Differenze tra le versioni di "Epigravettiano"

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smistamento lavoro sporco e fix vari
m (smistamento lavoro sporco e fix vari)
 
* Il frazionamento dell'abitato umano, che mise in crisi la rete di rapporti tra i gruppi di cacciatori instauratasi con l'[[aurignaziano]] e sviluppatasi nel [[gravettiano]]. Dopo l'acme del II pleniglaciale tale crisi portò ad una differenziazione culturale tra le regioni occidentali atlantiche, dove si svilupparono il [[solutreano]] e il [[maddaleniano]], le regioni mediterranee, dove si svilupparono ulteriormente i complessi del gravettiano occidentale, portando alla formazione dei complessi epigravettiani meridionali, e le regioni orientali, nelle quali si svilupparono i complessi del gravettiano centro-orientale, dando luogo alla formazione dei complessi epigravettiani orientali.
 
* La formazione di vaste aree prive di abitati, dove le condizioni ambientali erano incompatibili con l'uomo. Nell'Europa media le regioni comprese tra la fronte dell'''[[inlandsis]]'' e i ghiacciai alpini si spopolarono, e i gruppi di cacciatori della [[tundra]] che popolavano l'area migrarono verso la tundra, la steppa-tundra e le steppe dell'Europa orientale. Un fenomeno analogo si registrò anche nel versante meridionale delle [[Alpi]], dove non incontriamo più siti residenziali come nell'[[interpleniglaciale]], ma soltanto dei bivacchi di caccia frequentati soltanto per qualche giorno da piccoli gruppi di cacciatori provenienti dalla Penisola.
 
* La formazione di aree con una relativa densità di gruppi umani, dove le risorse alimentari non mancavano, come nelle regioni occidentali atlantiche e nelle regioni mediterranee.
 
* La formazione di gruppi di cacciatori di [[mammuth]], lontani l'uno dall'altro, nelle tundre dell'Europa orientale.
 
[[File:Europe20000ya.png|thumb|upright=1.4|{{legend|#c54b00|[[Solutreano]]}} {{legend|#ca00b0|'''Epigravettiano'''}}]]
[[File:Lamina Graffita,jpg.jpg|thumb|Lamina calcarea graffita e decorata in ocra, Epigravettiano finale (Paleolitico sup. 11-10 mila anni fa), da Grotta San Pellegrino (Laterza). Foto, V. Stasolla.]]
Nelle regioni mediterranee, la tradizione gravettiana si sviluppa per tutto il II Pleniglaciale e per il [[tardiglaciale]], determinando la formazione dei complessi epigravettiani. Questi non sono altro che un prolungamento del Gravettiano, di cui ripropongono i processi di sfruttamento dei materiali litici, la morfologia dei supporti, la tipologia di strumenti e armature, tra i quali compare qualche elemento alloctono. Mentre nella Penisola iberica penetrarono il Solutreano e il Maddaleniano occidentali, determinando la formazione di un complesso solutreano, di complessi detti “Solutreo-Gravettiano”, e del Maddaleniano dell'area pirenaica-cantabrica, le influenze occidentali-atlantiche verso est si arrestarono alla Valle del [[Rodano (fiume)|Rodano]].
 
Nella sequenza epigravettiana italica possiamo distinguere una fase antica, di età pleniglaciale, e una fase recente, di età tardiglaciale. L'epigravettiano antico si articola in due livelli caratterizzati rispettivamente dalle punte a faccia piana e dalle punte a ''cran''. Le punte a faccia piana somigliano alle punte a faccia piana solutreane: sono ricavate da lame mediante ritocco piatto o semplice, invadente o più raramente coprente la faccia dorsale, talora esteso anche a parte della faccia ventrale, e presentano una cuspide. Le punte a ''cran'' presentano una tacca basale, ottenuta mediante ritocco erto, ed una cuspide ritoccata; la loro analisi funzionale ha dimostrato che si tratta di punte di armi da getto. Questi elementi caratteristici dell'epigravettiano antico compaiono precocemente nei siti settentrionali, più tardivamente nei siti meridionali della Penisola: si tratta di tipi alloctoni, importati da altre regioni.
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