Differenze tra le versioni di "Presidenza di Chester Arthur"

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{{citazione|Si distinse per l'opera moralizzatrice cui si dedicò facendo approvare la prima legge sui pubblici funzionari; fino ad allora e cariche erano state appannaggio del [[partito politico]] vincitore ed usate a suo beneficio: ottenne l'approvazione che stabiliva l'assunzione per [[concorso pubblico]] e la loro inamovibilità<ref>Mario Francini ''Storia dei presidenti americani'' Tascabili Newton 1996, pag. 40</ref>.}}
La '''presidenza di [[Chester Arthur]]''' ebbe inizio il 19 settembre del 1881, quando l'allora [[vicepresidente degli Stati Uniti d'America|vicepresidente]] in carica da 119 giorni divenne il [[Presidenti degli Stati Uniti d'America|21º]] [[presidente degli Stati Uniti d'America]] a seguito dell'attentato e successivo [[assassinio di James A. Garfield]], per poi terminare il 4 marzo del 1885. Di salute cagionevole e privo del pieno appoggio del proprio [[partito politico]] Arthur farà solamente uno sforzo simbolico per riuscire ad ottenere la nomina dal [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)|Partito Repubblicano]] alle [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1884|elezioni presidenziali del 1884]]; gli succederà l'esponente del [[Partito Democratico (Stati Uniti d'America)|Partito Democratico]] [[Grover Cleveland]].
 
Garfield scelse a suo tempo Arthur come compagno di corsa durante la [[campagna elettorale]] per la scadenza delle [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1880|elezioni presidenziali del 1880]] a causa della stretta associazione di quest'ultimo con la [[corrente politica]] denominata "Stalwart" ed egli lottò per superare la reputazione di capogruppo della "macchina politica" newyorkese.
== Successione ==
 
Abbracciò la causa della riforma della [[funzione pubblica]] federale tanto che la sua difesa ed applicazione del ''Pendleton Civil Service Reform Act'' (1882-83) divenne il fulcro della propria Amministrazione; sebbene la pratica della [[raccomandazione]] rimase una forza assai potente in ambito politico la nuova legislazione pose le basi per la creazione di un servizio civile professionale ed altamente qualificato che avrebbe finito per emergere nei decenni seguenti.
 
Di fronte ad un surplus di [[bilancio]] il presidente firmò la ''tariffa del 1883'' la quale ridusse l'[[imposta]] sul [[dazio]]; impose anche il diritto di [[veto]] sul ''Rivers and Harbors Act'', un Atto che avrebbe dovuto appropriarsi dei fondi federali in un modo che riteneva eccessivo; supervisionò inoltre un programma di costruzione per l'[[United States Navy]].
 
Dopo che la [[Corte suprema degli Stati Uniti d'America|Corte Suprema]] abbatté il ''[[Civil Rights Act (1875)]]'' emanato dalla [[presidenza di Ulysses S. Grant]] Arthur tentò di favorire una rinnovata legislazione sui [[diritti civili]] a protezione degli [[afroamericani]], ma non riuscì ad ottenerne il passaggio e l'approvazione parlamentare. Nell'ambito della [[storia della politica estera statunitense]] il presidente perseguì relazioni economico-politiche più strette con i paesi dell'[[America Latina]], benché a seguire molti degli accordi commerciali proposti vennero bocciati dal [[Senato (Stati Uniti d'America)|Senato]].
 
La "Convention" nazionale Repubblicana del 1884 gli preferirà [[James Blaine]], ma Cleveland arriverà a sconfiggerlo all'appuntamento con le urne. Sebbene la mancanza di salute fisica e il temperamento personale e politico del presidente incumbent si combinassero per rendere la propria Amministrazione meno attiva rispetto a quella di una moderna presidenza, non mancherà di guadagnasi elogi da parte dei contemporanei per la sua solida "performance" durante gli anni trascorsi in carica. Il giornalista Alexander Kelly McClure successivamente scriverà: "''Nessun uomo è mai entrato nella presidenza così profondamente e ampiamente diffidato come Chester Alan Arthur, e nessuno si è mai ritirato... più generalmente rispettato di lui, allo stesso modo dagli amici che dai nemici politici''".
 
Fin dal momento della sua morte la sua reputazione storica è per lo più svanita dalla coscienza dell'[[opinione pubblica]]; sebbene alcuni non abbiano mancato di elogiarne la flessibilità e la forte volontà di abbracciare la via delle riforme gli studiosi contemporanei - nella [[classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America]] - lo considerano come un presidente relativamente al di sotto della media.
 
 
== Successione ==
; Partiti politici: <br />
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[[Categoria:Storia degli Stati Uniti d'America (1865-1918)]]
[[Categoria:Presidenze degli Stati Uniti d'America|Arthur]]|