Differenze tra le versioni di "Borgo Faiti"

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== Storia ==
La "città di fondazione", in questo caso un centro rurale, venne costruita (in riferimento sia al suo centro che ai poderi diffusi sul suo territorio) ed inaugurata dall'[[Opera Nazionale Combattenti]] (ONC) nel [[1933]] nell'ambito dell'appoderamento delle [[Palude|paludi]] pontine bonificate, ed inaugurata nel [[1933]]. L'area venne popolata, fra il 1933 ed il 1934, da coloni di provenienza [[Veneto|veneta]], [[Friuli|friulana]] e [[provincia di Ferrara|ferrarese]], ai quali vennero assegnati i poderi appena realizzati, dapprima coltivati in regime di "dipendenza"mezzadria dalle colonìa alle dipendenze dell'ente ONC, e successivamente riscattatiacquistati in proprietà dagli stessi coloni assegnatari.
Il 2 maggio 1935 il borgo col suo territorio venne aggregato al [[comune di Latina]]; in precedenza era suddiviso fra i comuni di [[Sezze]] e [[Sermoneta]].
 
Il centro del borgo di fondazione (con una piazza, la scuola, l'acquedotto, l'emporio, la sede dell'azienda agraria, l'ammasso delle granaglie e alcune abitazioni) venne realizzato in corrispondenza di un preesistente casale, con annessa cappella religiosa, a sua volta situato a ridosso dei resti del villaggio romano di ''[[Forum Appii]]'', citato da [[san Paolo]] negli ''[[Atti degli Apostoli]]''.
 
A partire dal primissimo [[Medioevo]] il territorio era stato sostanzialmente disabitato: i resti del villaggio di ''Forum Appii'' furono individuati e riscoperti solo a seguito dei falliti tentativi di [[Bonifica idraulica|bonifica]] del [[XVIII secolo]], voluti da [[papa Pio VI]], ed insieme ad essi fu riscoperto l'originario tracciato della [[Via Appia Antica]] fino ad allora sconosciuto per ciò che riguardava l'area pontina. Nei pressi dei resti del villaggio sorsero una stazione di posta e un casale, tuttora esistenti, e il territorio a ovest della via fuera stato parzialmente prosciugato mediante la realizzazione delle "fosse migliarie", nonchè riunito in un'azienda agricola comune denominata "Azienda Foro Appio" che si estendeva a sud-ovest dell'Appia fino alla località di Mesa (oggi nel comune di [[Pontinia]]), il cui esercizio tuttavia non ebbe successo ed i cui terreni furono ben presto in parte abbandonati, ed in parte subaffittati a famiglie lepine che tuttavia non risiedevano in loco, se non per brevi periodi.
 
[[Tullio Dandolo]]<ref>Tullio Dandolo, ''Lettere su Roma e su Napoli'', 1826, lettera XVI)</ref> racconta nel [[XIX secolo]] di essersi fermato in un'osteria a "Forappio" sulla strada per Napoli. In quest'epoca sorsero ancora un casale con annessa cappella, a servizio dei campi circostanti: questi tuttavia si impaludavano durante l'inverno ed erano funestati dalla [[malaria]] durante l'estate, restando dunque disabitati per gran parte dell'anno e frequentati solo nei mesi primaverili da contadini e braccianti del centro collinare di [[Sezze]]. Il territorio dell'attuale borgo apparteneva a questo comune, dal quale fu scorporato alla nascita del comune di [[Latina|Littoria]] (oggi Latina).
 
IlDopo la sua fondazione negli anni 30 ed il suo popolamento, il borgo subì danni durante il [[Seconda guerra mondiale|secondo conflitto mondiale]]: alcune zone della campagna furono bombardate dagli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]], mentre l'antico casale settecentesco situato al centro, contenente la cappella cattolica, fu fatto saltare dai tedeschi in ritirata, poiché utilizzato come deposito di armi.
 
Il nome deriva, come per quasi tutti i borghi dell'[[agro pontino]], da una particolare zona del nord Italia teatro di famosa battaglia della Prima guerra mondiale: nel caso specifico deriva dal [[Dosso Faiti]], ora in territorio sloveno, dove nel giugno del 1917 si combatté una delle più cruente battaglie. Non a caso il Dosso era denominato anche "Linea delle sentinelle morte".
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