Differenze tra le versioni di "Presidenza di Chester Arthur"

m
A seguito della scadenza elettorale di medio termine del 1882 il [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)|Partito Repubblicano]] fu costretto a subire una schiacciante sconfitta, perdendo il controllo della maggioranza nella [[Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America)|Camera dei Rappresentanti]]; questo mentre i rivali Democratici, impostando e preordinando selettivamente una [[campagna elettorale]] tutta basata sulla questione della riforma ebbero la meglio su 40 avversari uscenti e finendo poi con il raccogliere un totale di 70 seggi<ref>Doenecke, pp. 99–100</ref><ref>Theriault, pp. 57–63</ref><ref>Karabell, pp. 100–104</ref>. Tale sonora sconfitta contribuì non poco a convincere molti tra gli stessi Repubblicani a sostenere la proposta di legge inerente durante la sessione congressuale immediatamente successiva<ref>Karabell, pp. 106–107</ref>.
 
Il Senato quindi approvò il progetto con 38 voti contro 5 e la Camera si accordò presto con un risultato finale di 155 contro 47<ref>Reeves, 1975, p. 324</ref><ref>Doenecke, p. 101</ref>. A questo punto il presidente controfirmò la legge (''Pendleton Civil Service Reform Act'') in data 16 gennaio del 1883<ref>Doenecke, p. 102</ref>; l'Act istituì una commissione ad hoc preposta ai servizi civili con il compito di sorvegliare la regolarità degli esami di concorso pubblico oltre che di bandire l'uso di "assessment", una sorta di tassazione o [[tangente]] che i rappresentanti politici erano implicitamente chiamati a pagare al loro rispettivo [[partito politico]] come prezzo per le loro nomine<ref>Karabell, pp. 104–107</ref>.
 
Queste stesse riforme erano state precedentemente proposte da una [[commissione]] presieduta dall'[[avvocato]] e diplomatico Repubblicano John Jay, che aveva collaborato attivamente con Arthur durante il periodo da lui trascorso in qualità di "Collector" al [[porto di New York]]<ref>Karabell, pp. 106–107</ref>; in soli due anni il coraggioso e impavido
funzionario era riuscito a diventare il presidente che inaugurò la tanto attesa riforma della funzione pubblica<ref>Reeves, 1975, p. 324</ref><ref>Doenecke, pp. 101–102</ref>. Anche dopo il passaggio in legge del progetto di riforma del servizio civile i fautori dell'Act continuarono a dubitare fortemente nei riguardi dell'impegno assunto da Arthur a riformare il sistema vigente<ref>Reeves, 1975, p. 325</ref><ref>Doenecke, p. 102</ref>.
 
Sebbene i radicati sistemi di patronaggio statale e le innumerevoli posizioni federali non siano state più di tanto influenzate dalla nuova legge viene sostenuto che il ''Pendleton Act'' si rivelò essere determinante per la creazione di un servizio civile altamente professionale e l'ascesa della moderna [[burocrazia]] d'impronta statalista; la legge produsse anche importanti cambiamenti ed inversioni di marcia inerenti il finanziamento delle campagne politiche, in quanto le parti in lizza si trovarono costrette a ricercare nuove vie per la raccolta dei fondi necessari, come ad esempio i ricchi donatori privati<ref>White, 2017, pp. 476–468}}</ref>.
 
==== Scandalo Star Route ====
Fin dal 1870 l'[[opinione pubblica]] aveva appreso ed era stata costantemente aggiornata dai mezzi d'informazione dello [[scandalo]] finanziario denominato "Star Route", in cui gli appaltatori per le rotte del servizio postale al Dipartimento governativo federale erano stati pagati in una maniera eccessiva per i servizi da loro svolti, il tutto con la connivenza i alti funzionari tra cui l'ex senatore Repubblicano Stephen Wallace Dorsey. Sebbene il presidente avesse lavorato a suo tempo a stretto contatto con lui, una volta entrato in carica sostenne le indagini a suo carico costringendo alle dimissioni tutti quei funzionari sospettati di [[concussione]].