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I [[Civiltà romana|Romani]], che diedero il nome all'area e ai suoi abitanti ([[Reti]]), conquistarono la Rezia e la Vindelicia nel [[15 a.C.]], a seguito delle [[Conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto|campagne militari condotte]] da [[Druso maggiore|Druso]] e [[Tiberio]]. [[Augusto]] affidò il territorio acquisito ad un [[prefetto (storia romana)|prefetto]] (''praefectus Raetis, Vindelicis et Vallis Poeninae''), che era sottoposto all'autorità del legato, comandante dell'esercito della futura provincia di [[Germania Superior]]<ref name="CIL|9|3044">{{CIL|9|3044}}.</ref>.
 
Creata [[provincia romana|provincia]] da [[Claudio (imperatore romano)|Claudio]], con il nome di ''Raetia, Vindelicia et Vallis Poenina'', la provincia venne affidata ad un ''[[procurator Augusti]]'' di rango ducenario.
 
Dopo le [[guerre marcomanniche]] del [[II secolo]], la provincia di ''Raetia'' fu assegnata ad un ''[[legatus Augusti pro praetore]]'' (dal [[179]] circa) di rango [[Senato romano|senatorio]] e vi fu definitivamente stanziata una legione, la [[legio III Italica]].
 
;[[16 a.C.]]: Tiberio, appena nominato [[Pretore (storia romana)|pretore]], accompagnò Augusto in [[Gallia]], dove trascorse i tre anni successivi, fino al [[13 a.C.]], per assisterlo nell'organizzazione e governo delle province galliche.<ref>C.Scarre, ''Croniche of the roman emperors'', London 1995, p.29.</ref><ref>R.Syme, ''L'Aristocrazia augustea'', p.587.</ref> Il ''princeps'' fu accompagnato dal figliastro anche in una campagna punitiva oltre il [[Reno]], contro le tribù dei [[Sigambri]] e dei loro alleati, [[Tencteri]] ed [[Usipeti]], che nell'inverno del [[17 a.C.|17]]-[[16 a.C.]] avevano causato la sconfitta del [[proconsole]] [[Marco Lollio (console 21 a.C.)|Marco Lollio]] e la parziale distruzione della [[legio V Alaudae]] e la perdita delle insegne legionarie.<ref>Floro, ''Epitome di storia romana'', II, 30, 23-25;<br />Cassio Dione, ''Storia romana'', LIV, 20;<br />Velleio Patercolo, ''Storia di Roma'', II, 97;<br />Svetonio, ''Augusto'', 23;<br />Tacito, ''Annales'', I, 10.</ref> Lungo il fronte occidentale [[Publio Silio Nerva (console 20 a.C.)|Publio Silio Nerva]], governatore dell'[[Illiricum|Illirico]], procedette a completare la conquista dell'[[Alpi orientali|fronte alpino orientale]], con l'assoggettamento delle valli da [[Como]] al [[lago di Garda]] (compresi i [[Antichi Camuni|Camuni]] della [[Val Camonica]] e ai Triumplini), oltre ai [[Venosti]] della [[val Venosta]] (nell'[[Provincia autonoma di Bolzano|Alto Adige]]). Approfittando dell'assenza del ''[[legatus Augusti pro praetore]]'' i [[Pannoni]] ed i [[Norici]] attaccarono l'[[Istria]]. La reazione del generale romano non si fece attendere, tanto che il [[Norico]] meridionale fu occupato, ottenendo, inoltre, una forma di vassallaggio da parte del regno del Norico settentrionale (popolazione dei [[Taurisci]]).<ref name="SymeVIII153">R.Syme, ''Le Alpi'', Cambridge Ancient History, vol.VIII, in ''L'impero romano da Augusto agli Antonini'', p.153.</ref>
;[[15 a.C.]]: Tiberio, insieme al fratello [[Druso maggiore|Druso]], condusse una campagna contro le popolazioni dei [[Rezia|Reti]], stanziati tra il [[Norico]] e la Gallia,<ref>Cassio Dione, ''Storia romana'', LIV, 22, 1.</ref> e [[Vindelici]].<ref>Svetonio, ''Tiberio'', 9; ''Claudio'', 1.</ref> Druso aveva già in precedenza scacciato dal territorio italico i Reti, resisi colpevoli di numerose scorrerie, ma Augusto decise di inviare anche Tiberio affinché la situazione fosse definitivamente risolta.<ref>Cassio Dione, ''Storia romana'', LIV, 22, 2.</ref> I due, nel tentativo di accerchiare il nemico attaccandolo su due fronti senza lasciargli vie di fuga, progettarono una grande "operazione a tenaglia" che misero in pratica anche grazie all'aiuto dei loro luogotenenti:<ref>Cassio Dione, ''Storia romana'', LIV, 22, 4.</ref> Tiberio mosse dall'[[Elvezi]]a, mentre il fratello minore da [[Aquileia]] e raggiunta [[Trento|Tridentum]], divise l'esercito in due colonne. Una [[esercito romano|prima colonna]] percorse la [[valle dell'Adige]] e dell'[[Isarco]] (alla cui confluenza costruì il ''Pons Drusi'', presso l'attuale [[Bolzano]]), risalendo fino all'[[Inn]]; la seconda percorse quella che diventerà sotto l'imperatore [[Claudio (imperatore romano)|Claudio]] la [[via Claudia Augusta]] (tracciata pertanto dal padre Druso<ref>{{CIL|5|8002}}.</ref>) e che attraverso la [[val Venosta]] ed il [[passo di Resia]], raggiungeva anch'essa il fiume Inn. Tiberio, che avanzava da ovest, sconfisse i [[Vindelici]] nei pressi di [[Basilea]] e del [[lago di Costanza]]; in quel luogo i due eserciti poterono riunirsi e prepararsi a invadere la [[Vindelicia]]. Druso nel frattempo aveva sconfitto e sottomesso i popoli dei [[Breuni]] e dei [[Genauni]].<ref name="SymeVIII153"/> L'azione congiunta permise ai due fratelli di avanzare fino alle sorgenti del [[Danubio]], dove ottennero l'ultima e definitiva vittoria sui Vindelici.<ref>Antonio Spinosa, ''Tiberio'', p. 41.</ref> Questi successi permisero ad Augusto di sottomettere le popolazioni dell'arco alpino fino al Danubio, e gli valsero una nuova acclamazione imperatoria,<ref>{{CIL|3|3117}}.</ref> mentre Druso, figliastro prediletto di Augusto, per questa ed altre vittorie, poté più tardi ottenere il trionfo. Su una montagna vicino al [[Principato di Monaco]], presso l'attuale [[La Turbie]], venne eretto un [[trofeo delle Alpi]].
;[[14 a.C.]]: Anche i [[Liguri]] Comati delle [[Alpi Marittime (provincia romana)|Alpi sudoccidentali]] furono in parte sottoposti ai ''praefecti civitatum'', in parte aggiunti al vicino regno di Cozio, figlio di un principe locale, ma divenuto egli stesso prefetto, anche se solo formalmente.<ref name="SymeVIII154">R.Syme, ''Le Alpi'', Cambridge Ancient History, vol.VIII, in ''L'impero romano da Augusto agli Antonini'', p.154.</ref> Al termine delle operazioni, sembra furono lasciate a protezione dei territori conquistati della [[Vindelicia]] due legioni: a [[Dangstetten (accampamento romano)|Dangstetten]] e ad ''[[Augusta Vindelicorum]]''.<ref name="SymeVIII154"/> La provincia della Rezia verrà infatti costituita sotto [[Claudio]].<ref name="CIL|9|3044"/><ref>D.Faoro, ''Novità sui Fasti equestri della Rezia'', in Quaderni friulani di archeologia n.XVII, Trieste 2007, pp.97-101 e 107.</ref>
 
{{Vedi anche|Campagne germaniche di Domiziano|limes germanico-retico}}
 
Il distretto militare venne elevato a provincia solo da [[Claudio (imperatore romano)|Claudio]], con il nome di ''Raetia, Vindelicia e Vallis Poenina'' (comprendendo quindi anche il distretto delle Alpi centro-occidentali). La provincia stessa fu ampliata in seguito all'occupazione del territorio dei cosiddetti ''[[Agri decumates]]'' cominciata da [[Vespasiano]] e [[Domiziano]] e proseguita poi dagli [[imperatori adottivi]] (da [[Traiano]] ad [[Antonino Pio]]).
 
L'occupazione degli ''[[Agri decumates]]'', iniziò sotto [[Vespasiano]], con le campagne del legato della [[Germania Superiore]], [[Gneo Pinario Cornelio Clemente]] nel [[73]]/[[74]] per le quali ottenne gli ''[[ornamenta triumphalia]]'',<ref>A [[Gneo Pinario Cornelio Clemente]] potrebbe attribuirsi la costruzione di una strada militare che congiungeva [[Argentoratae]] al forte di [[Rottweil]], che continuava poi in due direzioni: a sud fino alla fortezza legionaria di [[Vindonissa]]; ad est fino al [[Danubio]] nei pressi di [[Laiz]] (D.Baatz, ''Der römische Limes: Archäologische Ausflüge zwischen Rhein und Donau'', cartina p.18).</ref> permettendo così la creazione di una prima [[limes germanico-retico|linea di fortificazioni artificiali]] nel [[Taunus]]-[[Wetterau]], a cui se ne sarebbero aggiunte altre fino ad [[Antonino Pio]], per un totale di 550&nbsp;km.
=== Dalla morte di Teodosio I alla fine dell'Occidente ===
{{Vedi anche|Invasioni barbariche del V secolo|Impero romano d'Occidente|Regni romano barbarici}}
;[[400]]-[[402]]: Sfruttando l'irruzione in Rezia e [[Norico (provincia romana)|Norico]] dei [[Vandali]] e di altri barbari (secondo una congettura di JB Bury condotti da [[Radagaiso]])<ref>Prospero Tirone, nella sua cronaca, narra che nell'anno 400, Alarico e Radagaiso invasero l'Italia. Claudiano narra che Stilicone respinse un attacco dei Barbari in Rezia e Norico. Zosimo scrive che in un'occasione Stilicone sconfisse Radagaiso in una battaglia combattuta oltre il Danubio. In genere si ritiene che Zosimo si riferisse all'invasione di Radagaiso dell'Italia del 405/406, e che quindi il riferimento di una sconfitta oltre Danubio sia stata una svista di Zosimo, dato che tutte le altre fonti sostengono che nel 405/406 Radagaiso fu sconfitto [[Battaglia di Fiesole (405)|a Fiesole]], nei pressi di Firenze. JB Bury, invece, sulla base di un accenno della cronaca di Prospero Tirone, ha congetturato in passato che il resoconto di Zosimo non si riferisca all'invasione dell'Italia del 405/406, bensì all'invasione del 400 a cui Radagaiso avrebbe partecipato secondo Prospero Tirone.</ref>, Alarico invase l'Italia nel 400/401, anno del consolato di Stilicone. Un rigo della cronaca di [[Prospero Tirone]] suggerisce che i Visigoti di [[Alarico I]] agirono in concerto con un altro invasore: le orde barbariche alla testa di [[Radagaiso]] il Goto, il quale avrebbe invaso di nuovo l'Italia cinque anni dopo, venendo però sgominato da [[Stilicone]]. Secondo la cronaca di Prospero Tirone, Radagaiso sarebbe entrato in Italia in concerto con Alarico nell'anno 400, e nello stesso anno e in quello seguente, secondo le misteriose allusioni dei panegirici di Claudiano, vi furono delle incursioni ad opera di barbari in Rezia, provincia che faceva appunto parte dell'Italia a quell'epoca: secondo Claudiano, i Barbari avevano rotto i trattati di alleanza con l'Impero per invaderlo approfittando dell'invasione di Alarico.<ref>"Iam foedera gentes exuerant Latiique audita clade feroces Vindelicos saltus et Norica rura tenebant. ". Traduzione: "Ora i barbari, informati dei disastri del Lazio, avevano rotto i trattati e avevano invaso le radure dei Vindelici e i campi del Norico." Claudiano, ''De bello gothico'', vv. 366-368.</ref> Secondo una congettura di Hodgkin e JB Bury, dunque, le orde di Radagaiso, in concerto con i Visigoti di Alarico, avrebbero invaso la Rezia, mentre i Visigoti di Alarico invasero la penisola dalle Alpi Giulie, occupando la provincia di Venezia e Istria.<ref>Hodgkin, pp. 282-283.</ref> Occupate le Venezie, Alarico diresse il suo esercito in direzione di [[Milano romana|Milano]], capitale dell'[[Impero romano d'Occidente]], con l'intento di espugnarla. L'Imperatore e la corte imperiale, che si trovavano appunto a Milano, colti dal panico, stavano deliberando di fuggire in [[Sardegna e Corsica (provincia romana)|Corsica o Sardegna]], o fondare una nuova Roma sulle rive della [[Senna]] o del [[Rodano (fiume)|Rodano]], progettando dunque una fuga nelle [[Gallia|Gallie]].<ref>Hodgkin, p. 285.</ref> Stilicone, invece, secondo il suo panegirista Claudiano, si oppose alla fuga, sostenendo che si sarebbe diretto verso nord per raccogliere un esercito dalle guarnigioni di quei luoghi e sarebbe presto tornato, con un po' di ritardo, "per vendicare la maestà insultata di Roma".<ref>Hodgkin, p. 286.</ref> Dopo aver attraversato il [[Lago di Como]], Stilicone si diresse verso la provincia di Rezia: era l'inverno del 401‑2. Nel giro di breve tempo, Stilicone riuscì a respingere le incursioni dei Barbari in Rezia, forse condotti da Radagaiso. Non solo li respinse oltre il Danubio, ma riuscì anche a reclutare alcuni dei barbari vinti nell'[[esercito romano]].<ref name=Bury161>JB Bury, p. 161.</ref> Una volta messa al sicuro la Rezia dalle incursioni nemiche, Stilicone partì con le legioni della Rezia alla difesa di Milano, assediata da Alarico: per poter vincere Alarico Stilicone fu costretto a sguarnire il [[Reno]] e la [[Britannia (provincia romana)|Britannia]] di truppe, richiamandole alla difesa dell'Italia.<ref>Hodgkin, p. 288.</ref>
 
== Esercito e difesa ==
{{Vedi anche|limes danubiano}}
 
Se ad [[Augusto]] dobbiamo l'inizio della conquista dei territori di ''Raetia et Vindelicia'', a [[Claudio (imperatore romano)|Claudio]] ([[41]]-[[54]]) la progettazione di un miglior [[limes danubiano|sistema difensivo lungo il Danubio]]. Egli, infatti, divenuto imperatore, completò le conquiste dei territori rimasti liberi fino al [[limes danubiano|Danubio]], annettendo le parti rimaste libere fino a quale momento di Rezia e Norico (attorno al [[50]]).
 
In seguito con Vespasiano si ebbe l'avanzata romana nei territori dei cosiddetti ''[[agri decumates]]'' che portarono la frontiera oltre il Danubio (vedi paragrafo successivo). La prima linea di fortificazioni venne costruita lungo il [[Alb (fiume)|fiume Alb]], la seconda ed ultima fase proseguì l'avanzata verso nord al tempo di [[Antonino Pio]]. Tale avanzata comportò, durante la seconda fase delle [[guerre marcomanniche]] (nel [[179]]), il posizionamento di una legione nel luogo di congiunzione tra il ''[[limes germanico-retico]]'' e il tratto fluviale danubiano, a ''[[Castra Regina]]'' (oggi [[Ratisbona]]).
 
=== Maggiori centri provinciali ===
Gli indizi che permettono di identificare il ''caput provinciae'' nel municipio di ''[[Augusta Vindelicum|Aelium Augusta Vendelicum]]'' ([[Municipio romano|municipio]] con [[Publio Elio Traiano Adriano|Adriano]]) risalgono alla fine del [[II secolo]], ovvero dopo il cambio di status avvenuto sotto [[Marco Aurelio]], sebbene nulla vieti di credere che la località fosse già in precedenza il capoluogo provinciale. La città era messa in comunicazione con l'Italia tramite la [[via Claudia Augusta]], tracciata da [[Druso maggiore|Druso]] e sistemata definitivamente da [[Claudio (imperatore romano)|Claudio]]. I maggiori centri della provincia furono:
* ''Alae'' ([[Aalen]]): divenne parte dell'impero romano attorno alla metà del [[II secolo]], sotto [[Antonino Pio]]. Si trovava nelle immediate vicinanze del [[Limes germanico-retico|Limes retico]]. I Romani eressero un ''castrum'' (=accampamento) per ospitare un'unità di cavalleria: l<nowiki>'</nowiki>''[[Lista delle truppe ausiliarie romane|Ala II Flavia milliaria]]''. Il sito si trova ad ovest del centro della città odierna, alla base della collina Schillerhöhe. Con circa 1.000 cavalieri, fu la più grande fortezza di ausiliari lungo il ''limes'' retico. Altri insediamenti civili furono costruiti adiacentemente, a sud e ad est. Circa nel [[260]], i Romani si ritirarono a sud del Danubio, mentre gli Alamanni ne presero il controllo della regione. L'insediamento civile continuò però ad esistere, sebbene nonsembra esserci continuità tra questo insediamento e quello successivo medioevale.
<gallery>
=== Principali vie di comunicazione ===
Le principali vie di comunicazioni erano:
* la [[Via Claudia Augusta]] che collegava la ''[[Regio X Venetia et Histria|Venetia]]'' alle rive del [[Danubio]] passando per ''[[Augusta Vindelicorum]]'', e proseguiva fino al [[Norico]] (pressappoco l'attuale [[Baviera]]), valicando le Alpi attraverso il [[Passo del Brennero|Brennero]] e/o il [[passo di Resia]]. Fu realizzata nel [[15 a.C.]] da [[Druso maggiore|Druso]] generale di [[Augusto]] durante alcune campagne militari che portarono alla [[Conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto|conquista dei territori della Rezia e della Vindelicia]] (oggigiorno il Tirolo occidentale e la Germania meridionale). Fu ampliata e quindi ultimata nel [[47|47 d.C.]] da suo figlio, l'imperatore [[Claudio (imperatore romano)|Claudio]], dal quale prese poi il nome. Questo è noto grazie al ritrovamento di due pietre miliari (nel [[1552]] in [[val Venosta]], a [[Rablà]] di [[Parcines]], e nel [[1786]] a [[Cesiomaggiore]], presso [[Feltre]]) allora confine fra la [[X Regio]] e la Rezia.<ref name=galter>[http://www.galterredimarca.it/la%20claudia%20augusta/La%20via%20Claudia%20Augusta+.htm La via Claudio Agusta] in GAL Terre di Marca</ref> Lungo quest'asse, importantissimo in quanto metteva in comunicazione il mondo latino con il mondo germanico, confluivano altre importanti strade: è il caso della ''[[via Annia]]'', che univa [[Adria]] ad [[Aquileia romana|Aquileia]], della ''[[via Popilia]]'', che collegava [[Altinum|Altino]] e [[Rimini]], della ''[[via Aurelia (Veneto)|via Aurelia]]'', tra [[Padova]] e [[Feltre]] passando per [[Asolo]], e della ''[[via Postumia]]'', la strada consolare che da [[Genova]] arrivava ad [[Aquileia romana|Aquileia]].
* la [[Via Mala]] da ''[[Mediolanum]]'' a [[Lindau]] sul [[Lago di Costanza]] attraverso il [[Passo del San Bernardino]]. Si trattava di una vecchia [[mulattiera]] che percorreva le [[Gola (geografia)|gole]] del [[Reno Posteriore]] tra [[Thusis]] e [[Zillis-Reischen]], situata nel [[Canton Grigioni]].
 
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