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Dopo la liberazione di Roma, Balbo prosegue la resistenza nelle zone ancora occupate dai tedeschi e la "Voce Operaia", diretta da Fedele D'Amico, comincia a uscire regolarmente; vi collabora anche Adriano Ossicini. Tuttavia, gli spazi politici del movimento si restringono per il rafforzarsi della DC come unica rappresentanza dei cattolici italiani; in un colloquio con Ossicini, tale linea è condivisa dallo stesso [[Palmiro Togliatti|Togliatti]]<ref name=rappr>Adriano Ossicini, ''cit.'', pag. 244</ref>.
 
Il 26 agosto [[1944]], Ossicini è invitato al congresso costitutivo delle [[Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani|ACLI]]; è nominato consigliere provinciale dal prefetto e, successivamente, assessore alla sanità della [[Provincia di Roma]]. Il 9 settembre successivo, il MCC diviene [[Sinistra Cristiana|Partito della Sinistra Cristiana]], con la confluenza del movimento cristiano-sociale di [[Gabriele De Rosa]] ma, tra il gennaio e il maggio del 1945, ''[[lL'Osservatore Romano]]'' afferma che solo la DC ha titolo di rappresentare i cristiani in politica<ref name=rappr></ref>. Il 7 dicembre [[1945]], un congresso straordinario decreta lo scioglimento definitivo della Sinistra cristiana; Rodano, Balbo, De Rosa, Tonino Tatò, [[Giglia Tedesco]] e [[Luciano Barca]] entrano nel PCI. Ossicini si mantiene indipendente dai partiti e, alla conclusione del mandato di amministratore provinciale, abbandonerà temporaneamente la politica.
 
===Dopoguerra===
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