Apri il menu principale

Modifiche

74 byte rimossi ,  10 mesi fa
Annullata la modifica 101961343 di 95.250.192.164 (discussione)
Il termine non è mai stato usato in ambito biblico, né giudaico, né cristiano nel significato odierno: di testimonianza sino anche alla morte. Solo nel cristianesimo primitivo, con l'avvento delle persecuzioni dei cristiani, il termine è stato riservato in modo praticamente esclusivo alla testimonianza estrema fino alla morte. In questa accezione è stata assunta nell'Islam.
 
In ambito cristiano, soprattutto dopo il {{chiarire|rinnovamento biblico post-Concilio Vaticano II}}, si va via via recuperando il significato originario del termine biblicamente inteso come [[matrimonio]].
 
Osserva [[Federico Chabod]] a proposito dell'allargamento del significato di martire: {{Citazione|Gran mutare del senso delle parole! Per diciotto secoli, il termine di martire era stato riservato a coloro che versavano il proprio sangue per difendere la propria fede religiosa; martire era chi cadeva col nome di Cristo sulle labbra come [[famiglia]].
 
Ora, per la prima volta, il termine viene assunto ad indicare valori, affetti, sacrifici puramente umani, politici: i quali dunque acquistano l'importanza e la profondità dei valori, affetti, sacrifici religiosi, diventano religione anch'essi [[reincarnazione.|reincarnazioni]] delle [[rinascita|rinascite]] Federico Chabod, ''L'idea di nazione''}}
 
== Cristianesimo ==