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San Biagio Saracinisco è situato sul versante meridionale delle Mainarde alla cui base scorre il fiume Mollarino, affluente del [[Melfa]]. <ref> [http://www.treccani.it/enciclopedia/san-biagio-saracinisco Treccani enciclopedia online] </ref>
 
Il suo territorio è compreso nel versante laziale del [[Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise]]. Il suo paesaggio è quindi dominato da monti, con la cima del [[Monte Carella]] che raggiunge i 1.072 metri di altezza, boschi e pascoli.
 
Il comune è articolato in un centro ed alcune frazioni: Cioppo, Fontana Cicchetta, Pietrepente, Pratola, Radicosa, Raimella, Uotto, Venezia. <ref> [https://www.portaleabruzzo.com/h5/comune.asp?id=6146 Portale Abruzzo] </ref>
San Biagio rientrò nella “[[linea Gustav]]” tracciata dal Feldmaresciallo [[Albert Kesselring|Kesserling]] come baluardo all’avanzata degli eserciti alleati. La furia dei bombardamenti, rese impossibile la permanenza in paese degli abitanti, persino di quelli che avevano cercato un precario rifugio nelle grotte, per cui l’8 dicembre 1943, giorno dell’Immacolata, fu deciso l’esodo forzato verso il centro di raccolta di [[Ferentino]] in cui molti giovani furono forzatamente arruolati nella [[Organizzazione Todt]] ed obbligati, anche se con retribuzione, a lavorare al fronte nella costruzione e riparazione di trincee ed opere difensive. Alcuni di loro, impiegati a Cassino, anche se malridotti per la fame ed i parassiti, riuscirono nottetempo a passare le linee tedesche e, con un lungo viaggio attraverso l’Italia in guerra, a ricongiungersi con i parenti residenti a [[Cremona]]. <ref name=sito_ufficiale />
 
Il 12 gennaio 1944 alle ore 5:30 cominciò la battaglia che doveva liberare dai tedeschi la zona compresa tra Costa San Pietro e [[Acquafondata]] e sfondare la linea Gustav in direzione di [[Atina]]. I fanti dell’8º [[Reggimento]] [[Marocco|marocchino]] ed il 7° [[Algeria|algerino]] dell’esercito francese attaccarono di sorpresa la Costa San Pietro, salendo dal Rio Chiaro e dal fosso Verrecchia, con l’appoggio dell’artiglieria piazzata sulla Catenella delle Mainarde. Le postazioni di mitragliatrici tedesche furono espugnate e i francesi occuparono la quota 1449. I giorni successivi ci furono i contrattacchi del reggimento dei panzer grenadier  che non ebbero tuttavia successo. Tutte le alture circostanti: [[Monte Monna Casale]], Monte San Pietro, Monna Acquafondata furono assalite dai francesi e strenuamente difese dai tedeschi.. Al termine della battaglia, le truppe tedesche retrocessero di alcuni chilometri sulle postazioni della linea Gustav propriamente detta, ma il Monte Santa Croce rimase in mano tedesca nonostante i due terribili attacchi sferrati il 27 maggio 1944 alle ore 21:00 da una compagnia del [[Corpo Italiano di Liberazione]] che portò alla definitiva cacciata dei tedeschi da San Biagio. Impressionante resta il rapporto tra perdite umane e risultati conseguiti: più di 5.000 morti di cui 500 tedeschi ed un sanbiagese. Il tentativo francese, pur avendo colto qualche successo territoriale, sostanzialmente fallì l’obiettivo principale.<ref> [http://www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_19_Costa_San_Pietro.html Camminare nella storia] </ref>
 
Ai primi di giugno, dopo essere stato raso al suolo, San Biagio cominciò a ripopolarsi anche se gli sfollati al nord torneranno solo dopo il 25 aprile 1945.
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