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Sorelle Materassi (film)

film del 1945 diretto da Ferdinando Maria Poggioli
Sorelle Materassi
Sorellematerassi.jpg
Irma ed Emma Gramatica, Clara Calamai, Massimo Serato e Dina Romano
Paese di produzioneItalia
Anno1944
Durata72 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaFerdinando Maria Poggioli
SoggettoBernard Zimmer dal romanzo omonimo di Aldo Palazzeschi
SceneggiaturaBernard Zimmer
ProduttoreSandro Ghenzi
Casa di produzioneCines, Universalcine
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaArturo Gallea
MontaggioFerdinando Maria Poggioli
MusicheEnzo Masetti
ScenografiaGastone Simonetti
CostumiGino Carlo Sensani
TruccoEnrico Ascoli
Interpreti e personaggi

Sorelle Materassi è un film diretto dal regista Ferdinando Maria Poggioli basato sul romanzo omonimo di Aldo Palazzeschi.

Il film girato a Cinecittà, visto censura del 26 ottobre 1943 n. 32029, uscì in prima visione pubblica, a guerra non ancora finita, nelle sale di Roma solo il 19 dicembre del 1944. Il film ebbe una distribuzione molto approssimativa, dovuta al tempo di Guerra e alle vicissitudini italiane, dopo l'8 settembre. Tra l'altro fu terminato da Poggioli dopo la liberazione. Il successo del film arriverà nel 1945.

TramaModifica

Firenze - Teresa e Carolina sono due sorelle zitelle con le mani d'oro. Sono sarte e ricamatrici, tanto famose da essere addirittura invitate a Roma dal Papa. Nella casa sono con loro la fidata domestica Niobe e la cinica terza sorella Giselda, l'unica sposata ma ormai abbandonata dal marito.

La tranquillità della casa viene scombussolata dall'arrivo del nipote Remo, bello e scansafatiche. Ma l'elegantone nipote conduce una vita dispendiosa, frequenta ristoranti famosi ed è attorniato da donne, giovani e non più, attratte dal suo fascino. Egli, per condurre la sua vita dissoluta, si fa anche prestare forti somme di denaro, che qualcuno dovrà prima o poi pur pagare. Le zie subiscono il suo fascino malandrino e saldano i suoi debiti, riducendosi addirittura, non senza avvilimento, a firmare cambiali.

La lavorante Laurina rimane incinta di Remo, ma un marito di rincalzo viene prontamente trovato, perché la modesta giovane non viene ritenuta dalle zie "adatta" al bel nipote.

Nel frattempo Remo si è trovato un lavoro presso una prestigiosa concessionaria di auto di lusso, dove, con il suo charme, riesce facilmente a vendere auto a benestanti signore. Appare quindi in scena la bella ereditiera e viziatissima Peggy che, arrivata in vacanza dall'Argentina e affascinata dal seducente giovane, acquista una costosa limousine, pretendendo però che egli la porti con l'auto appena comprata a casa sua. Remo è contrariato e irritato da queste pretese, non volendo acconsentire a fare lo chauffeur alla capricciosa giovane, ma il padrone della concessionaria, temendo di perdere una importante vendita, lo obbliga ad acconsentire alle richieste di Peggy. Nel viaggio la ragazza, ormai innamoratasi di Remo, riesce con uno stratagemma a passare la notte in un albergo con lui. Remo, subendone infine il fascino, acconsente alla sua proposta di matrimonio.

La notizia viene accolta con sconforto e avvilimento in casa Materassi, dove ormai tutte e tre le zie - anche la riluttante Giselda - e la domestica sono segretamente innamorate del giovane.

Scena madre del film è il momento in cui le due zie zitelle accompagnano il nipote in chiesa vestite anch'esse con l'abito bianco tra due ali di folla ilare.

Tra pianti e strepitii, i novelli sposi partono per l'America e la tristezza ripiomba nella casa, dove le zie riprendono la monotonia della loro vita con il vecchio lavoro.

La criticaModifica

  • Fabrizio Sarazani dalle pagine de Il Tempo del 19 gennaio 1945 «Il superiore valore del libro nel film non lo ritroviamo se non in una vaga apparenza. Il peggior difetto del film consiste in una dimenticanza, il paesaggio non si vede o lo si vede appena.»

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Collegamenti esterniModifica

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