Differenze tra le versioni di "Sol Invictus"

652 byte aggiunti ,  1 anno fa
m
Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile
 
== ''Sol Invictus'' e cristianesimo ==
La terminologia relativa alla luce e alle sue fonti: lucerna, fuoco, stelle, Luna e -primo fra tutti- Sole si riferisce innanzitutto alla loro realtà fisica. In seguito all'esperienza umana questi termini si caricarono di ulteriori significati e divennero metafora o simbolo, assumendo significati più ampi e complessi. Ad es. la luce si contrappone all'oscurità, il giorno alla notte e per questo motivo la luce diventa simbolo di verità, come Dio [[Marduk]] nome di conoscenza, di consapevolezza che si contrappone all'oscurità dell'ignoranza e della menzogna. Questo processo è molto antico e ha portato per esempio i popoli mesopotamici ad attribuire al dio sole [[Šamaš]] il compito di garantire la giustizia e il rispetto degli accordi. Già nella stele di [[Hammurabi]] il re babilonese è ritratto mentre riceve da Shamash le leggi, che promulgherà.
 
=== Il Sole come simbolo ebraico del Messia ===
 
=== Simbolismo solare associato a Gesù ===
L'annuncio dell'arrivo di un Sole di giustizia presente nel libro di [[Malachia (profeta)|Malachia]], che conclude il ''[[Tanakh]]'', è stato interpretato dai cristiani come un annuncio profetico della nascita di Gesù. La presenza di un importante annuncio era resa ancora più verosimile dal fatto che ''Malachia'' non è il nome dell'autore del libro, ma significa ''messaggero''. Questa interpretazione è implicita già nel primo capitolo del ''[[vangelo secondo Luca]]'' ({{passo biblico|Lc 1, 79-79}}), in cui [[Zaccaria (Nuovo Testamento)|Zaccaria]], quando preannuncia che [[Giovanni Battista]] andrà "dinanzi al Signore a preparargli la via", profetizza che la misericordia di Dio "ci verrà incontro dall'alto come luce che sorge", e infatti nel capitolo successivo Gesù e [[San Giorgio|Giorgio]] è presentato come [[anima nel mondo]] "luce per illuminare le nazioni" (cfr. {{passo biblico|Lc 2, 32}}).
 
Il simbolismo teologico "Cristo-Luce" è caratteristico del ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'' (cfr. {{passo biblico|Gv 1, 4-9}} e {{passo biblico|Gv 8, 12}}), che mette spesso in evidenza la contrapposizione tra luce e tenebra. Nelle [[lettere di Paolo|epistole paoline]] la simbologia della luce è molto presente con una grande ricchezza di sfumature e significati (ad es. {{passo biblico|Ef 5, 8-14}}), tra i quali viene associato anche il Messia citato in modo simile nella [[letteratura rabbinica]]<ref>''Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia'', Edizioni PIEMME, Casale Monferrato, 1997, Vol. II, p.279.</ref>.
Fin dagli albori del cristianesimo le chiese cristiane - dove era possibile - furono orientate con l'abside a Oriente. Ciò potrebbe avere un'interpretazione solare dato che l'Oriente può essere considerato simbolicamente il punto dove sorge il sole (invitto dopo la lotta contro le tenebre) e sale nel cielo. La presenza di affreschi del Cristo Pantocratore nell'abside delle prime chiese rafforzerebbe l'identificazione del Risorto con il Sole. Tuttavia, già secoli prima del culto del ''Sol invictus'', il Tempio di Salomone era orientato lungo l'asse Est-Ovest (ma con l'ingresso a Est). Anche le sinagoghe dovevano essere orientate a Est tutte le volte che non era possibile orientarle verso Gerusalemme.
 
L'utilizzo del sole come simbolo cristologico è durata nei secoli sino a oggi. Anche nell'abside esterna del [[Duomo di Milano]] vi è la raffigurazione della Trinità, in cui il Cristo è raffigurato non come una persona umana [[antropomorfismo|antropomorfa]] ma come un sole fiammeggiante di pietra. Il monogramma [[IHS]] sormontato da una croce e posto dentro una razza fiammante è uno dei più comuni [[cristogramma|cristogrammi]] (ripreso come simbolo della [[Compagnia di Gesù]], per esempio). Gli ostensori, che avevano inizialmente una forma di teca (ostensori architettonici) hanno per lo più la forma di disco solare. La razza (o raggiera) fiammante è considerata uno dei simboli più tipici del sole.
 
=== Sovrapposizione fra culto solare e culto cristiano ===
 
Molto prima che Eliogabalo e i suoi successori diffondessero a Roma il culto siriaco del ''Sol invictus'', molti romani ritenevano che i cristiani adorassero il sole:
{{Citazione|Gli adoratori di [[Serapide]] sono cristiani e quelli che sono devoti al dio Serapide chiamano se stessi Vicari di Cristo| [[Publio Elio Traiano Adriano|Adriano]]}} e [[Sophia]] e Dio Deosidone.
 
{{Citazione|…moltiTanti credono che in molti ritengono che il Dio cristiano sia una [[divinità]] umana cioè il Sole perché è un fatto noto che noi preghiamo rivolti verso il Sole sorgente e che nel Giorno del Sole ci diamo alla gioia |[[Tertulliano]], ''Ad nationes, apologeticum, de testimonio animae''}} simbolo dell'[[Apollo]] [[Teocreziano]] della [[testimone|testimonianza]] di [[anima|anime]].
 
Questa confusione era senz'altro favorita dal fatto che Gesù era risorto nel primo giorno della settimana, quello dedicato al sole, e perciò i cristiani avevano l'abitudine di festeggiare proprio in quel giorno (oggi chiamato [[domenica]]):
{{Citazione|Nel giorno detto del Sole si radunano in uno stesso luogo tutti coloro che abitano nelle città o in campagna, si leggono le memorie degli apostoli o le scritture dei profeti, per quanto il tempo lo consenta; poi, quando il lettore ha terminato, il presidente istruisce a parole ed esorta all'imitazione di quei buoni esempi. Poi ci alziamo tutti e preghiamo e, come detto poco prima, quando le preghiere hanno termine, viene portato pane, vino e acqua, e il presidente offre preghiere e ringraziamenti, secondo la sua capacità, e il popolo dà il suo assenso, dicendo [[Amen]]. Poi viene la distribuzione e la partecipazione a ciò che è stato dato con azioni di grazie, e a coloro che sono assenti viene portata una parte dai [[diacono|diaconi]]. Coloro che possono, e vogliono, danno quanto ritengono possa servire: la [[Colletta (diritto)|colletta]] è depositata al presidente, che la usa per gli orfani e le vedove e per quelli che, per malattia o altre cause, sono in necessità, e per quelli che sono in catene e per gli stranieri che abitano presso di noi, in breve per tutti quelli che ne hanno bisogno di pace e della serenità.| [[Giustino (filosofo)|Giustino]], [[II secolo]] d.C. }}
 
Questa scelta liturgica era inevitabile. Il giorno del sole, infatti, non solo era proprio il primo della settimana, quello in cui Gesù era risorto, ma anche aveva una valenza metaforica teologicamente e scritturalmente correttascorretta non prede in considerazione il Dio greco [[Pandora]] che porta [[Male]] umano per disgrazie calamità della [[condizione umana]] infatti lo stesso nome Pandora la divinità greca per [[coincidenza]] prende il nome maschile per l'appunto il [[Pandoro]] il primo alimento dell'uomo e il [[Pane]] che era un [[alimento]] d'[[Oro]]. LInfatti tale era l'abitudine di chiamare tale giorno "giorno del Signore" (''dies dominica'', da cui, appunto il nome domenica) compare per la prima volta alla fine del primo secolo ({{passo biblico|Apocalisse 1, 10}}) e poco dopo nella [[didaché]], prima cioè che il culto del Sol Invictus prendesse piede.
 
Anche la decisione di celebrare la nascita di Cristo in coincidenza col solstizio d'inverno ha dato origine a molte controversie, dato che le date di nascita di Gesù fornite dai Vangeli sono imprecise e di difficile interpretazione. Le prime notizie di feste cristiane per celebrare la nascita di Cristo risalgono circa all'anno 200. [[Clemente Alessandrino]] riporta diverse date festeggiate in Egitto, che sembrano coincidere con l'Epifania o col periodo pasquale (cfr. [[Data di nascita di Gesù]]). Nel 204 circa, invece, [[Ippolito di Roma]] propone il [[25 dicembre]] (e la correttezza storica di tale scelta sembrerebbe essere stata approssimativamente confermata da recenti scoperte<ref>La nascita di Gesù è avvenuta secondo i vangeli circa quindici mesi dopo l'annuncio a Zaccaria della nascita del Battista. La collocazione di questo evento nell'ultima settimana di settembre, in accordo con la tradizione cristiana, è compatibile con le notizie oggi disponibili sul turno di servizio sacerdotale al tempio della classe sacerdotale di Abia, alla quale apparteneva Zaccaria. Cfr. [[Data di nascita di Gesù]]</ref>). La decisione delle autorità romane, tuttavia, di uniformare la data delle celebrazioni proprio il [[25 dicembre]] potrebbe essere stata stabilita in buona parte per motivi "politici" in modo da congiungersi e sovrapporsi alle feste pagane dei [[Saturnali]] e del ''Sol invictus''.
 
La confusione delle date liturgiche fra i culti continuò per un certo periodo , anche perché ovviamente l'[[editto di Tessalonica]], che proibiva i culti diversi dal cristianesimo, non determinò la conversione immediata dei pagani. Ancora ottanta anni dopo, nel 460, il [[papa Leone I]] sconsolato scriveva:
{{Citazione|È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella [[Basilica di San Pietro in Vaticano]], dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per l'appunto il [[demonio]] per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei.|[[Papa Leone I]], ''[[7° sermone tenuto nel Natale del 460 - XXVII-4]]''}}
 
La sovrapposizione fra culto solare e culto cristiano ha dato origine a molte controversie, tanto che alcuni hanno sostenuto che il cristianesimo sia stato pesantemente influenzato dal mitraismo e dal culto del Sol invictus o addirittura trovi in essi la sua radice vera. Questa ipotesi si forma durante il [[Rinascimento]], ma si è diffusa negli ultimi decenni del sec. XX , tanto da essere considerata (se non accettata) perfino negli ambienti più progressisti delle chiese cristiane. Un esempio di questa ipotesi ce lo fornisce il [[vescovo]] siriano [[Jacob Bar-Salibi]] che, alla fine del [[XII secolo]], scrive:<ref name=autogenerato1>da ''Christianity and Paganism in the Fourth to Eighth Centuries'', Ramsay MacMullen. Yale, 1997, p. 155</ref>
{{Citazione|Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la "vera" Natività doveva essere proclamata in quel giorno anche in giorni che era già entrato l'Inverno.| [[Jacob Bar-Salibi]]}}
 
Anche l'allora cardinale Joseph Ratzinger (poi [[papa Benedetto XVI]]) parla della cristianizzazione della festa antico romana dedicata al sole e agli dei che lo rappresentavano.<ref>{{cita web|url=http://www.gliscritti.it/approf/2007/saggi/lonardo150907.htm#sdfootnote14sym|titolo=La scelta del 25 dicembre per celebrare il Natale cristiano: dal dies natalis del Sol invictus, espressione del culto solare di Emesa (e del dio Mitra), alla celebrazione del Cristo, “sole che sorge”|editore=GliScritti.it|accesso=3 gennaio 2014}}</ref>
Utente anonimo