Differenze tra le versioni di "Corpo forestale dello Stato"

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Il principale impulso alla difesa del patrimonio forestale italiano fu, però, ottenuto solo a partire dal 1910, quando con la [[legge Luzzatti]] (legge 2 giugno 1910, n.277) venne istituito il "''Corpo reale delle foreste", nell'ambito del [[Ministero dell'agricoltura]], ma con proprio organico. Il progetto di riforma curato dall'eminente statista, che negli anni precedenti aveva dato impulso anche alla nascita della scuola forestale di Vallombrosa, vicino Firenze, poneva al centro l'importanza dell'allargamento del [[demanio]] forestale, basato su importanti foreste sottratte ai tagli indiscriminati ed alla distruzione ([[Anela]], [[Bono (Italia)|Bono]], Bottida, [[Bultei]], Boscolungo, Cadibona, [[Camaldoli]], [[Cansiglio]], [[Cecina (Italia)|Cecina]], [[Ficuzza]], [[Follonica]], Fontana, [[Gallipoli (Italia)|Gallipoli]]-[[Cognato]], Montedimezzo, Penna, Lame, [[Pineta di Ravenna]], S. Gerbone, Settefratelli, [[Sila]], [[Somadida]], [[Taburno]], [[Umbra]]-Iacotenente e [[Vallombrosa]]) che verranno nel corso degli anni arricchite con l'acquisto di nuovi fondi. La gestione di tali importanti aree venne affidata all'Azienda di Stato per le foreste demaniali che per un lungo periodo è stato il braccio tecnico-operativo dell'amministrazione forestale italiana. Il progetto di riforma ideato dal Luzzatti prevedeva anche un incremento del personale forestale che nel quinquennio 1911-1915 avrebbe raggiunto le 3.500 unità, assorbendo al proprio interno anche il personale di custodia delle province.
 
Con lo scoppio del [[primo conflitto mondiale]], le attività silvi-colturalisilvicolturali subirono un forte arresto ed il personale forestale venne mobilitato nelle file del [[Regio Esercito]]. I forestali combatterono su tutti i fronti, distinguendosi in numerosi fatti d'arme (alla fine della guerra si conteranno 71 caduti). Negli anni del conflitto, all'amministrazione forestale venne dato il compito di provvedere all'approvvigionamento del [[legname]] alle forze combattenti e del carbone per usi bellici e civili. Ciò comportò tagli molto significativi nelle foreste demaniali, che subirono un forte depauperamento per venire incontro alle richieste dello stato maggiore. Alla fine della guerra, l'Italia avrebbe ottenuto anche nuovi boschi nei [[Conferenza di pace di Parigi (1919)#La questione italiana|territori annessi]] e il Corpo reale delle foreste svolse un'importante opera di ricostituzione dei boschi danneggiati, in particolare nella zona dell'[[Altopiano di Asiago]], teatro di feroci scontri e distruzioni.
 
=== Il ventennio fascista ===
 
Un [[decreto legislativo]] attuativo approvato preliminarmente dal Consiglio dei ministri il 20 gennaio [[2016]]<ref>http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-101/4006</ref> sancì che il Corpo fosse riorganizzato come "[[Comando carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare|Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare]]", all'interno dell'[[Arma dei Carabinieri]]; nacquero così nell'Arma i "Ruoli forestali", mentre fu deciso il trasferimento di 750 agenti dell'ex Forestale ad altre forze di polizia. Il nuovo Comando resta alle dipendenze funzionali del [[Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali]]<ref>http://www.iltempo.it/politica/2016/01/21/dopo-194-anni-addio-alla-guardia-forestale-1.1500457</ref>. Nel [[Corpo nazionale dei vigili del fuoco]] confluirono invece gli agenti specializzati nel servizio antincendio.
Al detto decreto legislativo il 3 marzo fu reso il previsto parere obbligatorio da parte della Conferenza delle Regioni<ref>http://www.regioni.it/conferenze/2016/03/03/report-447358/</ref>; il 12 maggio espresse parere favorevole il [[Consiglio di Stato]]<ref>''Il Consiglio di Stato ha condiviso la scelta del Governo di disporre che il Corpo forestale dello stato sia assorbito dall'Arma dei carabinieri, con l'eccezione delle competenze in materia di incendi boschivi trasferite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della vigilanza a mare dei parchi naturali assegnata alla Guardia di finanza, non soltanto perché l'Arma ha sviluppato e consolidato nel tempo competenze specialistiche in campo ambientale e agroalimentare, ma anche perché le stazioni del Corpo forestale vanno ad affiancarsi al già capillare reticolo dei presidi dei Carabinieri con prevedibili riflessi postivipositivi sulla qualità e sull'intensità del controllo del territorio.
 
Con la soluzione adottata risultano rispettati anche i principi della delega, quali “salvaguardia delle professionalità esistenti”, “specialità e unitarietà delle funzioni” e “corrispondenza tra funzioni trasferite e transito del personale”.'' {{collegamento interrotto|1=[https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/Notiziasingola/PuntiprincipaliParere12maggio2016/index.html Parere CdS] |date=novembre 2017 |bot=InternetArchiveBot }}</ref> e il 13 luglio pervenne inoltre l'avallo delle commissioni riunite del Senato<ref>{{cita web|url=http://www.senato.it/3381?comunicato=51631|titolo=Senato}}</ref>. Tra le conseguenze, fu osservato che l'assorbimento del personale nell'[[Arma dei Carabinieri]] comportava, tra l'altro, il passaggio dei dipendenti dallo status di polizia civile a quello di [[militare|militari]]. Questo, in fase di approvazione suscitò reazioni dei sindacati generali<ref>Rassegna.it, ''[http://www.rassegna.it/articoli/cgil-grave-militarizzazione-forzata-corpo-forestale-dello-stato Cgil: grave militarizzazione forzata corpo forestale Stato]</ref> e di categoria, che paventarono la possibilità di una pioggia di ricorsi<ref name=gabri />. Il [[Capo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza|capo della polizia]] [[Franco Gabrielli]], espresse la sua perplessità sull'opportunità dell'iniziativa, preferendo il mantenimento delle diversità"<ref name=gabri>Il Fatto, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/17/legge-madia-gabrielli-laccorpamento-forestali-carabinieri-non-e-scelta-felice-sindacati-si-rischiano-migliaia-di-ricorsi/2839443/ Legge Madia, Gabrielli: “L'accorpamento Forestali-Carabinieri non è scelta felice”. Sindacati: “Si rischiano migliaia di ricorsi”]'', 17 giugno 2016</ref>, mentre favorevolmente si espressero il dirigente generale del Corpo forestale dello Stato<ref>{{Cita web|url=http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11389|titolo=Riforma P.A., Patrone: nascita nuova struttura Corpo forestale|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20161005070004/http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11389|dataarchivio=5 ottobre 2016|accesso=13 novembre 2016|urlmorto=no}}</ref> e i comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri [[Tullio Del Sette]]<ref>[http://webtv.senato.it/4621?video_evento=2746 Senato.tv]</ref> e della Guardia di Finanza [[Giorgio Toschi]]<ref>[http://webtv.camera.it/archivio?id=9722&position=1 Camera.tv]</ref>.
* 15ª Divisione - Pensioni, riscatti ed equo indennizzo.
 
L'"Ufficio per la BiobiversitàBiodiversità" operava Presso l'Ispettorato generale, alle dirette dipendenze del Capo del Corpo. Da questo Ufficio dipendevano 28 Uffici territoriali per la Biodiversità ai quali era demandata la gestione delle 130 Riserve naturali del Corpo forestale dello Stato precedentemente gestite dall'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali (A.S.F.D.). Da esso dipendevano anche i tre Centri nazionali per la Biodiversità forestale, dislocati a Peri (VR), Bosco Fontana (MN) e Pieve S.Stefano (AR).
===Organizzazione territoriale===
A livello regionale si trovavano i 15 comandi regionali (solo nelle regioni a statuto ordinario) con lo scopo di raccordo tra le strutture territoriali periferiche e l'Ispettorato generale, nonché di amministrazione generale a livello di gestione delle risorse finanziarie, umane e strumentali.