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== Uso ==
{{vedi anche|Trascrizione fonetica}}
Anche se l'IPA offre oltre centosessanta simboli per trascrivere il parlato, solo un sottoinsieme relativamente piccolo di questi viene impiegato per trascrivere ciascuna lingua. È possibile trascrivere il parlato sfruttando vari livelli di precisione: una trascrizione fonetica precisa, in cui i suoni sono descritti con una grande quantità di dettagli, è nota col nome di ''trascrizione stretta'', mentre una trascrizione più grossolana, che ignora alcuni di questi dettagli, è chiamata ''trascrizione larga''. Per esempio, la trascrizione fonetica larga della parola ''scienza'' (secondo la pronuncia dell'[[Fonologia dell'italiano|italiano standard]]) è [ʃɛntsa], mentre la sua trascrizione stretta potrebbe essere [ˈʃɛn̪.t͡sa]: nel primo caso sono segnalati meno dettagli, mentre nel secondo si rende conto più precisamente della sua effettiva realizzazione, anche con l'uso di vari [[Diacritico|diacritici]]. Lo stesso vale per la trascrizione della stessa parola detta però da un parlante veneto: ''scienza'' si potrebbe trascrivere in maniera larga con ['ʃjeŋt͡saʃent͡sa] e in maniera stretta con [ˈʃjẽˑŋt͡saˈʃẽˑnt͡sa].<ref>{{Cita libro|cognome=Mioni|nome=Alberto|titolo=Elementi di fonetica|pagine=203-205|editore=Unipress|anno=2001|città=Padova}}</ref>
 
La trascrizione IPA si usa principalmente nelle trattazioni scientifiche di ambito [[Linguistica|linguistico]] (e nello specifico nelle discipline della [[fonetica]] e della [[fonologia]]); spesso è usato, con scopo più pratico, nei dizionari per indicare la pronuncia delle parole, ma è anche utilizzata per indicare la pronuncia in parole scritte con sistemi di scrittura che non usano lo script [[alfabeto latino|latino]] (come con il [[Alfabeto thai|thailandese]], l'[[Alfabeto ge'ez|amarico]], il [[Carattere cinese|cinese]], il [[Hangŭl|coreano]], il [[Lingua giapponese#Sistema di scrittura|giapponese]]...). Viene utilizzato in ambito clinico per analizzare i campioni linguistici in casi di disturbo di linguaggio (sia per pazienti di età evolutiva che di età adulta) dai logopedisti, ai fini di un'analisi dettagliata dei suoni prodotti e/o sostituiti nel linguaggio dei soggetti presi in esame. Si usa inoltre in varie enciclopedie, tra cui [[Wikipedia]], per trascrivere le parole straniere.
| ˌ || Accento secondario || ˌa
|-
| ː || LungoMolto lungo (vocale allungata o, consonante geminata) || aː kː
|-
| ˑ || SemilungoMediamente lungo || aˑ
|-
| || Molto corto || ə̆
|-
| . || PausaConfine sillabicadi sillaba || a.a
|-
|‿ || Unione (assenza di pausa) || s‿a
! colspan=6|Intonazione
|-
|<nowiki>|</nowiki>
| || Pausa minore ||
|-
| ‖ || Pausa maggiore ||
:* tribù [tri<nowiki>ˈ</nowiki>'''bu'''];
:* casa [<nowiki>ˈ</nowiki>'''kaː'''za];
:* stazione [stat<nowiki>ˈ</nowiki>statˈ'''tsjoːʦjoː'''ne];
:* tìtolo [<nowiki>ˈ</nowiki>'''tiː'''tolo].
:* càpitino [<nowiki>ˈ</nowiki>'''kaː'''pitino].
Quello secondario graficamente assomiglia una '''virgola''' ({{IPA|[ ˌ ]}}) che precede la sillaba interessata, e serve a dettagliare al meglio la sfumatura di accentazione nelle parole lunghe, che quindi si compongono di almeno cinque sillabe.
:Esempi:
:* [[Australopithecus|australopiteco]] [auˌ'''stra'''lopi<nowiki>ˈ</nowiki>'''teː'''ko] ([[Hominidae|ominide]]);
:* spressurizzazione [ˌ'''spres'''suriddzat<nowiki>ˈ</nowiki>'''tsjoːʦjoː'''ne].
:* ammutinamento [ˌ'''am'''mutina<nowiki>ˈ</nowiki>'''men'''to].