Differenze tra le versioni di "Il deserto dei Tartari (film)"

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(tipo colore)
|titolo originale = Il deserto dei Tartari
|lingua originale = [[Lingua italiana|Italiano]]
|paese = [[Italia]]
|paese 2 = [[Francia]]
|paese 3 = [[Germania Ovest]]
|anno uscita = [[1976]]
|titolo alfabetico = Deserto dei Tartari (Il)
|immagine = Il deserto dei Tartari film.jpg
|didascalia = Drogo ([[Jacques Perrin]]) e il cap. Ortiz ([[Max Von Sydow]])
|durata = 147 minuti
|tipo colore = [[Technicolor]]
|aspect ratio = 1,66:1
|genere = Drammatico
|regista = [[Valerio Zurlini]]
|soggetto = [[Dino Buzzati]] <small>(romanzo)</small>
|sceneggiatore = [[André-Georges Brunelin]]
|produttore = [[Michelle De Broca]], [[Jacques Perrin]], [[Giorgio Salvaggi]]
|casa produzione = [[Cinema Due]]
|casa distribuzione italiana = [[Italnoleggio Cinematografico]]
|attori = * [[Jacques Perrin]]: Sten. Giovanni Drogo
|attori =
* [[Vittorio Gassman]]: Colonnellocolonnello Conte Giovanbattista Filimore
* [[Jacques Perrin]]: Sten. Giovanni Drogo
* [[Vittorio Gassman]]: Colonnello Conte Giovanbattista Filimore
* [[Giuliano Gemma]]: Magg. Matis
* [[Helmut Griem]]: Ten. Simeon
* [[Philippe Noiret]]: Ilil Generalegenerale
* [[Fernando Rey]]: Ten. Col. Nathanson
* [[Laurent Terzieff]]: Ten. Pietro Von Hamerling
* [[Max von Sydow]]: Cap. Ortiz
* [[Lilla Brignone]]: madre di Drogo
* [[Shaban Golchin Honaz]]: soldato Lazare
|doppiatori italiani = * [[Giancarlo Giannini]]: Sten. Giovanni Drogo
* [[Giancarlo Giannini]]: Sten. Giovanni Drogo
* [[Giancarlo Maestri]]: Magg. Matis
* [[Luciano Melani]]: Ten. Simeon
* [[Luigi Vannucchi]]: Ilil Generalegenerale
* [[Alberto Lionello]]: Colonnellocolonnello Nathanson
* [[Luigi La Monica]]: Pietro Von Harmeling
* [[Massimo Foschi]]: Cap. Ortiz
{{S sezione|film}}
* [[David di Donatello 1977]]
** [[David di Donatello per il miglior film|miglior film]]
** [[David di Donatello per il miglior regista|miglior regia]] ex aequo con [[Un borghese piccolo piccolo (film)|''Un borghese piccolo piccolo'']]
** David speciale a Giuliano Gemma
* [[Nastri d'argento]] [[1977]]
== Differenze fra romanzo e film ==
{{P|Ricerca originale priva di fonti. Si esprimono inoltre pareri personali.|film|dicembre 2014}}
La vicenda narrativa segue quella del Tenentetenente Drogo [[Dino Buzzati|buzzatiano]]; fanno eccezione alcune rifiniture della [[sceneggiatura]], come ad esempio i tratti di alcuni personaggi che risultano leggermente accentuati rispetto alla vaghezza esistenziale del [[romanzo]] (personaggi i cui nomi vengono talvolta modificati).
 
L'inaccessibilità della fortezza, il suo isolamento fisico ed esistenziale rimangono centrali per tutto lo svolgimento del film, così come l'idea della frontiera morta, del deserto, della presenza di un nemico assente e dell'inutilità del tempo. La vastità degli ambienti e la coreografia delle immagini, che si alternano tra gli esterni assolati o crepuscolari e gli interni tenebrosi e ciechi della Fortezza Bastiano (così viene indicata nel film quella che nel romanzo è la Fortezza Bastiani), esprimono l'immobilità corale esattamente come nel romanzo in cui le povere vicende umane, annullate dalla contemplazione della vastità, hanno luogo.
Tuttavia, pur abbastanza fedele al romanzo nello spirito e nei fatti narrati, il film se ne discosta moltissimo da tutti e due i punti di vista nel finale. Infatti, nel film Drogo muore (o forse semplicemente si addormenta in preda alla febbre) disperato e pieno di rimpianti sulla carrozza che lo sta portando lontano dalla fortezza verso la quale stanno già galoppando i "Tartari". Il romanzo ha un finale molto diverso: lasciata la fortezza sulla carrozza Drogo osserva durante la prima parte del viaggio, altrettanto sconvolto e amareggiato, il passaggio sulla strada in senso contrario dei rinforzi diretti alla fortezza. Tuttavia, giunta la notte, deve pernottare in una locanda; qui trascorre le ultime ore di vita sdraiato nel letto nella notte acquistando pian piano la consapevolezza che la battaglia, che aveva aspettato tutta la vita alla fortezza Bastiani ma che aveva perso all'ultimo momento, si presentava ora in modo molto diverso ma molto più importante sotto forma dell'affrontare senza paura la morte. Con la raggiunta consapevolezza di questa battaglia decisiva e più importante da combattere, Drogo muore riappacificato con la sua storia, della quale ha finalmente trovato un senso anche ultraterreno.
 
In nome di una maggiore concretezza cinematografica, il regista colloca il d''desertoeserto dei Tartari'' ai margini (presumibilmente settentrionali o orientali) dell'[[Impero austro-ungarico]], e fornisce ai protagonisti una spiccata personalità [[XIX secolo|ottocentesca]]. Questi realismi sono assenti nel [[romanzo]] dello [[scrittore]] [[Belluno|bellunese]], come in quasi tutta la sua poetica; anzi, nel romanzo essi sono volutamente resi ambigui e inefficaci. Tuttavia c'è da dire che tale caratterizzazione era praticamente obbligata nella trasposizione da un'opera letteraria a forte contenuto evocativo e simbolico, ad un'opera cinematografica in cui i personaggi e gli eventi devono necessariamente trovare una collocazione visiva nei costumi e nella cultura di una epoca storica. Il periodo storico a cavallo tra [[XIX secolo|Ottocento]] e [[XX secolo|Novecento]] era l'unico che si prestava a rendere molti particolari presenti nel racconto letterario ([[Cavalleria|eserciti con cavalli]], [[armi da fuoco]] e [[Cannone|cannoni]], [[Mitragliatrice|mitragliatrici]] vecchio tipo e [[Cannocchiale|cannocchiali]] per l'osservazione). Analogamente l'[[Impero austro-ungarico]] di fine Ottocento-inizio Novecento era l'unica entità storica che poteva giustificare molti particolari del racconto, come l'ambientazione di un regno europeo ma al contempo confinante con zone insieme desertiche e montagnose (in questo senso il cosiddetto e misterioso '"Stato del Nord'" proveniente da un luogo vasto e desolato potrebbe così essere identificato con l'[[Impero Russo]] che costituiva tutta la frontiera orientale dell'Impero Asburgico dalla [[Polonia]] al [[Mar Nero]]).
 
Comunque l'opera cinematografica inizia con un evidente errore storico, quando l'inizio dell'azione viene collocata nel mattino di lunedì 2 agosto [[1907]]. Innanzitutto il 2 agosto 1907 non era lunedì ma [http://xoomer.virgilio.it/esongi/calcoloperpetuo.htm venerdì.]. Inoltre, poiché lo svolgimento del racconto copre quasi 25 anni, la data sarebbe anacronistica perché la [[Prima Guerra Mondiale]] (che avrebbe coinvolto l'Austria contro tutti i suoi vicini) avrebbe dovuto scoppiare a soli 7 anni dall'arrivo di Drogo alla fortezza, e terminare con la sconfitta 11 anni dopo l'arrivo. Così, volendo cimentarsi nell'esercizio di trovare date coerenti con un lunedì 2 agosto, l'inizio del racconto dovrebbe essere collocato nel 1869, 1875 o 1880. D'altra parte solo il 1º anno sarebbe coerente con la tecnologia presentata nel film che, alla fine del racconto come all'inizio, prevede solo l'uso di cavalli, carrozze e messaggeri a cavallo; ciò sarebbe impossibile con le date d'inizio del 1875 o 1880 perché l'automobile data alla fine dell'Ottocento e le comunicazioni via radio all'inizio del Novecento.
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