Differenze tra le versioni di "Osho Rajneesh"

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=== Come oratore e pensatore ===
Ci sono diverse opinioni sulle qualità di Osho come pensatore e oratore. [[Khushwant Singh]], autore, storico ed ex direttore del ''Hindustan Times'' lo ha definito “il pensatore più originale che l'India abbia mai prodotto: il più erudito, la mente più lucida e il più innovativo”. Egli vede Osho come un “libero pensatore agnostico” capace di illustrare concetti astratti con un linguaggio semplice (accompagnato da aneddoti spiritosi) che derideva le divinità, i profeti, le scritture e i rituali religiosi, e che ha dato una nuova dimensione alla religione<ref name=bhawuk>Dharm P. S. Bhawuk, ''Culture's influence on creativity: the case of Indian spirituality'', “International Journal of Intercultural Relations”, 2003</ref> Il filosofo tedesco [[Peter Sloterdijk]], che divenne un discepolo di Rajneesh alla fine deldegli 1970anni settanta, lo ha chiamato "[[Wittgenstein]] delle religioni" e lo considera una delle più grandi figure del ventesimo secolo. A suo avviso, Osho operò una decostruzione radicale dei giochi di parole messi in atto dalle religioni di tutto il mondo.<ref>Peter Sloterdijk, ''Selbstversuch: Ein Gespräch mit Carlos Oliveira'', Carl Hanser, 1996</ref>
 
Agli inizi degli [[anni 1980|anni ottanta]] diversi commentatori della stampa popolare erano sprezzanti verso Osho.<ref name=mullan/> Il critico e scrittore australiano [[Clive James]] lo ribattezzò “Bagwash” paragonando l'ascolto dei suoi discorsi allo stare in una lavanderia guardando “brandelli della vostra biancheria intima che vorticano fradici per ore mentre trasudano schiuma grigia. Così appaiono i discorsi del Bagwash”.<ref name=mullan/><ref name=mick>Mick Power, ''Adieu to God: Why Psychology Leads to Atheism'', Wiley-Blackwell, 2012</ref> James conclude affermando che Osho, sebbene fosse “un esempio piuttosto benigno del suo genere”, “era un insopportabile sciocco che manipola il manipolabile nel manipolare gli uni con gli altri”.<ref name=mullan/><ref name=mick/> In risposta a una recensione entusiastica di uno dei discorsi di Osho scritta da Bernard Levin sul ''Times'', [[Dominik Wujastyk]] affermò che secondo lui il discorso ascoltato durante una visita all'ashram di Pune era di livello molto basso, ripetitivo in maniera estenuante e spesso sostanzialmente errato; egli (Levin) fu condizionato dal culto della personalità che circondava Osho.<ref name=mullan/><ref>[https://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fwww.telegraph.co.uk%2Fnews%2Fobituaries%2F1469028%2FBernard-Levin.html&date=2012-03-17 Necrologio di Bernard Levin], “The Daily Telegraph”, 10 agosto 2004</ref>
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