Differenze tra le versioni di "La ragazza di via Millelire"

Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile
Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile
 
== Trama ==
Il film vuole rappresentare uno spaccato del disagio sociale dei giovani delle periferie metropolitane e dei relativi servizi sociali che li seguono, ambientato ai confini di [[Torino]] sul finire degli [[anni 1970|anni settanta]]. Con una sceneggiatura a tinte forti realizzata dallo stesso regista, un linguaggio volgare da strada misto tra piemontese e meridionale, la pellicola segue una linea narrativa ben precisa incentrata sulla ragazzina ''Betty'', la protagonista, pur mescolando alcuni episodi dal punto di vista cronologico.<br/>
Il film inizia al piccolo Centro d'incontro in via [[Domenico Millelire]], nel quartiere [[Mirafiori Sud]], estrema periferia di [[Torino]], gestito dagli operatori sociali Verdiana, Wanda, Lucia, e Petrini. La struttura non è lontana da ''Via Emanuele Artom'', considerata, nella Torino dell'epoca, un vero e proprio rione "dormitorio" di [[Mirafiori Sud]], noto focolaio di delinquenza, violenza, droga, prostituzione e disagio di giovani spesso figli [[Emigrazione italiana|immigrati meridionali]] pregiudicati e senza un lavoro.<br/>
L'assistente sociale Verdiana risponde al telefono, accanto a Primaldo, un ragazzo problematico e con ritardo mentale. Dall'altra parte del telefono c'è Elisabetta Pellegrino, detta ''Betty'', una tredicenne problematica e che ha appena iniziato a bucarsi: è appena scappata da una comunità-alloggio di [[Casale Monferrato]], insieme alla sua compagna di stanza, Carmela. Una seconda telefonata alla Comunità poi, segnala che Betty è stata ritrovata in centro città, svenuta per strada. Arrivata a [[Torino]] infatti, Betty continua a frequentare ragazzi allo sbando, ladruncoli, transessuali, drogati, aspiranti spacciatori e delinquenti in erba, come ad esempio Vincenzo e Michele, che vogliono spingerla a prostituirsi.<br/>
Utente anonimo