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== Biografia ==
=== Reggente ===
Figlio del principe [[Levan (figlio di Vakhtang V)|Levan]], fu reggente (''janishin'') per suo zio, [[Giorgio XI di Cartalia|Giorgio XI]] durante l'assenza di questi, e per suo fratello, [[Kaikhosro di Cartalia|Kaikhosro]], dal 1703 al 1712. Durante questi anni, lanciò una serie di riforme da lungo tempo attese, ravvivando l'economia e la cultura, riogranizzando l'amministrazione e cercando di fortificare l'autorità regia centrale. Nel 1707–1709, revisionò sostanzialmente il codice legislativo (''dasturlamali'', che da lui prese il nome di "codice di Vakhtang") che operò sulla base del sistema feudale georgiano per portarlo a livello di quello russo. Chiese allo [[scià]] [[Husayn (Safavidi)|Husayn]] nel 1712 di essere confermato come [[Wali (governatore)|wali]]/[[re]] di [[Cartalia]]. Lo scià si rifiutò di concedergli il titolo ma disse che lo avrebbe fatto se Vakhtang avesse abbracciato l'[[Islam]], cosa che egli non fece e per questo venne imprigionato. Dopo una breve reggenza del principe [[Simone di Cartalia|Simone]], suo fratello [[Jesse di Cartalia|Jesse]] (Ali Quli-Khan), accondiscese alla richiesta e venne posto come nuovo sovrano nel 1714. Jesse governò Cartalia per due anni durante i quali egli soffrì di numerose opposizioni interne provocate dalle tribù dei [[Dagestan]]i note come ''[[Lekianoba]]''.
 
Durante i suoi anni di prigionia, Vakhtang richiese l'aiuto dei monarchi cristiani d'Europa, in particolare inviando suo zio e tutore, [[Sulkhan-Saba Orbeliani]], in missione presso [[Luigi XIV di Francia]]. Inviò quindi delle lettere a papa [[papa Innocenzo XIII]] ed all'imperatore [[Carlo VI del Sacro Romano Impero]] datate 29 novembre 1722 dicendo che da anni egli era segretamente un cattolico, ma non poteva confessarlo in pubblico per paura che il popolo lo ritenesse un traditore, fatto a cui aggiunse la conferma dei missionari cappuccini in Persia. I cappuccini stessi scrissero una lettera nella quale confermarono questa versione dicendo che il sovrano si era convertito all'Islam solo di facciata, ma in realtà comunque continuava a frequentare delle messe cattoliche da loro stessi celebrate. Questi sforzi si dimostrarono politicamente vani e Vakhtang, seppur riluttante, dovette convertirsi nel 1716, adottando il nome di Husayn-Qoli Khan. Venne nominato ''[[sipah-salar]]'' (comandante in capo) dell'esercito persiano e prestò servizio come ''[[beglerbeg]]'' (governatore generale) di [[Shirvan Beylarbeylik|Shirvan]] per qualche tempo. Inviò suo figlio [[Bakar di Cartalia|Bakar]] a governare Cartalia dopo che Jesse, abiurato all'islam, si era ritirato dal trono.
 
== Il suo regno ==
Vakhtang rimase per sette anni in Persia prima che gli fosse permesso di ritornare nel suo regno nel 1719. Venne inviato nuovamente in Cartalia per sedare i condinui raid compiuti dalle tribù caucasiche delle montagne, in particolare dei [[Lezgini]] del Dagestan. Assistito da altri regnanti locali, Vakhtang riuscì nell'impresa. All'apice della campagna, ad ogni modo, durante l'inverno del 1721, il governo persiano lo richiamò. L'ordine, che venne eseguito dopo la caduta del gran visir [[Fath-Ali Khan Daghestani]], venne condotto su istigazione di una fazione di eunuchi della corte reale, i quali avevano persuaso lo scià che una campagna conclusasi con successo per Vakhtang avrebbe giovato ben poco ai Safavidi in Persia oltre ad averlo giustificato al ruolo di ''wali'' ed a metterlo in mostra come possibile alleato per la Russia nelle sue mira di conquista sull'Iran. Queste trame posero fine al giuramento di fedeltà di Vakhtang allo scià. Egli siglò infatti un contratto segreto con lo zar [[Pietro il Grande]] di [[Russia]] nel quale espresse il proprio supporto ad una futura presenza russa nel Caucaso. Dopo diversi ritardi, Pietro stesso si impegnò ad inviare un esercito di 25.000 uomini con una notevole flotta ad ovest del [[Mar Caspio]] nel luglio del 1722, dando così inizio alla [[Guerra russo-persiana (1722-1723)]].
 
Vakhtang risiedette in Russia sino al 1734, ma in quello stesso anno si risolse a provare a recuperare i suoi domini. [[Anna I di Russia|La zarina Anna]] acconsentì al progetto di Vakhtang, ma gli diede precise istruzioni su come agire in Persia, instradandolo anche su come far diventare georgiani e caucasici vassalli dei russi. Vakhtang iniziò un viaggio diplomatico con questo scopo in compagnia di un generale russo, ma si ammalò lungo il cammino e morì ad [[Astrachan']] il 26 marzo 1737. Venne sepolto nella chiesa dell'Assunta in città. Molti dei suoi sostenitori rimasero in Russia, e servirono successivamente l'esercito russo. Un suo discendente fu [[Pëtr Bagration]].
 
== Attività culturali e di studio ==
[[File:V6flag.JPG|thumbminiatura|Stendardo reale di Vakhtang VI che rappresenta re [[Davide]], in riferimento ai Bragationi ed alla loro mitica discendenza da re Davide.]]
Anche se le decisioni Vakhtang spesso furono oggetto di critiche, la sua attività culturale fu il coronamento del suo regno. Egli fu, al contrario, uno dei monarchi più importanti della sua epoca. Autore e organizzatore di numerosi progetti culturali e di educazione, fece rivivere la vita intellettuale del suo paese. Fu lui che, con l'aiuto dell'arcivescovo di [[Valacchia]] [[Anthim l'Iberico]], fondò nel 1709, la prima tipografia in Georgia e nell'intero Caucaso. Tra i libri pubblicati nella "tipografia di Vakhtang" di Tbilisi vi fu il poema epico nazionale del XII secolo ''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'' (''Vep’khistkaosani'') di [[Shota Rustaveli]], edito con commenti personali a cura del re. Questo indusse un rinnovato interesse verso i poeti nazionali medievali e influenzerà tutta una generazione di poeti georgiani del XVIII secolo, generalmente conosciuto come il [[Rinascimento]] della letteratura georgiana.
 
Eminente critico e traduttore, Vakhtang stesso fu autore di diversi poemi lirici patriottici. Vakhtang presiedette inoltre personalmente una commissione per compilare un corpus delle cronache della Georgia dal medioevo all'era moderna.
 
== Proposta di risepoltura ==
[[File:Vakhtang VI tomb.jpg|thumbminiatura|Tomba di re Vakhtang VI ad Astrakhan.]]
Nel luglio del 2013, la Georgia ha avanzato la proposta di riseppellire i resti del monarca in terra georgiana.<ref>[http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=10633 Georgian patriarch to arrive in Moscow]. Retrieved 2013-08-02.</ref>
 
== Famiglia ==
Vakhtang sposò a [[Imereti]], Georgia orientale, nel 1696, la principessa circassiana [[Rusudan di Circassia|Rusudan]] (m. a [[Mosca (Russia)|Mosca]], il 30 dicembre 1740). Furono genitori di:
* Principe [[Bakar Bagrationi|Bakar]] (11 giugno 1699 o 7 aprile 1700&nbsp;– 1 febbraio 1750), regnante di Cartalia.
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