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=== Prime lotte civili ===
Nei primi decenni del Duecento i Ghibellini erano protetti dall'imperatore Federico II, mentre per i Guelfi la tutela politica era meno definita. I Ghibellini fiorentini misero a segno una prima vittoria con la cacciata nel Giugnogiugno del [[1238]] di Rubaconte da Mandello, il [[Podestà (medioevo)|Podestà]] lombardo, che si era acquistato tante benemerenze e che aveva fatto costruire il terzo ponte fiorentino, chiamato [[Ponte di Rubaconte]].
[[File:Ponte delle Grazie - Ponte a Rubaconte - Firenze.jpg|thumb|left|upright=0.8|Ponte a Rubaconte (XVII secolo)<br />attuale Ponte alle Grazie]]
Nonostante ciò i Guelfi non abbandonarono la lotta e combatterono tra torre e torre. In questa pesante atmosfera di terrori e prepotenze, nella quale i Ghibellini avevano quasi sempre la meglio, giunse il fulmine della scomunica che [[Gregorio IX]] lanciò contro Federico II, la [[domenica delle Palme]] del 1239.
 
=== "Rampini" e "Mascherati" nella Repubblica di Genova ===
Le lotte tra guelfi e ghibellini, che nella Repubblica presero il nome rispettivamente di "''rampini''" e "''mascherati''"<ref>{{Cita libro|autore=Martini - Gori|titolo=La Liguria e la sua anima|anno=1967|editore=Sabatelli|città=Savona|ISBN=88-7545-189-3}}</ref>, iniziarono già ai tempi di [[Federico Barbarossa]] e progredirono fino al [[1270]], anno in cui [[Oberto Doria]] e [[Oberto Spinola]], a seguito di un'insurrezione ghibellina, divennero di fatto "diarchi" e riuscirono a governare la città per circa 20 anni, in pace. Il pretesto per la rivolta venne dopo la sfortunata [[ottava crociata]] in cui, a seguito di un'epidemia, trovò la morte [[Luigi IX di Francia]]. [[Carlo I d'Angiò|Carlo d'Angiò]] prese le redini della crociata il cui obiettivo fu Tunisi invece della [[Terra santa|Terrasanta]] e fece rapidamente la pace con l'emiro per proseguire il suo piano di consolidare il potere in Italia e attaccare [[Costantinopoli]] per ripristinare l'[[Impero latino di Costantinopoli|Impero Latino]]. Questa minaccia all'antico alleato [[Impero bizantino|bizantino]] oltre alla crescente supremazia guelfa in italiaItalia, alla disfatta della crociata effettuata con navi genovesi e al tentativo di imporre su [[Ventimiglia]] un podestà anch'egli guelfo, furono le cause dell'insurrezione ghibellina a [[Genova]]. All'insediamento dei diarchi e all'istituzione di un "abate del popolo" in affiancamento ai due [[Capitano del popolo|Capitani]], con funzione di rappresentante della borghesia e dei ceti popolari, seguì l'espulsione della nobiltà guelfa cittadina, guidata tradizionalmente dalle casate [[Grimaldi (famiglia)|Grimaldi]] e [[Fieschi]]. I primi si rifugiarono nel ponente ligure, mentre i Fieschi trovarono riparo nei loro feudi dello spezzino. I Doria e gli Spinola condussero con successo campagne militari contro ambedue le casate guelfe e ripristinarono l'ordine nella Repubblica, grossomodo fino alla fine del secolo.
 
=== La Pace sull'Arno ===
 
Nel 1265, [[papa Clemente IV]] fece dono a una delegazione di Guelfi fiorentini fuoriusciti, del proprio personale stemma: un'aquila rossa su campo bianco che artiglia un drago verde.<ref>Villani, ''Nuova Cronica'' cit. (nota 6), VIII, 2.</ref> Dalla ''Cronica'' del Villani, che è l'unica fonte disponibile circa la notizia dell'esistenza di uno stemma personale di papa Clemente IV e il dono da lui elargito, emerge come, successivamente, la [[Ordine di Parte Guelfa|Parte Guelfa]] di Firenze vi aggiunse un piccolo giglio rosso - simbolo del Comune fiorentino dal 1251<ref>R.Davidsohn, Storia di Firenze, Firenze, 1956-1968, vol. II, pp. 547-548</ref> - collocato sopra la testa dell'aquila.
Tale bandiera, fu quella sventolata dal pistoiese Corrado da Montemagno sulla piana di Grandella nella battaglia di Benevento il 26 Febbraiofebbraio del 1266.<ref>Federico Canaccini, ''Battaglie di immagini tra Guelfi e Ghibellini nella Toscana comunale. Sull'uso storico di fonti sfragistiche ed araldiche circa la lotta di fazione in Toscana''. «Studi medievali», s. III, 53(2012), p. 639</ref>
 
Nell'Apocalisse, il Drago rappresenta {{citazione|l'antico serpente che si chiamava Diavolo e Satana, il seduttore del mondo intero.}}<ref>Apoc. 12, 3</ref>
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