima, 'Forum meteo' in Italia: a Torino per la 1ª volta l'evento organizzato da Wmo e Ipcc - Meteo Web, in Meteo Web, 30 marzo 2017. URL consultato il 22 aprile 2017.
  7. ^ NimbusWeb, Nimbus - rivista italiana di meteorologia e clima, su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  8. ^ CSI-Piemonte, Provincia di Torino - Editoria locale, su www.provincia.torino.gov.it. URL consultato il 21 aprile 2017.
  9. ^ Osservatori meteorologici, su www.nimbus.it. URL consultato il 21 aprile 2017.

Collegamenti esterniModifica

Sito ufficiale

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