Differenze tra le versioni di "Villa Pusterla"

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La costruzione risale al [[XIV secolo]] per volere dei [[Pusterla (famiglia)|Pusterla]] che la utilizzavano come dimora suburbana. L'aspetto della villa in quel tempo erano quelle di una fortezza-palazzo dalla forma quadrata: gli edifici, molto semplici, occupavano i quattro lati lungo una corte chiusa e un [[bastione]] la recingeva. Si pensa anche che fosse molto più antica, risalente addirittura al medioevo, come risulterebbe dalle indagini svolte dall'ingegner Quarantini per conto della [[Crivelli (famiglia)|famiglia Crivelli]]: egli riconobbe antichi locali posti nel palazzo (dispense, cucina e cantine sotterranee) che erano preesistenti ai lavori svolti nel ‘500 dalla famiglia Arconati.
 
La villa nel [[XVI secolo]] era divenuta proprietà di [[Giacomo Antonio Carcano]] che alla sua morte la lasciò in eredità ai nipoti [[Arconati (famiglia)|Arconati]], figli di sua sorella Elena e del marito di lei Giovanni Gaspare. Oltre all'edificio i nipoti, ebbero in eredità anche Mombello: terreni e case.
La famiglia Arconati apportò delle modifiche alla residenza, in particolare [[Giovanni Battista Arconati]] che tra il [[1560]] e il [[1564]] fece modificare la struttura preesistente creando poco armonici contrasti tra la parte antica e quella nuova .
In seguito fu [[Anna Visconti]] a ordinare dei lavori alla villa, in particolare il doppio [[portico]] aperto sulla facciata a ponente del palazzo. Il portico venne chiuso e riaperto più volte; oggi è aperto, anche se non più nell'aspetto con cui si presentava all'epoca.
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