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Soletta (Svizzera)

comune svizzero
Soletta
città
(DE) Solothurn
Soletta – Stemma
Soletta – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneWappen Solothurn matt.svg Soletta
DistrettoSoletta
Amministrazione
Lingue ufficialiTedesco
Territorio
Coordinate47°12′29″N 7°32′15″E / 47.208056°N 7.5375°E47.208056; 7.5375 (Soletta)Coordinate: 47°12′29″N 7°32′15″E / 47.208056°N 7.5375°E47.208056; 7.5375 (Soletta)
Altitudine435 e 432 m s.l.m.
Superficie6,29 km²
Abitanti16 721 (2015)
Densità2 658,35 ab./km²
Comuni confinantiBellach, Biberist, Feldbrunnen-Sankt Niklaus, Langendorf, Rüttenen, Zuchwil
Altre informazioni
Cod. postale4500
Prefisso032
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS2601
TargaSO
Nome abitantiSolettesi
(DE) Solothurner
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Soletta
Soletta
Soletta – Mappa
Sito istituzionale

Soletta (in tedesco: Solothurn; in francese: Soleure; in romancio: Soloturn[1]) è un comune svizzero di 16 721 abitanti del Canton Soletta, nel distretto di Soletta. Ha lo status di città ed è capitale del cantone e capoluogo del distretto, nel quale è l'unico comune.

Geografia fisicaModifica

Si trova sul versante meridionale del Massiccio del Giura ed è attraversata dal fiume Aar[1].

StoriaModifica

In epoca romana era chiamata Salodurum[1]. È anche conosciuta come Ambassadorenstadt, cioè città degli ambasciatori[2], poiché dal 1530 al 1792 è stata la sede degli ambasciatori di Francia nella Confederazione Svizzera[1][3]. Il centro storico, dal 1972 parzialmente chiuso al traffico motorizzato[1], è stato costruito principalmente tra il 1530 e il 1792[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

CulturaModifica

Le Giornate di Soletta sono il festival cinematografico più importante per il cinema svizzero[1].

Infrastrutture e trasportiModifica

I collegamenti ferroviari nazionali sono assicurati dalla stazione principale di Soletta, mentre la Westbahnhof (stazione ovest) serve solo il traffico regionale. Oltre alle Ferrovie Federali Svizzere (Ferrovie Federali Svizzere) che garantiscono il traffico nazionale, Soletta è servita dalla BLS, società ferroviaria svizzera creata nel 2006 per i collegamenti con l'Emmental e Moutier nel Giura bernese, e dalla Regionalverkehr Bern-Solothurn per i collegamenti con Berna tramite una linea della S-Bahn Bern a scartamento ridotto (1 000 mm). Un'altra linea a scartamento ridotto è gestita dalla Aare Seeland mobil (ASm) tra Soletta e Niederbipp-Langenthal.

Le prime vicinanze della città si possono raggiungere con i bus della società Busbetrieb Solothurn und Umgebung (BSU).

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Hans Braun, Pierre Harb, Peter Michael Keller, Erich Meyer, Erich Weber, Soletta, in Dizionario storico della Svizzera, 14 ottobre 2013. URL consultato il 31 luglio 2017.
  2. ^ Soletta, in La Svizzera a piedi. URL consultato il 23 settembre 2019.
  3. ^ (DE) André Holenstein, Solothurn - Ambassadorenstadt und diplomatisches Zentrum der alten Eidgenossenschaft, in Jahrbuch für solothurnische Geschichte, vol. 89, da pag. 173 a pag. 180. URL consultato il 20 settembre 2019.
  4. ^ Città vecchia di Soletta, in La Guida Verde. URL consultato il 20 settembre 2019.
    (FR) Stadtplan Solothurn, https://www.solothurn-city.ch/download/solothurn/Stadtplan_F_Solothurn.pdf. URL consultato il 20 settembre 2019.
  5. ^ La torre dell'orologio di Soletta, in La Svizzera a piedi. URL consultato il 20 settembre 2019.
  6. ^ Solothurn, su Enciclopedia Treccani. URL consultato il 20 settembre 2019.
  7. ^ (DE) Museum Altes Zeughaus, Solothurn, su Solothurn City. URL consultato il 23 settembre 2019.
  8. ^ (DE) Landhaus Solothurn, su Solothurn Services, 2019. URL consultato il 23 settembre 2019.
    (DE) Der Grosse Saal: Das Highlight im Landhaus Solothurn, su Palais Besenval, 2017. URL consultato il 23 settembre 2019.
  9. ^ (DE) 25 Jahre Partnerschaft: Solothurner Delegation besucht Krakau, in Solothurner Zeitung, 13 luglio 2015. URL consultato il 20 settembre 2019.
    (DE) Solothurn-Krakau: Eine junge Freundschaft ist erwachsen geworden, in Solothurner Zeitung, 18 settembre 2015. URL consultato il 20 settembre 2019.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN145418991 · ISNI (EN0000 0001 1017 4328 · LCCN (ENn80145218 · GND (DE4055458-2 · WorldCat Identities (ENn80-145218
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