Differenze tra le versioni di "Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord"

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[[File:Talleyrandprothesis0002.jpg|thumb|left|upright|Protesi ortopedica che Talleyrand usava per correggere la zoppìa.]]
Nel [[1769]], all'età di quindici anni, Talleyrand entra nel [[seminario]] di [[Chiesa di Saint-Sulpice|Saint-Sulpice]], malgrado nello stesso periodo frequenti ostentatamente un'attrice della [[Comédie-Française]] di nome Dorothée Dorinville. Ai superiori che gli rimproveravano tale comportamento rispose, forte anche del suo nome: "Mi avete voluto? Adesso tenetemi come sono".
 
Il 28 maggio [[1774]] Talleyrand riceve gli [[ordini minori]] e pochi mesi dopo, il 22 settembre [[1774]], ottiene il baccalaureato in [[teologia]] alla [[Sorbona]] (con due anni d'anticipo sull'età prevista, grazie a una dispensa),<ref>Lacour-Gayet, cit p.40</ref> con relatore tale Charles Mannay, essendosi distinto negli studi nonostante la mancanza di vocazione (anche se la tesi fu in parte redatta dallo stesso Mannay).<ref>Talleyrand serberà la sua riconoscenza a Mannay ospitandolo nel suo castello di Valençay alla fine dei suoi giorni, Lacour-Gayet cit. pp. 39-40</ref> Il 1º aprile [[1775]] Talleyrand pronuncia i voti e diviene canonico della Cattedralecattedrale di Reims, la diocesi dello zio.<ref>Waresquiel, op. cit., pp. 56-57</ref>
 
L'11 giugno [[1775]] assiste alla consacrazione di [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]], il cui vescovo concelebrante è suo zio e; suo padre reca in processione la [[Santa Ampolla]], contenente l'olio sacro usato per ungere e consacrare i Rere di Francia.<ref>Lacour-Gayer, op. cit. pp. 43-44</ref>
Nella primavera del [[1778]] incontra [[Voltaire]], per il quale nutrirà sempre una viva ammirazione. Il 18 dicembre [[1779]] viene ordinato sacerdote; la sera innanzi il suo amico e compagno di bagordi Auguste de Choiseul-Gouffier, cugino del più noto [[Étienne François de Choiseul|duca di Choiseul]], trovandolo prostrato in lacrime, insiste perché rinunci, ma lui dice che è ormai troppo tardi per tornare indietro.<ref>Pier Damiano Ori, Giovanni Perich, p. 8</ref> All'ordinazione non è presente nessun membro della sua famiglia; i genitori assisteranno tuttavia alla sua prima Messa. Poco dopo ottiene l'assegnazione dell'[[Abbaziaabbazia di Saint-Remi]] a [[Reims]], con annesse prebende; naturalmente non prende dimora presso l'Abbaziaabbazia che gli è stata assegnata, ma si stabilisce a [[Parigi]]. Si mette subito in luce per la sua parlantina brillante e sicura e l'abilità dialettica con cui difende le sue posizioni: per questo motivo riesce ben presto a farsi eleggere, sempre con l'apporto dello zio, deputato di "secondo Ordineordine" all'Assemblea generale del Clero francese (un'equivalente delle moderne Conferenze Episcopali). Più o meno nello stesso periodo è iniziato in [[Massoneria]] nella Loggia ''L'Impériale des francs-chevaliers'', anche se vi manterrà sempre un ruolo di basso profilo, non andando mai oltre il grado di "Apprendista".<ref>{{collegamento interrotto|1=[http://giornaleilreferendum.com/2011/12/23/breve-storia-della-massoneria-i-fratelli-e-le-rivoluzioni-europee-parte-seconda/ Breve storia della Massoneria: i fratelli e le rivoluzioni europee (Parte Seconda) « Giornale Il Referendum<!-- Titolo generato automaticamente -->] |date=febbraio 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref>
 
Nel [[1780]] è nominato agente generale per il clero di Francia, grazie all'abilità con cui ha sostenuto, nel corso della quinquennale Assemblea della Chiesa gallicana, la difesa dei beni della Chiesa dalle mire del fisco di Luigi XVI, riuscendo però due anni più tardi a far votare dalla stessa Assemblea un "dono gratuito" di 15 milioni di ''livre'' al sovrano, come contribuzione alle casse statali. Tale carica, equivalente a un dicastero delle Finanzefinanze statali, gli permetterà di rendersi conto delle ricchezze della [[Chiesa cattolica in Francia|Chiesa francese]] e di diventare amico e consigliere dell'allora ministro delle finanze francese, [[Charles Alexandre de Calonne|Calonne]].
[[File:Charles-Alexandre de Calonne - Vigée-Lebrun 1784.jpg|thumb|left|upright|Calonne, abile economista e ministro delle Finanze, fu amico e mentore di Talleyrand agli esordi di quest'ultimo in politica, prima di cadere in disgrazia presso [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]].]]
Quest'amicizia si rivela però nefasta quando, poco dopo, Calonne deve dimettersi, avendo presentato al re un piano economico (elaborato con un forte contributo di Talleyrand, il quale vi rivelò il suo talento di economista e di riformatore) che questi non condivide: la disgrazia dell'amico si ripercuote anche su di lui, che viene per questo subito emarginato dai circoli della capitale francese. Grazie a Calonne, Talleyrand scopre però la sua vocazione per la politica e la finanza, nella quale dimostra sin da principio grande abilità: interviene con numerosi scritti in varie questioni, come la crisi della Cassa di sconto del 1783, e collabora con il ministro anche nella stesura di un Trattatotrattato commerciale con la Gran Bretagna nel 1786, venendo eletto nello stesso anno segretario dell'Assemblea generale, con i complimenti dei colleghi. La disgrazia dell'amico Calonne, in ogni caso, non gli impedisce di continuare a praticare l'altra sua attività preferita, quella del seduttore: frequenta assiduamente una dama dell'alta società conosciuta in precedenza, [[Adelaide Filleul]], sposata al conte di Flahaut (e secondo voci piuttosto accreditate figlia illegittima del defunto [[Luigi XV di Francia|Luigi XV]]), dalla quale nel 1785 ha un figlio, [[Charles Joseph, conte de Flahaut|Charles Joseph de Flahaut]], battezzato con il cognome del marito di Adelaide per nascondere la sua reale paternità. Grazie all'aiuto dell'illustre padre (quello vero), Flahaut avrà una brillante carriera militare (diventerà infatti aiutante di campo e confidente di [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]]), oltre a proseguirne la tradizione di donnaiolo (secondo i maligni sarà lui il padre naturale del futuro imperatore [[Napoleone III di Francia|Napoleone III]]).
 
Intanto Charles-Maurice cerca gli appoggi della famiglia per ottenere una nomina a [[vescovo cattolico|vescovo]], trovando a sbarrargli la strada il potente [[diocesi di Autun|vescovo di Autun]], [[Yves-Alexandre de Marbeuf]], moralista di antico stampo, inorridito dal comportamento libertino di Charles-Maurice. Quest'ultimo tuttavia viene promosso all'[[arcidiocesi di Lione]] nel maggio 1788 e Charles-Maurice, ambendo alla carica lasciata dal Marbeuf, corre dal padre, gravemente ammalato, a chiedergli d'intercedere presso il re, di cui era amico fraterno da lunga data, perché gli venga assegnata la diocesi, promettendo di correggere i propri costumi.<ref>Pier Damiano Ori, Giovanni Perich, p. 14</ref> Accorso al letto di morte dell'amico Charles-Daniel, padre di Charles-Maurice, [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] si lascia "scappare" la promessa di nominare il figlio vescovo di Autun.
Poco dopo Charles-Daniel muore, il fratello minore di Charles-Maurice, Archambaud, eredita i titoli e le proprietà di famiglia e Luigi XVI onora la promessa fatta all'amico in punto di morte: Charles-Maurice è il nuovo vescovo di Autun.
 
In ogni caso quest'ultimo, guardandosi bene dal trasferirsi nella sede della diocesi assegnatagli, continua la sua attività libertina, che non gli impedisce di tenere sotto controllo la scena politica in attesa di nuove opportunità: queste si presentano nel fatidico 1789, quando, sotto la pressione di una crisi economica sempre più incontrollabile (che forse il piano economico di Talleyrand e Calonne avrebbe potuto evitare, se applicato), il re [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] è costretto a convocare l'Assemblea degli [[Stati generali del 1789|Stati generali]]. Talleyrand coglie al volo l'occasione e decide di candidarsi come rappresentante del Clero all'Assemblea: la sua campagna elettorale nella diocesi di [[Autun]], impostata su un programma fortemente riformatore in linea con le sue ultime posizioni politiche, è un grande successo. Inoltre il vescovo raccoglie le lamentele e le rimostranze dei suoi fedeli in un ''[[Cahiers de doléances|Cahier de doléances]]'' persino eversivo per le proposte contenute: vi si chiede quasi l'abolizione della monarchia, la fine di tutti i privilegi feudali ed ecclesiastici, l'uguaglianza di tutti i ceti davanti alla legge e una tassa sulla rendita fondiaria (proposta questa già avanzata dallo stesso Talleyrand e da [[Charles Alexandre de Calonne|Calonne]] nel loro progetto di riforma economica dello Stato tempo addietro).<ref>Pier Damiano Ori, Giovanni Perich, pp. 16-17</ref>
 
Talleyrand dunque parte per [[Versailles]], dove partecipa all'apertura ufficiale degli Stati il 5 maggio [[1789]]; qui partecipa a tutti i lavori dell'Assemblea fino a quando, dopo l'atto di forza del re che impedisce ai membri del Terzo Stato di entrare nell'aula, decide di unirsi ai dissidenti che, sotto la guida dell'abate [[Emmanuel Joseph Sieyès|Sieyès]] e del conte [[Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau|Mirabeau]], si costituiscono in [[Assemblea nazionale costituente|Assemblea Nazionale Costituente]] il 9 luglio [[1789]]. La [[Rivoluzione francese]] era cominciata.
 
=== La [[Rivoluzione francese|Rivoluzione]] ===
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