Differenze tra le versioni di "Funzioni di più variabili complesse"

m
Correggo sintassi in formula matematica secondo mw:Extension:Math/Roadmap
m (Sostituisco Collegamenti esterni ai vecchi template e rimuovo alcuni duplicati)
m (Correggo sintassi in formula matematica secondo mw:Extension:Math/Roadmap)
:<math>f(z_1,\dots,z_n)</math>
[[funzione in più variabili|in più variabili]] ''z''<sub>1</sub>&nbsp;...&nbsp;''z<sub>n</sub>'', definite sullo spazio delle [[Ennupla|ennuple]] di [[numeri complessi]], <math>\CComplex^n</math>, ove ''n>1'', ed a valori nei numeri complessi. Come in [[analisi complessa]], che si occupa del caso molto particolare ''n''&nbsp;=&nbsp;1, non vengono considerate tutte le funzioni, ma solo quelle ''[[Funzione analitica#Funzioni analitiche in più variabili|analitiche]]'', cioè le funzioni che sono rappresentabili localmente come [[Serie di potenze#Serie di potenze di più variabili|serie di potenze]] nelle variabili ''z''<sub>1</sub>&nbsp;...&nbsp;''z<sub>n</sub>''.
<!-- Equivalentemente, come si può dimostrare, esse sono localmente il [[convergenza uniforme|limite uniforme]] di [[polinomi]] o soluzioni locali di [[spazio Lp|quadrato integrabile]] delle [[equazioni di Cauchy-Riemann]] ''n''-dimensionali.-->
 
Negli anni 30, cominciò ad emergere una teoria generale, grazie soprattutto all'opera di [[Friedrich Hartogs]] e [[Kiyoshi Oka]], e agli importanti contributi di altri matematici quali [[Heinrich Behnke]], [[Renato Caccioppoli]]<ref>Giuseppe Scorza Dragoni: ''Renato Caccioppoli e la Teoria delle Funzioni di due o più variabili complesse'' in ''Il pensiero matematico del XX secolo e l'opera di Renato Caccioppoli'', Napoli 1989</ref>, [[Karl Stein]] e [[Peter Thullen]].
 
Ad Hartogs sono dovuti alcuni risultati basilari, tra cui il [[teorema di Hartogs|teorema]] che afferma che le funzioni analitiche in più variabili sono esattamente quelle che sono analitiche in ciascuna variabili separatamente, e la dimostrazione che le funzioni in più variabili complesse non hanno [[singolarità isolata|singolarità isolate]], contrariamente a quanto accade per ''n''&nbsp;=&nbsp;1. Questo risultato, unito al fatto che per ''n''&nbsp;>&nbsp;1 gli integrali di contorno sono integrali su [[Varietà (geometria)|varietà]] 2''n''&nbsp;-&nbsp;1 dimensionali (essendo <math>\CComplex^2</math> uno spazio quattro-dimensionale sui [[numero reale|<math>\R</math>]]), fa sì che il [[calcolo dei residui]] sia estremamente più complicato rispetto al caso dell'analisi complessa, nella cui teoria il [[teorema dei residui]] svolge un ruolo fondamentale.
 
Dopo il [[1945]] la situazione cambiò radicalmente a seguito di importanti risultati ottenuti in Francia, nell'ambito dei ''Seminari [[Henri Cartan]]'', e in Germania grazie ai lavori di [[Hans Grauert]] e [[Reinhold Remmert]]. Molti problemi vennero chiariti, in particolare quello della [[continuazione analitica]], in cui risulta particolarmente evidente la differenza con la teoria per funzioni di una variabile. Infatti, mentre per ogni sottoinsieme [[Insieme aperto|aperto]] e [[spazio connesso|connesso]] di <math>\CComplex</math> si può trovare una funzione che non sia prolungabile con continuità in una funzione analitica sulla frontiera, non è detto che questo risultato valga per ''n'' > 1. In effetti, gli insiemi che godono di questa proprietà sono piuttosto speciali, e vengono detti [[insieme pseudoconvesso|insiemi pseudoconvessi]]. Essi vennero introdotti da [[Eugenio Elia Levi]] nel 1910.<ref>Si veda ad esempio {{cita pubblicazione | cognome=Villani | nome=Vinicio| titolo= Su una classe di domini di olomorfia approssimabili dall'esterno| rivista=Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa | volume=14 | numero=4 | data= [[1960]] | pagine=349-361| url=http://www.numdam.org/item?id=ASNSP_1960_3_14_4_349_0 | accesso=4 ottobre 2011 }} a pagina 253.</ref> .
 
{{chiarire|I domini su cui è più naturale definire una funzione prolungabile continuamente fino al bordo sono chiamati ''[[Varietà di Stein]]'' e sono caratterizzati dal rendere nulli i gruppi della [[coomologia dei fasci]]. Venne così risolta la necessità di chiarire le basi del lavoro di Oka e di giungere ad un utilizzo coerente dei [[Fascio (teoria delle categorie)|fasci]] per la formulazione della teoria. Questo, grazie soprattutto ai lavori di Grauert, ha avuto importanti ripercussioni nel campo della [[Geometria algebrica]].}}
399

contributi