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Soleminis
comune
(ITSC) Solèminis
Soleminis – Stemma Soleminis – Bandiera
Soleminis – Veduta
Chiesa di San Giacomo Apostolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoRita Pireddu (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate39°20′49.95″N 9°10′52.87″E / 39.347208°N 9.181352°E39.347208; 9.181352Coordinate: 39°20′49.95″N 9°10′52.87″E / 39.347208°N 9.181352°E39.347208; 9.181352
Altitudine200 m s.l.m.
Superficie12,79 km²
Abitanti1 847[1] (30-9-2018)
Densità144,41 ab./km²
Comuni confinantiDolianova, Serdiana, Settimo San Pietro (CA), Sinnai (CA)
Altre informazioni
Cod. postale09040
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111087
Cod. catastaleI797
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) soleminesi
(SC) soleminesus
Patronosan Giacomo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Soleminis
Soleminis
Soleminis – Mappa
Posizione del comune di Soleminis all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Soleminis (Solèminis in sardo) è un comune italiano di 1 847 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna, situato a circa 18 km da Cagliari, lungo la strada statale SS387.

StoriaModifica

Il territorio di Soleminis è abitato sin dall'antichità come dimostrato dalle aree archeologiche di Facc'e 'Idda, Is Calitas e Cuccuru Cresia Arta. Il paese viene citato per la prima volta nell'XI secolo; in epoca giudicale Soleminis faceva parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria del Parteolla. A seguito della scomparsa di quest'ultimo nel 1258, passo prima al giudicato di Arborea e poi al comune di Pisa.

Dopo la conquista aragonese della Sardegna venne dato in feudo a diversi feudatari iberici ma nel XV secolo era ormai disabitato. Nel 1637 il territorio dove sorgeva venne acquistato per trentamila lire da Francesco Vico, che ebbe il titolo di marchese di Soleminis, e che lo cedette a suo nipote il quale avviò l'opera di ripopolamento del villaggio. La ripresa demografica non durò a lungo a causa dell'epidemia di peste che colpì l'isola nel 1652. Solo alcuni anni dopo, grazie alla concessione di franchigie, il centro attirò nuovi coloni che lo rivitalizzarono [2]. Il marchesato passò per successione nel 1812 agli Amat di San Filippo, ai quali il paese fu riscattato nel 1839 con l'abolizione del sistema feudale, per diventare un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Parrocchia di San Giacomo
  • Chiesa di Sant'Isidoro

Architetture civiliModifica

  • Casa Corda/Spada

Siti archeologiciModifica

  • Su Cuccuru de Sa Cresia Arta
  • Is Calitas
  • Facc'e 'Idda

Aree naturaliModifica

Di rilievo il parco regionale di Mont' Arrubiu, area protetta gestita dalla Regione Sardegna.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

Lingue e dialettiModifica

La lingua ufficiale è l'Italiano. La variante del sardo parlata a Soleminis è il campidanese occidentale.

Tradizioni e folcloreModifica

Tra le manifestazioni più significative ci sono:

  • Festa del patrono
  • Festa di Sant'Isidoro e sagra delle fave

EconomiaModifica

La sua economia prevalentemente agropastorale, è arricchita da allevamenti avicoli, e la coltura principale è la vite, seguita dall'ulivo.

Sono note le cantine Pili che producono vino di alta qualità.

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

Il comune è servito dalla fermata di Soleminis, posta alla periferia sud-occidentale dell'abitato lungo la ferrovia Cagliari-Isili. Lo scalo è collegato dai treni dell'ARST, aventi capolinea a Monserrato ed Isili.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2018.
  2. ^ Comunas, Storia di Soleminis
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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