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|deceduto = [[1º agosto]] [[1787]]
}}
Nel [[1762]] [[papa Clemente XIII]] lo volle contro la sua volontà{{Citazione necessaria}} [[vescovo]] della [[Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti|diocesi di Sant'Agata de' Goti]]<ref>{{cita libro|cognome=de' Liguori|nome=Alfonso Maria|titolo=Apparecchio alla morte cioè considerazioni sulle massime eterne|anno=2011|editore=Edizioni San Paolo|capitolo=Introduzione - 1.La figura e l'opera di sant'Alfonso|pagina=6|ISBN=978-88-215-6035-4|cid=[[Alfonso Maria de'Liguori]]}}«Contro la sua volontà, ma in obbedienza al Santo Padre, nel 1762 divenne vescovo di sant'Agata dei Goti (fino al 1775), ove si face padre dei poveri e promotore instancabile del rinnovamento religioso del clero e del popolo.»</ref>. Durante la terribile carestia che colpì nel gennaio [[1764]] il Regno di Napoli, Alfonso Maria de' Liguori riuscì a limitare le sofferenze della popolazione del suo territorio. Si industriò, assieme ai governatori locali, ai sacerdoti della città e della diocesi, per accendere mutui e calmierare il prezzo del pane arrivato alle stelle, rilanciando l'economia bloccata per quasi due anni. Nel [[1775]] lasciò la carica vescovile per problemi di salute: soffriva infatti di una forma di [[artrite]] che gli incurvò la spina dorsale.
 
I suoi agiografi raccontano che mentre era vescovo, nel [[1774]], andò in [[bilocazione]] a Roma per assistere [[papa Clemente XIV]] che stava morendo e partecipò ai suoi funerali. I suoi confratelli ad [[Arienzo]], nel Palazzo Vescovile dove risiedeva, lo avrebbero visto, per due giorni consecutivi, fermo su una poltrona, immobile come una statua, mentre a Roma sarebbe stato visto intento a confortare il papa che era in agonia<ref> T. Rey-Mermet, ''Il Santo del Secolo dei lumi'' p. 753</ref>.