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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo torrente, vedi Soverato (torrente).
Soverato
comune
Soverato – Stemma Soverato – Bandiera
Soverato – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
SindacoAlecci Ernesto (Centro-Sinistra) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate38°41′N 16°33′E / 38.683333°N 16.55°E38.683333; 16.55 (Soverato)Coordinate: 38°41′N 16°33′E / 38.683333°N 16.55°E38.683333; 16.55 (Soverato)
Altitudinem s.l.m.
Superficie7,79 km²
Abitanti9 061[1] (30-9-2018)
Densità1 163,16 ab./km²
FrazioniTurrati, Panoramica
Comuni confinantiMontepaone, Petrizzi, Satriano
Altre informazioni
Cod. postale88068
Prefisso0967
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT079137
Cod. catastaleI872
TargaCZ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantisoveratesi ("Suvaratàni" in calabrese)
PatronoMadonna Addolorata
Giorno festivo15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Soverato
Soverato
Soverato – Mappa
Posizione del comune di Soverato all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale
Lungomare di Soverato

Soverato (Suvaràtu in calabrese[2]) è un comune italiano di 9.061 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.

Terzo comune più popolato della provincia, dopo il capoluogo e Lamezia Terme, è situato nella parte sud del golfo di Squillace, distante circa 30 km dal capoluogo di regione. Nel 2015 Soverato si è aggiudicata la Bandiera Verde per le spiagge 'a misura di bambino' assegnata dai Pediatri Italiani[3], confermando il riconoscimento anche nel 2016[4] , 2017[5] , 2018[6] e 2019[7] . Nel 2017,[8] 2018[9] e nel 2019[10] la Città ionica si è aggiudicata la Bandiera Blu, l'autorevole riconoscimento europeo assegnato dalla FEE.[11]

Indice

Geografia fisicaModifica

 
L'area archeologica di Soverato Vecchia

Soverato, incastonata come una perla, nel Golfo di Squillace sorge su una pendice collinare tra le valli dell'antico Caecinus, odierno Ancinale, e quelle del torrente Beltrame.

Soverato è variamente distribuita nel territorio, è possibile distinguere tre zone contingenti, la prima sulla costa, la seconda, poco distante e leggermente distaccata dalla prima, in bassa collina e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato (Soverato Vecchia). La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina. L'area collinare abitata di Soverato prende il nome di Soverato Superiore.

StoriaModifica

[12][13]

Periodo siculoModifica

Grazie al ritrovamento di piccole grotticelle tra le località San Nicola e Spina Santa, riconosciute come grotte funerarie del periodo Siculo, si può dire che Soverato ha avuto origine molto antica.

Periodo greco-romanoModifica

Con l'arrivo dei coloni Greci sulla costa ionica, Soverato passò sotto il dominio di Skylletion, e secondo la tradizione locale il centro abitato che si andò a formare prese il nome di Poliporto. Nel XX secolo è stato rinvenuto un tesoretto di monete greche di diverse città – Corinto, Crotone, Elea, Eraclea, Locri, Metaponto, Siracusa, Taranto– risalenti al IV-III secolo a.C., esposte oggi nel museo del parco archeologico di Scolacium.[14] Nel periodo romano, sembra che nella marina di Soverato ci fosse un porto, ma non tutti gli studiosi sono concordi su questo punto. Comunque, sulla spiaggia in località San Nicola, sono stati ritrovati resti di basamenti di magazzini (horrea), in seguito trasformati in cave per macine,[15] che vengono alla luce in occasione di mareggiate. Nello stesso posto, poi, furono rinvenuti i resti di un grosso dolium (recipiente in cui gli antichi conservavano il vino, il grano, o altri prodotti di uso quotidiano) e di alcune monete romane. Secondo leggende locali, durante le Guerre Puniche tra Soverato e Montepaone ebbe luogo una battaglia tra gli eserciti di Annibale e Claudio Marcello.

Suberatum bizantina e dominio normannoModifica

La nascita dell'antica "Suberatum" sul colle vicino l'attuale Soverato Superiore, risale forse al X secolo, quando i saraceni fondarono emirati lungo le coste calabresi (nel 904 presero l'avamposto bizantino di Squillace e fondarono l'omonimo emiro)[16] e quindi il popolo necessitava di un luogo protetto lontano dalla costa per sopravvivere alle costanti incursioni (inoltre cronache calabresi riportano che l'imperatore Niceforo II Foca avesse emanato un decreto il quale stabiliva l'obbligo di trasferimento dei centri costieri in zone interne più sicure, al fine di contrastare le incursioni). Un antico manoscritto del 1096 segnala la presenza di un mulino "...In territorio Suberati"[17]. È probabile che il nuovo villaggio sia stato fondato sulle rovine di un antico castrum romano (o bizantino?), secondo il racconto di un manoscritto tratto dall'Archivio Marincola e datato 1570: "Sito de detta terra sta posta e edificata sopra uno monte a fronte lo levante e circundata tutta de fabrica è torre à torno dentro la qual terra vè la sua chiesa maggiore intitolata santa Maria della Sanità, da ponente detta terra e circundata dal fiume nominato Vetrano [Beltrame] dentro la qual terra nel prio eminente loco cioè il sito dove era primo il castello nello quale se vedano molti fabrichi Antique et difatte dette fabrice son della corte de sua Jurisditione..."[18].

In seguito alle Guerre Bizantino-Normanne, la Calabria passò sotto il dominio della casata Altavilla . Soverato probabilmente divenne normanna dopo la definitiva caduta di Squillace nel 1059 e appartenne forse al neocostituito feudo, assegnato prima a Guglielmo e poi al Gran Conte Ruggero: il feudo di Squillace era infatti l'unica "Universitas" della zona, cioè un Comune con personalità giuridica e autonomia amministrativa, mentre gli altri centri erano casali; tra questi, anche Petrizzi e Argusto appartenevano alla sua giurisdizione.[19]

Periodo svevoModifica

Durante questo dominio, iniziato verso il 1194, si hanno notizie più dettagliate sui vari feudatari di Soverato; a Ferdinando Passalacqua, nel 1213, Federico II concesse il feudo di Soverato e gli diede l'investitura da cavaliere[20]. Ferdinando fu capostipite di una famiglia che regnò fino all'avvento degli Angioini (1266).

In un documento di età angioina il quale attesta la cessione di Soverato alla famiglia Passalacqua, il paese viene riportato come oppidum, ovvero come insediamento cittadino fortificato.[20]

Periodo angioinoModifica

Nel 1271 Soverato passò per accordi con il re Carlo I dalla famiglia Passalacqua a Giovanni De Montfort-Castres e al fratello Simone, feudatario anche del feudo di Satriano e della Contea di Squillace[21]; negli anni a seguire si verificò un vorticoso avvicendarsi di vari feudatari, legati ora agli Angioini ora agli Aragonesi. Verso la fine del XIII secolo, ai De Montfort-Castres subentrò Giacomo II Castrocucco su concessione di Re Carlo II[22]; dopo un breve periodo sotto l'egida della Baronia di Mileto (famiglia Sanseverino), nel 1317 il paese passo a Tommaso Marzano, I conte di Squillace, e ai suoi successori; nel 1436 Antonio Marzano lo concesse a Guglielmo dei Passalacqua[22], famiglia che dopo oltre due secoli ne riotteneva il possesso.

Periodo aragoneseModifica

Il 1443 segnò l'avvento del dominio Aragonese; durante il regno di Alfonso I, Guglielmo perse il feudo, forse per ribellione o per altri intrighi di corte, e il re lo concesse a un certo Valentino Claver[22]. In seguito, per alcuni anni Soverato, come molti centri calabresi, fu Comune demaniale. Nel 1483 passò a Federico d'Aragona. A partire da questa data si hanno notizie abbastanza precise circa l'ampiezza della popolazione, numerata per fuochi, ovvero per nuclei familiari.

Soverato alla Famiglia Borgia (XV-XVI Sec.)Modifica

Nel 1494 Soverato fu donata in dote dal padre Alfonso II, nuovo re di Napoli, alla figlia Sancia d'Aragona, andata in sposa a Goffredo Borgia, figlio di Papa Alessandro VI; a quel tempo il paese faceva parte del Principato di Squillace. I Borgia lo mantennero per quasi un secolo.

Attorno al 1490 padre Francesco Marini da Zumpano fondò il monastero della Pietà (oggi territorio di Petrizzi), che divenne centro della riforma Agostiniana propugnata dallo stesso Marini. A lui si deve anche la presenza della Deposizione marmorea, detta Pietà, scolpita a Palermo nel 1521 da Antonello Gagini, oggi conservata nella chiesa matrice della città.

XVI secolo e le incursioni turcheModifica

Intorno alla seconda metà del 1500, per porre rimedio alle frequenti incursioni saracene, Carlo V, re di Napoli, ordinò la costruzione di torre costiere a protezione dei centri abitati; tre di queste erano situate nel territorio di Soverato: la Finibus Terrae a Montauro; la Santa Maria di Poliporto, più nota come torre di Galilea o torre di Carlo V, sullo sperone di Spina Santa (l'attuale Panoramica di Soverato); la torre Ravaschiera, nel territorio di Satriano. Durante questo secolo Soverato era arrivata alla sua massima espansione territoriale: il territorio infatti si estendeva dalla foce del fiume Vetrano (Beltrame) a quella del fiume Ancinale, e comprendeva anche l'entroterra, fino a Gagliato, Argusto, Petrizzi, Montepaone e Olivadi, per poi riscendere lungo l'Ancinale passando per il bivio di Turrati. Inoltre in poco più di un secolo, dal 1447 al 1561, il borgo aveva segnato un costante incremento della popolazione: dai 425 abitanti del 1447, il paese ne registrò 450 nel 1545 e 575 nel 1561. Ebbe fama il dotto predicatore fra' Giacomo da Soverato, monaco cappuccino, che fu padre provinciale e "diffinitore generale" dell'Ordine. Morì a Napoli nel 1594.[23]

1594: Il saccheggio di Bascià CicalaModifica

Il 10 settembre 1594 Scipione Cicala, pirata Turco di origini Siciliane, arrivò con novanta galere, risalì il fiume fin sotto le mura del paese e lo attacco spietatamente bruciando case, uccidendo abitanti e depredando beni. Durante il trasporto dei beni sulle navi una grossa campana d'oro, probabilmente della chiesa matrice del paese, cadde nel fiume e non fu mai ritrovata.

Dal 1600 al 1783Modifica

Dopo oltre un secolo di possesso ininterrotto, i Borgia cedettero il feudo di Soverato; così, dai primi del 1600 e per circa un trentennio il paese passò nelle mani di vari feudatari. Nel 1607 Soverato appartenne agli Scoglio, un'agiata famiglia di mercanti che risiedevano a Catanzaro; nel 1610 per la prima volta il feudo passò ai Marincola, di origine Aragonese, che nel 1625 lo cedettero ai Loffredo; nel 1629 il paese fu dato alla famiglia Falco; i Marincola lo riacquistarono nel 1634, e lo mantennero fino al XIX secolo.

Questo periodo fu segnato da una serie di forti terremoti, tra i quali quelli del 1627 e dell'28 marzo e 8 giugno 1638, e soprattutto quello del 1659, che misero a dura prova la sopravvivenza del piccolo villaggio provocando una diminuzione costante del numero di abitanti: 510 nel 1635, 315 nel 1648, 195 nel 1669 e appena 110 nel 1679, che rappresenta il minimo storico nella vita di Soverato. Tuttavia, il villaggio ebbe una pronta ripresa demografica, e in poco più di un decennio, dal 1679 al 1691, raggiunse le 300 unità che mantenne fino al 1783.

È giunta a noi anche una piccola descrizione dell'antica Suberatum data 1691 di Giovanni Fiore da Cropani, frate Cappuccino: "Io lo credei d'antica origine, perché così me ne porgono la conghiettura, la positura del sito e la qualità delle mura. E se ne volessimo prestar credenza ad uno scritto à penna, egli è il sopravanzo d'un'antichissima Città, già posta sul lido, e poi rovinata da' Barbari ne' secoli della grazia. E vie più n'è la credenza, dalli molti Villaggi, i quali racchiudeva in quei tempi sotto al suo dominio."[24]

Il terremoto del 1783Modifica

Il 28 marzo del 1783 un violento terremoto scosse l'intera Calabria, sin dalla notte violente scosse che a volte durarono anche più di due minuti[25] rasero al suolo interi paesi, tra cui Soverato. Un documento dell'epoca riporta: "Case distrutte 25 - Danneggiate le mura, il palazzo baronale e la torre"[26]. Un altro manoscritto attesta che erano..: "... anco offese le mura della Terra, e con essa la Torre della medesima, il palazzo baronale intraperto"[26]; inoltre andarono persi molti manoscritti preziosi.[18]

I danni furono stimati in Ducati altissimi perciò agli abitanti di Soverato convenne rifondare nuovamente il paese piuttosto che recuperare la somma per ricostruire le case distrutte dal terremoto. Il nuovo centro venne fondato su una vicina collina chiamata Arizzone[27] e prese il nome di Soverato Nuovo[28]. Nonostante i gravissimi danni materiali, Suberatum subì solo una perdita umana su 303 abitanti.[25]

Dal terremoto fino a oggiModifica

Finita la costruzione del nuovo paese Soverato continuò ad espandersi ritornando anche sulla costa dove già nel XVIII secolo esisteva una piccola comunità di pescatori. Quest'area abitata dai pescatori, l'attuale Soverato Marina, risultava nei libri parrocchiali già dal '600 come Santa Maria di Poliporto o "Paleporto".[29]Nell'Atlante geografico del Regno di Napoli delineato per ordine di Ferdinando IV re delle Due Sicilie & C. & C. da Gio. Antonio Rizzi-Zannoni geografo di Sua Maestà e terminato nel 1808, vengono riportate le località di Soverato diruto (l'attuale Soverato Antica) e Soverato Nuovo ; inoltre è presente una zona con iscrizione S.M., probabilmente riferendosi all'attuale Soverato Marina col nome di Santa Maria. Sempre nello stesso atlante è presente un certo Fortino di Paliporto, riferibile probabilmente alla Torre costiera di Carlo V o forse al castello oggi scomparso.[28]

Fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità ad opera dei francesi la città fu sotto l'amministrazione dei duchi di Petrizzi.

Lo sviluppo di Soverato avvenne dal 1875 in poi quando venne costruita la ferrovia della linea Taranto-Reggio Calabria e gli amministratori dell'epoca decisero di trasferire, nel 1881, la sede municipale da Soverato (Superiore) alla Marina.

Durante il primo decennio del '900 fu di passaggio dalla città il salesiano Michele Rua, primo successore di Don Bosco, che era in cerca di una terra per poter edificare una nuova opera Salesiana. Grazie alla baronessa Scoppa, la quale donò una delle sue terre, venne posta la prima pietra per la nuova opera Salesiana che vedrà la luce nel 1908, prima come Chiesa e in seguito come Istituto scolastico con indirizzo classico, diventando il più grande istituto Salesiano del Sud Italia per anni.[30]

Durante la Seconda Guerra Mondiale in località Santicelli sorse un avamposto tedesco con cannoni di contraerea, a causa di quest'ultimi la città venne bombardata diverse volte.

Nel 1947, già piegata dal dopoguerra, fu scossa da un violento terremoto (con epicentro a Satriano) che rase quasi al suolo i paesi limitrofi, ma arreco non ingenti danni alla cittadina che riuscì a superare in poco tempo.[31]

Fino a metà del XX secolo Soverato vide lo sviluppo di varie attività commerciali e piccole industrie nonché la nascita di campeggi e hotel, e quindi un incremento turistico, che le valse il nome di "Perla dello Ionio"

È stata dichiarata città dal presidente della Repubblica Giovanni Leone nel 1974.

La notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000, una disastrosa alluvione[32] colpì la parte nord di Soverato, facendo straripare il torrente Beltrame, distruggendo il Camping "Le Giare" e provocando 12 morti e 1 disperso.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[33]»
— 9 ottobre 1974

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture militariModifica

  • La leggendaria torre di Carlo V o Turrazzo, è una torre di avvistamento eretta tra la fine del secolo XVI e i primi del seguente, per la difesa del Regno contro le invasioni dei Turchi. Si erge solitaria affacciata sul Mar Jonio, su di uno sperone a nord di Soverato, seppure ormai assediata da agglomerati urbani. È probabilmente una delle 339 Torri costiere del Regno di Napoli edificate lungo le coste del Mezzogiorno; oggi parecchie scomparse, altre semi-distrutte. Inoltre è di importanza storica poiché è una delle pochissime torri quadrate e non ovali rimaste intatte.

Architetture religioseModifica

Siti ArcheologiciModifica

  • Il sito archeologico di "Soverato Vecchia": il vecchio centro cittadino distrutto dal terremoto del 1783.
  • Zona archeologica di Poliporto: rovine di magazzini di epoca romana in località "San Nicola".
  • Le tombe Sicule.

AltroModifica

  • Monumento ai caduti di I e II Guerra Mondiale, in Soverato Superiore
  • Monumento ai caduti della Folgore, via Trento e Trieste nella Marina

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[38]

 

Tradizioni e folcloreModifica

  • Il Carnevale di Soverato.
  • Riti legati alla settimana santa, in particolare la presa di Cristo all'orto,a Cumprunta a Soverato Superiore e il Martedì di Galilea.
  • Fiera della Galilea, storica fiera - lunedì e martedì dopo Pasqua.
  • Fiera di S. Anna, alla fine del mese di luglio.
  • Festa di Maria SS di Porto Salvo, protettrice dei marinai soveratesi - 2ª domenica di agosto.
  • Festa patronale Maria SS Addolorata a Soverato Superiore - 3ª domenica di settembre.

EconomiaModifica

Soverato è il comune più ricco della Calabria (2019), con un reddito imponibile pro capite di 20 108 euro che lo pone davanti a Rende (19 577), Catanzaro (19 261) e Cosenza (19 187).[39]

Il turismo rappresenta la principale fonte economica per Soverato. Durante il periodo estivo, la popolazione aumenta notevolmente, si registra la presenza di un elevato numero di turisti concentrati soprattutto nel mese di agosto, per frequentare il lungomare, intriso di strutture turistiche.

A Soverato la nautica ha un importante indotto e tradizione socio economica. Sede anche di diversi depositi nautici, principalmente per piccole imbarcazioni da diporto, nonché di un importante Cantiere Nautico italiano in crescita ed espansione nonostante la crisi del settore: la Ranieri International. Sono presenti inoltre diverse scuole secondarie superiori, frequentate da molti studenti del comprensorio, che si spostano durante l'anno nella cittadina jonica per completare gli studi dopo il conseguimento della licenza media. Soverato è famosa inoltre per la pesca dei giovani esemplari di tonno alletterato dalla spiaggia, insidiabili con potenti canne da surf casting, galleggiante piombato ed esca artificiale oppure mediante la tecnica dello spinning, praticato con metal jig, rotanti o piccoli minnow.

Dal 2009, con decreto regionale, è stato istituito il Parco Marino "baia di Soverato", habitat naturale del cavalluccio marino.[40]

Soverato è dotata di un moderno teatro comunale, di un acquario mediterraneo adesso non più in funzione e di un giardino botanico.

CuriositàModifica

  • Si racconta di una la leggenda, quella della campana d'oro: in occasione dell'incursione turca del 1594, i turchi rubarono una campana d'oro, poi caduta nel letto del Beltrame mentre cercavano di trasportarla sulla nave. La leggenda narra che, ogni notte di Natale, si odono i rintocchi di questa campana in quella zona.[41]
  • il documento più antico raffigurante l'attuale simbolo della città è il Catasto Onciario di Soverato del 1761, dove il simbolo del sughero è sovrastato da una corona ducale poiché allora feudo dei Duchi Marincola di Petrizzi.

Infrastrutture e trasportiModifica

La località è servita dall'omonima stazione ferroviaria, inaugurata nel 1875, posta sulla linea Metaponto-Reggio di Calabria. L'unico collegamento ferroviario extra-regionale è rappresentato dall'InterCity 562/559 che collega Reggio Calabria con Taranto.

Dispone anche di una stazione Autobus con linee regionali, nazionali e internazionali.

SportModifica

  • Le squadre di calcio di Soverato sono: l'A.S.D. Soverato Virtus 2001, fondata nel 2001 e l'A.S.D. US Soverato, militante nel campionato di Seconda Categoria e la ASDSC Soverato Davoli nata nel 2015 dalla fusione tra le squadre delle due città di Soverato e Davoli.
  • Per il Calcio a 5 ha sede nel Comune l'A.S.D. Club Quadrifoglio Soverato Calcio a 5, fondata nel 1997 e militante nel Campionato di D. Inoltre
  • ha sede nel Comune l'A.S.D. Futura Energia Soverato Calcio a 5, fondata il 31 ottobre 2014.
  • Nella pallacanestro è presente la società Nuovo Basket Soverato, che milita in serie C Silver
  • Ha sede nella località la Volley Soverato, società pallavolistica femminile che milita nel campionato di Serie A2.

Note e BibliografiaModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 633.
  3. ^ Salute: 100 spiagge a misura di bambino, ecco le bandiere verdi dei pediatri, su www.adnkronos.com. URL consultato l'11 maggio 2017.
  4. ^ Da Forte dei Marmi a Gallipoli, ecco le (134) spiagge a misura di bambino, su www.adnkronos.com. URL consultato l'11 maggio 2017.
  5. ^ Bandiere verdi 2017, ecco le 134 spiagge promosse dai pediatri, su www.adnkronos.com. URL consultato l'11 maggio 2017.
  6. ^ Ecco le Bandiere verdi 2018, su Adnkronos. URL consultato il 24 aprile 2019.
  7. ^ A 142 spiagge la 'Bandiera verde' dei pediatri 2019, su Adnkronos. URL consultato il 24 aprile 2019.
  8. ^ Programma Bandiera Blu, su www.bandierablu.org. URL consultato il 24 aprile 2019.
  9. ^ Programma Bandiera Blu, su www.bandierablu.org. URL consultato il 24 aprile 2019.
  10. ^ Bandiere Blu 2019, la mappa delle spiagge premiate, su Repubblica.it, 30 aprile 2019. URL consultato il 3 maggio 2019.
  11. ^ Bandiere Blu 2017: tutti i lidi promossi, su repubblica.it. URL consultato l'11-05-2017.
  12. ^ Soverato: Origini e Storia, su soveratoweb.it.
  13. ^ Repice Lentini M., Soverato Vecchia: La riconquista di una terra conosciuta, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria, 2006.
  14. ^ Il Tesoretto di Soverato, su amicidellacalabria.blogspot.com. URL consultato l'8 dicembre 2018.
  15. ^ Poliporto, su www.gruppoarcheologicopaoloorsi.it. URL consultato il 18 marzo 2019.
  16. ^ Vincenzo Vavalà ha detto, Storia di Squillace, su Squillace. URL consultato l'8 dicembre 2018.
  17. ^ Tromby B., 2° App. XI, 75, Ms. IV, 457, Archivio Certosa di Serra San Bruno.
  18. ^ a b Archivio Marincola; Caminiti D., Soverato nei secoli, Catanzaro, 1982
  19. ^ Nisticò U., Suberatum, Davoli, 1998.
  20. ^ a b Famiglia Passalacqua, su www.nobili-napoletani.it. URL consultato il 19 febbraio 2019.
  21. ^ MONTFORT, Giovanni di in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  22. ^ a b c G. Fiore, La Calabria illustrata.
  23. ^ Nisticò Ulderico, Fra Giacomo da Soverato, su soveratoweb.it.
  24. ^ Fiore G., Calabria Illustrata, a cura di Ulderico Nisticò, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1999, Tomo I, pag.394
  25. ^ a b Vivenzio G., Istoria dè tremuoti avvenuti nella Provincia di Calabria Ulteriore, Napoli, 1788.
  26. ^ a b Repice Lentini M., Soverato Vecchia: La riconquista di una terra conosciuta, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria, 2006, p. 24, ISBN 88-7574-091-7.
  27. ^ G. Vivenzio, Historia e Teoria dei Tremuoti, Napoli, 1784.
  28. ^ a b Biblioteca Universitaria di Napoli, Atlante geografico. Indice dei toponimi. Foglio XXX, su www.bibliotecauniversitarianapoli.beniculturali.it, 27 aprile 2017. URL consultato il 9 febbraio 2019.
  29. ^ Pascolo G., Antiche e Pregevoli Opere d'Arte a Soverato, Davoli, SUDGRAFICA, 1985, p. 21.
  30. ^ Storia Istituto Salesiano "S.Antonio di Padova", su salesianisoverato.it.
  31. ^ Terremoto del 1947, su galluccifausto.it.
  32. ^ 2000-Alluvione a Soverato, su vigilfuoco.it.
  33. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it.
  34. ^ Pietà di Antonello Gagini, su panoramio.com.
  35. ^ Pisani D., La Pietà di Antonello Gagini, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1995
  36. ^ Pisani D., Frammenti d'arte nel centenario istituto dei salesiani di Soverato, in Esperide Cultura artistica in Calabria, 5/6, 2010, pag. 169
  37. ^ Pisani D., Frammenti d'arte nel centenario istituto dei salesiani di Soverato, in Esperide Cultura artistica in Calabria, 5/6, 2010, pag. 173
  38. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  39. ^ Il comune più povero d’Italia? Non è in Calabria ma in Piemonte, https://lacnews24.it/, 29 marzo 2019. URL consultato il 26 aprile 2019.
  40. ^ ente parco marino regionale - SOVERATO WEB (PDF), http://www.soveratoweb.it. URL consultato il 26 aprile 2019.
  41. ^ Repice Lentini M., Soverato Vecchia: La riconquista di una terra conosciuta, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria, 2006, p. 182.

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