Differenze tra le versioni di "Contea di Lodrone"

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La '''Conteacontea di Lodrone''' è stata un'antica giurisdizione feudale del [[Principatoprincipato vescovile di Trento]], poi della [[Conteacontea del Tirolo]] legata alle vicissitudini della nobile famiglia dei Conti [[Lodron]]. Situata nella parte sud occidentale del [[Trentino]], il territorio della [[conte|Conteacontea]] si estendeva sui paesi di [[Lodrone (frazione)|Lodrone]], [[Darzo]], Riccomassimo (questi due oggi frazioni del Comunecomune di [[Storo]]), [[Bondone]], [[Magasa]], [[Val Vestino]]. Fondata attorno al [[1100]], abolita da [[Napoleone Buonaparte]] nel [[1802]] con le altre 8 giurisdizioni patrimoniali trentine<ref>Le giurisdizioni patrimoniali trentine concesse in [[feudo]] dal [[principe vescovo]] di [[Trento]] ai suoi nobili [[Vassallo|vassalli]] furono in totale 9: la giurisdizione dei Quattro Vicariati (nella Val Lagarina, sponda Ovestovest dell'Adige), le due giurisdizioni di [[Castellano (Villa Lagarina)|Castellano]] e [[Castelnuovo (Italia)|Castelnuovo]], quella della Conteacontea di [[Lodrone]]-[[Valvestino]], la giurisdizione di [[Caldonazzo]], la giurisdizione di [[Castel Beseno]], la giurisdizione di [[Segonzano]], la giurisdizione di [[Fai della Paganella]] e [[Zambana]], la giurisdizione di Castel [[Caldes]] e infine la giurisdizione di Tuenetto nel Comunecomune di [[Taio]].</ref> e lo stesso Principatoprincipato, ricostituita dopo il [[Congressocongresso di Vienna]], fu definitivamente abrogata nel [[1826]].
 
==Storia==
 
Le prime notizie documentate della Conteacontea risalgono al 27 agosto [[1185]], quando in seguito alla lotta fra le fazioni dei [[guelfi]] e dei [[ghibellini]] per il possesso del [[Trentino]], uscirono vincitori questi ultimi, cosicché Enrico di [[Appiano]], nobile bavarese, della casa guelfa fu costretto a vendere al [[principe vescovo]] di [[Trento]], Alberto III di Madruzzo (1184&nbsp;– 1188), tutti i beni che possedeva nelle Giudicarie ad eccezione dei feudi di cui aveva investito i suoi nobili vassalli e militi, Calapino di Lodrone, Gumpone di Madruzzo e Bozone di [[Stenico]].
Quattro anni dopo, la domenica del 4 giugno [[1189]] a [[Storo]] nella chiesa di [[San Floriano]], sette illustri famiglie Storesistoresi strinsero fra di loro un patto e giurarono solennemente di rispettarne i dettami ivi contenuti per appianare secondo diritto tutte le liti e le controversie che potevano insorgere negli anni a venire riguardo al possesso del castello di Lodrone e delle proprietà che Calapino aveva nella Pievepieve di [[Condino]] ed in quella della [[Valvestino]].
 
Nel 1456 [[Pietro Conte Lodron|Pietro Lodron]] diede origine al [[Lodron detti di Castellano e Castelnuovo|ramo lagarino dei Lodron]], che dominò sul [[Feudo di Castellano e Castelnuovo]] fino al 1703; sarà poi gestito dai Lodron giudicaresi fino al 1842.
 
In origine il campo d'azione dei Lodrone fu circoscritto al territorio compreso tra la sponda nord del [[lago d'Idro]] e la [[Pievepieve di Bono]], tra il Comunecomune di [[Bagolino]] e la [[Val Vestino]]. Mantennero beni e giurisdizione anche nel Bresciano, a [[Salò]], a [[Concesio]], in [[Valle Camonica]] e perfino nel lontano [[Piemonte]] ad [[Acqui]] nel [[Monferrato]] con il [[feudo]] di [[Morsasco]] posseduto dal [[1530]] sino all'estinzione della linea di discendenza maschile avvenuta nel [[1599]].
 
Per tutto il Quattrocento furono risolutamente intenzionati, ma invano, alla costituzione di una signoria indipendente che si estendesse dalla terra di [[Bagolino]] e dal Garda bresciano, attraverso la Valle del [[Sarca]], fino alla [[Val Lagarina]] dove nel 1456 i Lodron riuscirono, con il beneplacito di [[Giorgio Hack]] vescovo di Trento, ad impadronirsi dei [[Feudo di Castellano|Feudifeudi di Castelnuovo di Noarna e di Castellano]]. Condussero senza interruzione una politica ambigua nei confronti del vescovo, loro signore feudale, e degli stati confinanti che è ben riassunta nelle parole di Cesare Agostino Festi, noto storico e genealogista di questa Casata: “''Questi“Questi, or guelfi, or ghibellini a seconda del lor tornaconto, sempre però intenti a rendersi indipendenti, in ciò favoriti dall'ubicazione de' loro castelli e possessi posti al confine del principato, si diedero or a Milano, or a Venezia, ora agli Scaligeri, or ai Conti del Tirolo pur di torsi di dosso la sudditanza dai Vescovi''”Vescovi” .
[[File:Lodrone.JPG|thumb|[[Lodrone (Storo)|Lodrone]] di Storo]]
 
L'occupazione napoleonica dell'Italia avvenuta nella primavera del [[1797]] e la conseguente instaurazione di amministrazioni di stampo filo-francese spazzarono via gli ultimi residui feudali esistenti in Italia. Il [[principato Vescovile di Trento]] e quello di [[Bressanone]] furono secolarizzati nel [[1802]] e le nove giurisdizioni patrimoniali trentine, compresa quella di [[Lodrone]]-[[Valvestino]], furono abolite, così come furono abolite anche le due giurisdizioni autonome delle Sette Pievi delle Giudicarie e della Magnifica Comunità di Fiemme. Con la sconfitta di [[Napoleone Buonaparte]], il [[congresso di Vienna]] del 1815 ristabilì gli antichi privilegi feudali restituendo, tra l'altro, il Trentino all'Austria e la giurisdizione di Lodrone ai suoi antichi proprietari.
 
Il 19 giugno [[1826]] i Conticonti, dopo sei secoli d'incontrastato dominio, rinunceranno definitivamente alla loro giurisdizione a favore della subentrata amministrazione austriaca pur conservando le libere proprietà, poi alienate principalmente nel corso del Novecento.
 
==Reggenti della Conteacontea di Lodrone==
[[File:Conteadilodrone.JPG|thumb|L'antico territorio della Conteacontea di Lodrone]]
* [[Giorgio Lodron]]
* [[Giovanni Battista Lodron]]