Differenze tra le versioni di "Presidenza di Chester Arthur"

 
== Candidatura a vice e successione ==
== Successione ==
Dopo che il presidente [[Rutherford B. Hayes]] rifiutò di cercare la rielezione fin dall'inizio della [[campagna elettorale]] del 1880 diversi candidati gareggiarono per la nomina alla "Convention" nazionale del [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)|Partito Repubblicano]]; questa rimase però bloccata dai sostenitori dell'ex presidente [[Ulysses S. Grant]] e del membro di spicco del [[Senato (Stati Uniti d'America)|Senato]] [[James Blaine]], dando alla fine luogo alla "nomination" di [[James A. Garfield]], un "dark horse" (cavallo oscuro).
 
Sperando di unire la compagine politica dietro la sua candidatura Garfield decise di selezionare un seguace del senatore di [[New York]] [[Roscoe Conkling]], facente parte della [[leadership]] della [[corrente politica]] detta "Stalwart", come proprio compagno di corsa; la scelta quindi cadde su Arthur, un ex "Collector" della [[dogana]] del [[porto di New York]]. Il "ticket presidenziale" Garfield-Arthur giunse così a vincere le [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1880|elezioni presidenziali del 1880]] ma, poco tempo dopo essere entrato in carica il neopresidente si scontrò proprio con Conkling su varie questioni tra cui avvicendamenti e nomine.
 
La continua stretta alleanza e lealtà di Arthur nei confronti del proprio mecenate newyorkese finì presto con l'emarginarlo all'interno dell'Amministrazione e, subito dopo che l'Aula senatoriale entrò in fase di pausa stagionale nel maggio del 1881 il vicepresidente se ne tornò nel proprio [[New York (stato)|Stato di New York]]. Appena il 2 luglio seguente Arthur apprese che Garfield era stato gravemente ferito in una sparatoria; l'attentatore, [[Charles Guiteau]], era un disoccupato alla ricerca di un posto di lavoro nell'ufficio pubblico il quale credeva che il successore di Garfield lo avrebbe scelto per via di raccomandazione.
 
Sebbene avesse a malapena conosciuto il criminale Arthur dovette faticare a far sopire i sospetti sorti tra coloro che credettero fosse stato dietro le quinte dell'[[omicidio]]. Assai riluttante a farsi vedere in veste di presidente mentre Garfield era ancora in vita e per tutti i mesi successivi al suo ferimento, con il presidente sempre più vicino alla morte e Arthur ancora a New York, si ebbe a verificarsi un grave vuoto di autorità nel [[potere esecutivo]]. Molti d'altra parte si dimostrarono preoccupati dalla prospettiva di una presidenza Arthur; ''[[The New York Times]]'' il quale aveva sostenuto il concittadino all'inizio della carriera scrisse che "''con Arthur parla l'ultimo uom che sarebbe considerato eleggile per la successione''".
 
Garfield morì il 19 di settembre e John Riker Brady, giudice della Corte Suprema di New York, amministrò il giuramento d'ufficio ad Arthur nella residenza di quest'ultimo alle ore 2:15 del 20 settembre; prima ancora di lasciare New York il neopresidente assicurò la [[linea di successione presidenziale negli Stati Uniti d'America]] preparando e spedendo alla [[Casa Bianca]] un apposito [[proclama]] da leggere all'apertura della sessione straordinaria del Senato, assicurando in tal maniera che si potesse scegliere un [[presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti d'America|Presidente pro tempore del Senato]] il quale si sarebbe trovato ad essere il primo nella linea di successione.
 
Il giorno 22 seguente Arthur ripeté il giuramento d'ufficio, questa volta davanti al [[procuratore generale degli Stati Uniti d'America|Procuratore generale]] [[Morrison Remick Waite]]; intraprese questo passo per garantire la conformità procedurale. Vi saranno domande persistenti e dubbi inerenti il fatto che Brady, un giudice del tribunale statale, potesse avere l'autorità di amministrare un giuramento federale.
 
Arthur quindi ordinò un rimodellamento della residenza presidenziale e nel frattempo si stabilì a casa del senatore John Percival Jones fino alla fine dell'anno in corso, quando si trasferì definitivamente alla Casa Bianca. Visto che il neopresidente era già in stato di vedovanza fu la sorella [[Mary Arthur McElroy]] a divenire di fatto la [[First lady degli Stati Uniti d'America]]. Arthur s'insediò in un periodo di crescita e forte sviluppo economico per il proprio paese (la popolazione era passata da 30 milioni nel 1860 a 50 nel 1880) il quale mantenne un surplus del bilancio governativo e relazioni ampiamente pacifiche con ognuna delle [[grandi potenze]] dell'epoca.
 
== Amministrazione ==
=== Gabinetto ministeriale ===
; Partiti politici: <br />
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