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Con l'avvento delle popolazioni semitiche (agli inizi del II millennio a.C.) e il tramonto della civiltà sumerica la scrittura cuneiforme divenne appannaggio della nuova cultura babilonese e assira (detta globalmente accadica), e data la propria struttura fortemente sillabica poté essere usata per esprimere altre lingue come l'[[lingua elamita|elamita]], l'[[Lingua ittita|ittita]], l'[[lingua urartea|urarteo]], e il [[Lingua luvia|luvio cuneiforme]]. Essa rappresentò anche la base e l'ispirazione da cui vennero create le scritture di [[Ugarit]] e quella achemenide dell'Antico Persiano.
 
La scrittura cuneiforme si trova prevalentemente su tavolette di argilla che venivano incise quando il materiale scrittorio (l'argilla) era umida e quindi molto malleabile; i segni erano poi fissati indelebilmente cuocendo al forno le tavolette come si fa con i mattoni. Tuttavia abbiamo anche numerosi esempi di iscrizioni statuarie e monumentali, realizzate direttamente su materiali duri, come ad esempio la pietra. Di particolare diffusione erano anche le iscrizioni incise sui [[sigillo (oggetto)|sigilli]] personali, generalmente piccoli cilindri di vario materiale, spesso pietre dure, che riportavano in negativo il nome del proprietario e una dedica alla divinità tutelare prescelta. Facendo ruotare questi cilindri sulla tavoletta di argilla fresca, il testo contenuto nel sigillo veniva riportato sull'argilla.<ref>{{Cita pubblicazione|nome=Armando|cognome=Bramanti|titolo=2018. Dall&#39;Antico Oriente alle nostre mani. La materialità del cuneiforme|rivista=Forma Urbis|lingua=en|accesso=2018-11-26|url=https://www.academia.edu/37850742/2018._DallAntico_Oriente_alle_nostre_mani._La_materialit%C3%A0_del_cuneiforme}}</ref>
 
== Etimologia ==
Utente anonimo