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Democrazia è Libertà - La Margherita

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[[L'Unione]] <small>([[2005]]-[[2007]])</small>
|partito europeo = [[Partito Democratico Europeo]]
|gruppo parlamentare europeo = [[Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa|ALDE]]
|seggi1 = {{Seggi|90|630|partito = Democrazia è Libertà - La Margherita}} <small>([[Elezioni politiche italiane del 2006|2006]])</small>
|seggi2 = {{Seggi|43|315|partito = Democrazia è Libertà - La Margherita}} <small>([[Elezioni politiche italiane del 2001|2001]])</small>
Prodi rompe gli indugi nell'estate del [[2003]], quando, in vista delle [[elezioni europee del 2004]], propone a tutti i partiti della coalizione di presentarsi sotto un unico simbolo: il simbolo dell'Ulivo. La Margherita è disponibile ad aderire all'appello ma, nella coalizione, non la pensano tutti così: dicono sì i [[Democratici di Sinistra]], i [[Socialisti Democratici Italiani]] ed il piccolo [[Movimento Repubblicani Europei]], mentre gli altri preferiscono presentarsi con la propria identità individuale.
 
Nasce così la lista di [[Uniti nell'Ulivo]], che si presenta con l'obiettivo di ''portare il riformismo in Europa''. Svolte le elezioni, la lista conquista il 31% dei consensi e, tra gli eletti, gli eurodeputati della Margherita sono sette. In sede di [[Parlamento europeo]], la Margherita, che si presenta per la prima volta come partito unitario ad una elezione di estensione nazionale, deve fare i conti con le rispettive famiglie di provenienza delle sue componenti. Prima della nascita della Margherita, infatti, il PPI aderiva al [[Partito Popolare Europeo]], la principale famiglia politica europea formata da democristiani, conservatori e liberali, mentre [[I Democratici]] e Rinnovamento facevano parte del [[Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori]], ossia il raggruppamento d'ispirazione liberale e, in larga parte, progressista. Dunque, con l'obiettivo di mantenere fede al progetto di creare una nuova famiglia europea, la Margherita decide di non aderire né all'una né all'altra formazione, ma di fondarne una nuova, già guardando con interesse al modello del Partito Democratico americano, giudicato come contenitore ideale per forze che si richiamano al centro e alla sinistra. Così, insieme all'[[Unione per la Democrazia Francese]], partito riformista di centro guidato da [[François Bayrou]], i DL danno vita a un nuovo partito europeo, il [[Partito Democratico Europeo]], che, nellcon il [[Partito dell'ambitoAlleanza dei gruppiLiberali parlamentarie dei Democratici per l'Europa]], forma conil i[[gruppi Liberaldemocraticipolitici ilal Parlamento europeo|gruppo politico]] dell'[[Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa|Gruppo dell'Alleanza dei LiberaliDemocratici e dei DemocraticiLiberali per l'Europa]].
 
Di fatto, però, si ripropongono divisioni rispetto all'altro soggetto principale della coalizione italiana, i DS, che, insieme agli SDI, aderiscono al [[Partito del Socialismo Europeo]]. Al di là delle difformità in sede europea, i partiti della lista unitaria, in Italia, avviano una politica di convergenza, anche se, in taluni circostanze, non è semplice ricondurre alle posizioni unitarie l'area più a sinistra dei DS.